Decreto del fare: a giugno arrivano le semplificazioni

Decreto del fare: a giugno arrivano le semplificazioni

Redazione

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Il vertice di maggioranza di ieri ha scelto la strada di un decreto omnibus che contiene misure fiscali, di semplificazioni e liberalizzazioni, e “pacchetto lavoro”

 

tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

 

Si è tenuto ieri a Palazzo Chigi ieri il vertice di maggioranza con al centro l’agenda dell’azione del Governo, il percorso delle riforme e i provvedimenti economici in preparazione: i capigruppo di maggioranza di Camera e Senato sono stati a colloquio con il premier Enrico Letta, il vicepremier Angelino Alfano, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi.
Prima del vertice si parlava di un decreto e un disegno di legge, ma dopo il vertice di maggioranza di ieri le carte sono cambiate: un unico decreto “del fare” da varare entro fine giugno, in vista del vertice Ue del 27-28. Un provvedimento omnibus che contiene misure fiscali, di semplificazioni e liberalizzazioni, “incentrato sull’economia”. Non è tuttavia ancora da escludere che alcune, prima misure, vengano varate già questa settimana.
“C’é un impegno a correre sul ddl costituzionale” che disegna l’iter delle riforme. Così il Ministro Dario Franceschini al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. L’accordo raggiunto con i capigruppo è quello di concludere “entro luglio” la prima lettura di Camera e Senato.
Nel decreto, che sarà illustrato alle Camere dal premier Enrico Letta, sarà presente anche il “pacchetto lavoro” con misure di decontribuzione e defiscalizzazione dei nuovi assunti “perché dobbiamo recuperare – afferma il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta – 500.000 posti di lavoro persi a causa della crisi nell’arco di due anni”.

IVA E IMU – “L’orientamento della maggioranza è di non fare aumentare l’Iva a luglio e procedere entro il 31 agosto alla cancellazione dell’Imu” – ha dichiarato al termine del vertice il capogruppo del Pdl Renato Brunetta – “l’importante è che ci sia la cancellazione dell’aumento, un semplice rinvio sarebbe un segnale negativo”. Ma a contraddire Brunetta è arrivata una dichiarazione del capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, per il quale: “Nel dl si tratterà la materia fiscale ma non è stato indicato il punto sull’Iva durante il vertice”. Infine Franceschini ha chiarito: “È presto per dare risposte, servono risorse. Noi abbiamo due scadenze già fissate – sottolinea il Ministro per i rapporti con il Parlamento – una è fissata dal Parlamento e prevede che entro il 31 agosto si riformi l’Imu, l’altra decisa da prima, è l’aumento dell’Iva”.

SEMPLIFICAZIONI – La bozza sulle semplificazioni recupera invece in gran parte il ddl Patroni Griffi presentato dal governo Monti. Spicca la delega al governo per introdurre l’iter veloce per gli insediamenti produttivi strategici: un solo procedimento che fonderà tutte le autorizzazioni, permessi, nulla osta e altri atti amministrativi di assenso per dare all’imprenditore privato una reale garanzia di cantierabilità del proprio investimento. Al tempo stesso si valuta la possibilità di far debuttare un “tutor d’impresa”, presso gli sportelli unici per le attività di impresa, per assistere le aziende in tutti i procedimenti amministrativi.

SEMPLIFICAZIONI FISCALI – Tra le misure per la riduzione degli obblighi fiscali spicca l’abolizione della responsabilità solidale negli appalti, chiesta a gran voce dalle associazioni delle imprese alla luce degli scarsi risultati prodotti in termini di contrasto all’evasione e al nero a fronte di oneri elevati per gli imprenditori. Per i sostituti d’imposta viene poi prevista l’abolizione del modello 770 mensile, modifiche alle regole di applicazione della “sostitutiva” sulla rivalutazione del Tfr, nonché una riduzione degli adempimenti sulle comunicazioni obbligatorie dovute al fisco per le ritenute applicate su agli agenti. Novità in arrivo anche sul trattamento fiscale degli omaggi: l’Iva sulle imprese di rappresentanza diventerà detraibile per l’acquisto di beni con valore non superiore a 50 euro.

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