Con il decreto 28 febbraio 2026, n. 44, pubblicato nella GU Serie Generale n.78 del 03-04-2026, il Ministero della Giustizia aggiorna le tariffe per la custodia dei beni sequestrati, introducendo un sistema più articolato e aderente alla prassi degli uffici giudiziari. Il provvedimento riguarda tutti i beni diversi da veicoli e natanti e interviene su indennità, criteri di calcolo e modalità operative, con l’obiettivo di rendere più equo e sostenibile il compenso per i custodi. Per approfondire la materia, consigliamo il volume I mezzi di impugnazione delle misure cautelari personali e reali – Modalità, termini e competenza, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Indice
- 1. Nuove tariffe: un sistema progressivo nel tempo
- 2. Sicurezza e vigilanza: indennità aumentate
- 3. Recupero, trasporto e movimentazione: tariffe definite
- 4. Riduzioni per beni senza valore
- 5. Maggiorazioni per beni “particolari”
- 6. Tabelle ufficiali e applicazione immediata
- 7. Abrogazioni e impatto normativo
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1. Nuove tariffe: un sistema progressivo nel tempo
Il cuore del decreto è rappresentato dalle nuove tariffe giornaliere, differenziate in base alla tipologia di custodia e alla durata del sequestro.
Per la custodia in area scoperta, si parte da 0,80 euro al metro cubo per i primi 90 giorni, con una progressiva riduzione fino a 0,08 euro dal quinto anno in poi.
Per la custodia in area coperta, le tariffe sono più alte: 1 euro iniziale, fino a 0,10 euro oltre il quinto anno.
La logica è chiara: incentivare una gestione efficiente nei primi mesi, riducendo nel tempo il costo per l’amministrazione. Per approfondire la materia, consigliamo il volume I mezzi di impugnazione delle misure cautelari personali e reali – Modalità, termini e competenza, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
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2. Sicurezza e vigilanza: indennità aumentate
Un elemento di rilievo è l’aumento del 50% delle indennità quando i beni sono custoditi in cassaforte o in luoghi dotati di vigilanza attiva.
Questa previsione riconosce il maggiore onere organizzativo e i costi aggiuntivi legati alla sicurezza, soprattutto per beni di valore o particolarmente sensibili.
3. Recupero, trasporto e movimentazione: tariffe definite
Il decreto disciplina in modo puntuale anche le attività accessorie:
- Recupero: 0,65 euro al metro cubo
- Trasporto: da 40 a 80 euro in base al volume
- Movimentazione:
- 10–20 euro/ora per lavoratore
- 4–7 euro/ora per mezzo meccanico
Si tratta di un passo avanti importante, perché uniforma prassi spesso eterogenee tra tribunali.
4. Riduzioni per beni senza valore
Un aspetto innovativo è la previsione di una riduzione del 30% dell’indennità quando il bene diventa inservibile o privo di valore commerciale.
Questa misura mira a evitare costi sproporzionati per la custodia di beni che non hanno più utilità economica, introducendo un principio di proporzionalità.
5. Maggiorazioni per beni “particolari”
Il decreto consente anche un aumento fino al 25% dell’indennità nei casi in cui il bene richieda modalità di custodia particolari.
Inoltre, quando le tabelle non risultano adeguate, si può fare riferimento agli usi locali, mantenendo una certa flessibilità operativa.
6. Tabelle ufficiali e applicazione immediata
Le tariffe sono raccolte nelle tabelle A e B, parte integrante del decreto, che diventano il riferimento unico per la determinazione delle indennità.
Importante anche la norma transitoria: le nuove disposizioni si applicano anche ai procedimenti in corso, se non è ancora stato emesso il decreto di liquidazione.
7. Abrogazioni e impatto normativo
Il decreto abroga l’articolo 5 del DM 2 settembre 2006, aggiornando una disciplina ormai superata.
L’intervento si inserisce nel quadro del Testo unico sulle spese di giustizia (DPR 115/2002), rafforzando la coerenza del sistema.
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