Crisi, ecco la soluzione sui debiti della pubblica amministrazione

Crisi, ecco la soluzione sui debiti della pubblica amministrazione

Redazione

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In dirittura due decreti messi a punto dai ministri Grilli e Passera. Le norme riguardano la certificazione dei crediti e le modalità di pagamento che può essere effettuato per cassa o attraverso titoli di Stato. Nuova stretta sulle auto blu in arrivo

 

di Giuseppe Manfredi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Il governo sta per emettere due decreti sul tema dei debiti della p.a. verso le imprese. Lo ha ribadito il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, nel suo intervento all’assemblea delle Confcooperative sottolineando che “l’ammontare su cui agire è di circa 100 miliardi”. Sul tema dello smaltimento del debito pregresso Passera ha spiegato: “Con Grilli stiamo per emettere due decreti di certificazione dei debiti e di garanzia pubblica. È una soluzione intermedia prima di quella europea. L’ammontare su cui agire è di circa 100 miliardi”. Nei prossimi giorni “saranno pronti” i decreti attuativi sui crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione, ha confermato il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, sempre dall’assemblea di Confcooperative. Quello dei crediti della p.a., ha aggiunto, “è un problema di grande importanza e ci vuole grande energia per risolverlo, ma la sfida può essere vinta”. I problemi che ci sono e che il governo sta cercando di risolvere in modo veloce, ha sottolineato, riguardano la certificazione dei crediti stessi e le modalità di pagamento che può essere effettuato per cassa o attraverso titoli di Stato. Il governo è fiducioso sul fatto di poter risolvere la questione dei crediti vantati dalla aziende nei confronti della Pubblica Amministrazione. “Pensiamo che questa sfida possa essere vinta”, ha aggiunto. Per Grilli quello dei crediti della p.a. “è un problema di grande importanza e stiamo dedicando tanta energia verso questo problema. Pensiamo che la sfida possa essere vinta”. Il viceministro ha ricordato che uno dei problemi è legato proprio alla definizione della quantità di pregresso che può essere risolta solo se “abbiamo una emersione certificata”. Infine Grilli parlando del sistema di pagamento, attraverso carta e attraverso titoli di Stato ha spiegato che le due esigenze, quella pubblica legata alla difficoltà del paese di reperire “finanziamenti sui mercati” e quella delle imprese “possano essere compendiate in tempi brevissimi”. Francesco Boccia ha salutato con favore l’annuncio di due decreti per sbloccare il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. “Finalmente un cenno di vita da Passera: dice che sono in arrivo due dl sulla certificazione dei crediti Pa e sulla garanzia pubblica. La proposta Pd è lì”, ha scritto su Twitter il coordinatore delle commissioni economiche del Pd. “La disponibilità delle banche ad anticipare i crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione è molto importante e raccoglie pienamente la proposta del Pd avanzata la scorsa settimana e già portata all’attenzione del governo”, prosegue Boccia. “La possibilità di prevedere, come ha detto il direttore generale dell’Abi, Sabatini, la cessione sia pro soluto che pro solvendo con diverse forme tecniche di anticipo e sconto è la strada maestra per ridare alle imprese e all’intero sistema finanziario le certezze perse in questa gravissima crisi. Dal governo ci aspettiamo decreti rapidi in grado di assicurare la certificazione automatica dei crediti e il rispetto dei tempi di pagamento in linea con gli altri Paesi europei”. E a proposito di crisi, è in arrivo una nuova stretta sulle auto blu. Lo afferma il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, secondo cui “il governo Monti ha intenzione di dare un’ulteriore e drastica riduzione delle auto di servizio, che non devono diventare un inutile privilegio o, peggio, uno status symbol da esibire”. “Proprio per questo – sottolinea Patroni Griffi – ho dato disposizione a Formez Pa di avviare un nuovo monitoraggio e all’ispettorato della Funzione pubblica di verificare se ci sono amministrazioni che non hanno seguito le nostre direttive”. “I dati sulle auto blu – aggiunge il ministro in una nota – vanno nel trend che già si era evidenziato lo scorso febbraio relativamente al censimento 2011, quando c’era stato un calo tra il 10 e il 13%. Naturalmente non basta. La pubblica amministrazione – conclude – che pure ha contribuito al taglio degli sprechi, deve continuare il proprio lavoro dando anche l’esempio nell’abolizione della spesa inutile”. Nel primo trimestre 2012 le auto pubbliche sono diminuite di 758 unità, come saldo tra nuove acquisizioni (434) e dismissioni (1192)). Secondo i dati della Funzione pubblica le auto blu (cioè quelle di rappresentanza in uso ai vertici delle amministrazioni o comunque con autista) sono 248 in meno, pari al 2,5% del loro parco totale. Con tale trend, il risparmio annuo è stimato in circa 35 milioni di euro (circa 105 mln considerando il costo del personale da ricollocare). Per le auto blu, si stima un risparmio di circa 60 milioni. A Formez Pa è stato affidato il monitoraggio sui costi, partito l’8 maggio, che avrà come obiettivo di verificare le spese sostenute nel 2011. La diminuzione di auto blu risulta molto piu’ accentuata nelle amministrazioni centrali, dove le acquisizioni sono praticamente azzerate e le dismissioni nel trimestre sono state circa il 4% dell’intero parco auto censito, mentre negli altri settori la riduzione è stata di circa l’1%. Le auto blu e auto grigie con autista dismesse sono il 21% del totale delle vetture dismesse. Le nuove acquisizioni hanno riguardato, nell’87% dei casi, auto grigie, e solo nel 13% dei casi auto blu o grigie con autista. Per il 31%, dei casi, sono state effettuate in proprietà, mentre molto alta è la quota di nuovi noleggi e leasing (66%) pari a circa il 20% dell’intero parco auto. La procedura piu’ utilizzata per le acquisizioni è stata la convenzione Consip (48,4%) seguita da quella negoziata (28,3%). Il costo medio di acquisizione delle nuove auto risulta pari a 9.307 euro. Le dismissioni hanno riguardato nel 65% dei casi auto da 1100 a 1600 cc e nel 23% vetture superiori ai 1900 cc. Il 45% delle vetture dismesse era stato immatricolato prima del 2006, conclude la nota del dicastero di palazzo Vidoni.

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