Il Decreto di Ferragosto e i nuovi compiti della Polizia municipale
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Il Decreto di Ferragosto e i nuovi compiti della Polizia municipale

Costa Cosimo

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Il Decreto di Ferragosto e i nuovi compiti della Polizia municipale

Il Ministro dell’Interno, con la direttiva allegata al decreto sul riordino delle forze di polizia del 15 agosto 2017- che stabilisce le modalità di esercizio e la razionalizzazione dei presidi delle Forze di Polizia- ha chiarito che spetta alla Polizia municipale rilevare gli incidenti stradali nel territorio urbano, garantendo il servizio di infortunistica stradale nell’arco dell’intera giornata e su tutto il territorio urbano.

Il decreto di ferragosto discende dal d.lgs. n.177 del 2016, che affida al Viminale il compito di emanare disposizioni in merito all’esercizio delle attività delle forze di polizia e della loro dislocazione nel territorio nazionale, si compone di due brevi articoli e di una allegata direttiva sulla razionalizzazione dei presidi di polizia.

La direttiva coinvolge la Polizia locale soprattutto in relazione alla sicurezza stradale e solo marginalmente in merito ai piani coordinati di controllo del territori (al punto 2.5 si segnala l’importanza di estenderli anche alle località non capoluogo di provincia, con il coinvolgimento della Guardia di Finanza e il contributo delle polizie locali, specificando che i vigili urbani dovranno partecipare al controllo del territorio sulla base delle indicazioni del Capo della Polizia e dei Prefetti).

Essa si pone l’obiettivo di “sviluppare un’azione in grado di soddisfare, con celerità, efficacia e accresciuta incisività, le esigenze di sicurezza e legalità avvertite in misura sempre crescente dai cittadini“.

Tale provvedimento, nella prima parte, descrive le modalità con cui la Polizia di Stato, l’Arma Carabinieri e la Guardia di Finanza esercitano le proprie attività, nella seconda, invece, si sofferma sulle misure di razionalizzazione delle Forze di Polizia del territorio.

Dopo la premessa, al punto 1.“Comparti di Specialità”(punto 1.), si occupa della “Sicurezza stradale” (punto 1.1), evidenziando che “Specifica attenzione deve essere riservata allo svolgimento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità dei centri urbani” e che, in una logica di “leale collaborazione istituzionale“, i Corpi e i servizi di Polizia locale dei comuni assumano “un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana lungo l’intero arco delle ventiquattro ore”.

Altresì, tenendo conto della diversità delle realtà degli enti locali e della carenza organica e di altre risorse dei piccoli comuni (si consideri, peraltro, che sono pochi i comandi di Polizia municipale che dispongono di un servizio serale e notturno continuativo), si ritiene opportuno l’avvio di un percorso con l’ANCI, attraverso un preliminare accordo-quadro, con il coinvolgimento, da subito, delle città metropolitane e dei capoluoghi di provincia, estendendo successivamente l’iniziativa a tutte le altre municipalità.

E’ chiaro che con tale provvedimento il Ministro dell’Interno ha inteso risolvere alcuni problemi risalenti, quali le duplicazioni di competenze e la definizione dei poteri e dello status della Polizia municipale che- nonostante il coinvolgimento in attività di prerogativa statale- conservano profili assai incerti.

Tra le questioni affrontate, una delle più controverse è stata proprio quella della carente presenza della Polizia municipale negli interventi e nei rilievi per incidenti stradali nel territorio comunale.

Per vero, la Polizia municipale già rileva la maggioranza di tali sinistri, ma non può- in carenza di risorse e, conseguentemente, di un servizio serale e notturno continuativo- assumere “un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana lungo l’intero arco delle ventiquattro ore”.

E di questo il Ministero è pienamente consapevole, tanto è vero che riconosce come la carenza di dotazione organica e di risorse sia da serio impedimento a un’immediata attuazione della direttiva.

Per tali ragioni dev’essere avviato un percorso con l’ANCI- che, oltre a tenere conto delle richieste ministeriali, dovrà dare riscontro ai Sindaci che chiedono impegno e risorse per il controllo del territorio e per la polizia locale- finalizzato alla stipula di un accordo quadro volto a coinvolgere, in una prima fase, le città metropolitane e i capoluoghi di provincia (dove la Polizia municipale è meglio organizzata e ha più risorse) e, in una seconda fase, i Comitati per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, perché promuovano la progressiva estensione della direttiva ai comuni più piccoli, assicurando anche in tali territori la presenza, per ventiquattro ore, della Polizia municipale per i rilievi degli incidenti stradali.

I Sindaci e i Comandanti della Polizia municipale, desiderano fortemente occuparsi della sicurezza del loro territorio, che più di tutti conoscono e amano, ma per far questo hanno bisogno di risorse umane e finanziare senza le quali ogni buon proposito risulterà vano.

Conseguentemente, se alla direttiva Minniti si vorrà dare seguito, non si potrà fare a meno di assegnare nuove risorse: in caso contrario, la valorizzazione del ruolo della Polizia municipale e l’affidamento esclusivo ad essa dei rilevamenti degli incidenti resteranno lettera morta.

 

Dott. Cosimo Costa

Comandante della Polizia municipale del comune di Vittoria (RG)

 

 

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