D.L. 90/2014, come cambia la mobilità

D.L. 90/2014, come cambia la mobilità

di Redazione

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 Lilla Laperuta

L’art. 30 D.Lgs. 165/2001 nella versione novellata dall’art. 4 D.L. 24 giugno 2014, n. 90,  prevede che le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti, appartenenti alla stessa qualifica e  in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento.

A tal fine:

1) è richiesto il previo assenso dell’amministrazione di appartenenza;

2) le amministrazioni devono  fissare  preventivamente i criteri di scelta;

3) le amministrazioni devono  rendere pubblico sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a 30 giorni, un bando ove è indicata la disponibilità dei posti in organico da ricoprire attraverso passaggio diretto di personale da altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere.

In via sperimentale e in attesa dell’introduzione di nuove procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle amministrazioni pubbliche, per il trasferimento fra le sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali non è richiesto l’assenso della P.A. di appartenenza, la quale dispone il trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell’amministrazione di appartenenza.

Per agevolare le procedure di mobilità la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica istituisce un portale finalizzato all’incontro tra la domanda e l’offerta di mobilità.

Si ricorda che nella formulazione previgente, a seguito dell’intervento riformatore del D.Lgs. 150/2009, la possibilità del trasferimento era ancorata al previo parere  favorevole del dirigente responsabile dei servizi e degli uffici cui il personale veniva assegnato. Dunque, al solo dirigente, spettava la decisione finale, se cioè acquisire o cedere il dipendente, esprimendo al riguardo parerete favorevole o contrario. Inoltre la dizione precedente prescriveva espressamente di tenere in conto la professionalità del dipendete in relazione al posto ricoperto o da ricoprire.

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