Cumulo gratuito 2017, come funziona?
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Cumulo gratuito 2017, come funziona?

Redazione

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Dopo le anticipazioni degli ultimi giorni, il cumulo gratuito dei contributi per la pensione entra finalmente in vigore. Il Ministero del Lavoro ha dato il via libera lunedì all’Inps allo schema di circolare predisposto dall’Istituto: ora i lavoratori dalle carriere discontinue e i professionisti potranno sommare i periodi assicurativi non coincidenti senza costi aggiuntivi e andare in pensione prima e con più facilità. Giunge dunque al termine un’attesa che per alcuni lavoratori durava da ben nove mesi, ossia dalla pubblicazione della Legge di Bilancio 2017.

Vediamo allora come funziona il nuovo cumulo gratuito e chi può richiederlo.

 

Cumulo gratuito, stop ai ritardi

Si tratta di una vera e propria liberazione per moltissimi lavoratori che hanno maturato negli anni contributi presso casse diverse. La possibilità di usufruire del cumulo esisteva già, ma era onerosa e spesso non conveniva perché i costi dell’operazione sopravanzavano i benefici. Con la Legge di Bilancio 2017, tutto sarebbe dovuto cambiare: cumulo gratuito, maggiore convenienza rispetto a tutte le altre opzioni e numerose domande inviate dai lavoratori speranzosi.

E invece, nulla di fatto. Per il Ministero del Lavoro la legge era già pronta e attuativa, ma per l’Inps le varie casse previdenziali erano in difetto e non accennavano a mettersi d’accordo. Il problema principale? Non tutte le gestioni usano gli stessi metodi e parametri per la determinazione dell’accesso alla pensione.

 

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Un’opportunità per tutti i professionisti

La settimana scorsa, finalmente, l’apertura dell’Inps e la preparazione della circolare. Lunedì, poi, l’ok definitivo del Ministero: basta ritardi, il cumulo gratuito si farà. Professionisti, avvocati, commercianti e più in generale tutti coloro che hanno maturato contributi verso varie casse differenti da quella principale Inps potranno ora sommare i vari periodi per maturare il diritto alla pensione anche senza possedere i requisiti richiesti da ogni singola gestione. Una platea di circa 7mila persone nei restanti mesi del 2017 e di 15mila nel corso del 2018.

La misura è particolarmente vantaggiosa perché permette di liquidare l’importo pensionistico in base alle somme pro-quota dovute dalle varie gestioni. Quindi ogni volta che il lavoratore ha i requisiti per richiedere il sistema di calcolo retributivo in una determinata cassa, questo potrà essere utilizzato senza problemi.

Quota Inps pagata fin da subito

Il problema da superare, come si è detto, consisteva fondamentalmente nel fatto che le varie casse professionali prevedono requisiti diversi (e spesso più severi) per l’accesso alla pensione rispetto all’Inps. Per l’Istituto e per i lavoratori dipendenti i requisiti minimi sono i 66 anni e 7 mesi di età e i 20 anni di contributi; adeguare le altre gestioni a queste regole avrebbe comportato un dispendio di risorse non sostenibile. La legge, come sostenuto dal presidente dell’Inps Boeri, era scritta male: non diceva cosa fare in caso di requisiti diversi.

L’Inps ha allora deciso (e il Ministero del Lavoro ha dato l’ok) per una sorta di pensione anticipata per gli autonomi: il cumulo potrà essere utilizzato subito per andare in pensione, ma l’Istituto verserà solo la parte di sua competenza. La cassa professionale erogherà la propria parte solo al raggiungimento dei relativi requisiti.

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