Decreto Irpef, i tecnici della Camera hanno dei dubbi

di Redazione

Il rinvio del pagamento della Tasi non sarà neutrale per il bilancio dello Stato, ma è anzi “suscettibile di recare effetti finanziari”

Tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

Il rinvio del pagamento della Tasi inserito nel dl Irpef al Senato non sarà neutrale per il bilancio dello Stato ma è anzi “suscettibile di recare effetti finanziari”. È quanto sottolineano i tecnici del Servizio Bilancio della Camera in un nuovo report che solleva dubbi anche sul bonus di 80 euro: i destinatari del bonus sono stati identificati infatti sulla base dei redditi 2011, ma oggi la platea “potrebbe aver subito un cambiamento significativo sia dal punto numerico sia dal punto di vista del reddito”.

Erano stati, ad inizio maggio, i tecnici del Servizio Bilancio del Senato ad avanzare dubbi sulle coperture del bonus Irpef da 80 euro e, ora che il decreto, blindato con la fiducia a Palazzo Madama, è arrivato alla Camera, tocca ai tecnici di Montecitorio fare le loro analisi.

Tasi
Ed i tecnici sottolineano due punti in particolare sulla Tasi. Il primo riguarda gli interessi sulle anticipazioni corrisposte ai Comuni che hanno optato per il rinvio. “In proposito si segnala che, pur considerando che le somme erogate sono recuperate nel corso dell’anno, andrebbero prudenzialmente valutati gli effetti in termini di maggiori spese per interessi a carico del Bilancio dello Stato sulle quote corrisposte a titolo di anticipazione effetti finanziari”.
In secondo luogo “tenuto conto che la normativa vigente prevede un limite massimo di aliquota Imu + Tasi, l’erogazione di una somma anticipata calcolata sulla base dell’aliquota ordinaria Tasi potrebbe risultare eccessiva nei Comuni che, pur non avendo deliberato in materia di Tasi, abbiano applicato elevate aliquote Imu e, conseguentemente, dovranno applicare aliquote Tasi ridotte.

Rendite finanziarie
Nel dl Irpef poi, non vengono considerati gli “effetti di sostituzione” derivanti dall’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. L’aumento scatterà dal primo luglio, e secondo i tecnici del Servizio Studi della Camera, “andrebbe valutata la possibilita’ che gli investitori scelgano di sostituire l’investimento effettuato in attività finanziarie, soggette all’incremento previsto, con altre attività finanziarie per le quali permane il livello di tassazione attuale o con attività reali (immobili)”.

Bonus 80 euro
Secondo i tecnici del Servizio Bilancio, nell’articolo 1 del decreto, quello appunto sul calo del cuneo fiscale, sono presenti “alcuni aspetti rispetto ai quali appaiono opportuni dei chiarimenti”. “In base a quanto indicato nella relazione tecnica, – si legge in particolare nel dossier ora in mano alle Commissioni Finanze e Bilancio – la microsimulazione è effettuata con riferimento ai redditi 2011, estrapolati al 2014. In proposito, ferma restando la necessità di un chiarimento in merito al mancato utilizzo di dati più aggiornati disponibili, andrebbero fornite maggiori informazioni in merito ai criteri utilizzati per l’estrapolazione dei dati al 2014. Ciò in considerazione del fatto che la platea dei soggetti interessati potrebbe aver subito un cambiamento significativo sia dal punto numerico sia, per altro verso, dal punto di vista del reddito di riferimento realizzato da ciascun soggetto”. Infatti, – proseguono i tecnici – “se da un lato potrebbero risultare incrementati i soggetti cosiddetti incapienti o senza reddito di lavoro dipendente (riducendo quindi il numero dei beneficiari), dall’altro lato potrebbero rientrare nel beneficio soggetti che nel 2014 realizzano redditi inferiori rispetto a quelli del 2011”.

Irap
Altri rilievi arrivano sulla riduzione stimata del gettito Irap, grazie al taglio del 10%, che risulta inferiore rispetto al calcolo effettuato sugli incassi dello scorso anno: “La riduzione del gettito in termini di competenza (stimato in 2.059 milioni annui) corrisponde ad una quota inferiore al 10% del gettito Irap settore privato realizzato nel 2013 (24.813 milioni)”. I tecnici della Camera osservano che è opportuno “acquisire dei chiarimenti in merito alle motivazioni sottostanti tale differenza”.

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