Lo prevede l’articolo 19 della bozza del provvedimento sulle liberalizzazioni dell’11 gennaio 2012, che comporta alcune modifiche in materia di servizi pubblici locali, che dovranno essere organizzati in bacini territoriali entro il 30 giugno 2012. A tal fine potranno essere affidati in-house servizi per un valore massimo di 200mila euro, invece che 900mila, ma questa forma di gestione in deroga sarà possibile per altri cinque anni a partire dal 31 dicembre 2012. Gli affidamenti diretti di servizi con valore superiore cesseranno al 31 dicembre 2012, anziché al 31 marzo. “I Comuni – si legge nel provvedimento – quando sussistono esigenze di promozione dell’ampliamento dei mercati e di ripianamento delle proprie posizione debitorie hanno facoltà di cedere le proprie quote di partecipazioni in società secondo procedure aperte nelle quali sia garantita la parità’ di condizioni di gara, la più ampia trasparenza e conoscibilità e comunicano l’esito entro il 30 settembre 2012 all’ufficio competente”.
Decreto liberalizzazioni: le misure per i servizi pubblici locali
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