Il documento di Unioncamere dedicato alla bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate sui nuovi istituti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza offre una lettura particolarmente utile per avvocati, commercialisti, advisor e professionisti impegnati nella gestione della crisi. Il contributo si concentra soprattutto sulla Composizione negoziata e sul ruolo dell’Amministrazione finanziaria nelle trattative, con l’obiettivo di evitare che il nuovo accordo transattivo con il Fisco venga appesantito da prassi disomogenee, richieste documentali eccessive o atteggiamenti meramente difensivi degli Uffici.
La posizione di Unioncamere è chiara: la Composizione negoziata non può essere trattata come una procedura concorsuale tradizionale. È un percorso negoziale, volontario e collaborativo, nel quale la valutazione del credito tributario deve essere condotta in concreto, tenendo conto non solo della comparazione con la liquidazione giudiziale, ma anche della continuità aziendale e della capacità dell’impresa di generare valore futuro. Per approfondire l’argomento, consigliamo il volume Composizione negoziata della crisi – Guida pratica per l’esperto con casistica giurisprudenziale, modelli, strumenti e prassi applicativa, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon. Abbiamo anche organizzato il corso Composizione negoziata: come gestire le garanzie MCC e ottenere nuova finanza.
Indice
- 1. Il credito tributario non si valuta solo in chiave liquidatoria
- 2. Meno automatismi sul doppio professionista
- 3. La proporzionalità come criterio dell’istruttoria
- 4. Tempi certi anche per l’Agenzia delle Entrate
- 5. Misure protettive, accordi informali e responsabilità del funzionario
- 6. Un contributo per rendere effettiva la Composizione negoziata
- Formazione per professionisti
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1. Il credito tributario non si valuta solo in chiave liquidatoria
Uno dei punti centrali riguarda il trattamento del credito tributario. Unioncamere condivide il richiamo della bozza di circolare alla giurisprudenza europea sulla falcidiabilità dell’IVA, ma rileva l’assenza di criteri operativi sufficientemente chiari per gli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.
Il rischio segnalato è che i funzionari adottino criteri mutuati da altri strumenti di regolazione della crisi, fondati su votazioni, maggioranze o meccanismi di cram down, non coerenti con la natura della Composizione negoziata. Secondo Unioncamere, la convenienza della proposta transattiva deve essere valutata caso per caso, sulla base dell’attestazione del professionista indipendente e del confronto con l’alternativa liquidatoria.
Tale giudizio, però, non dovrebbe esaurirsi nel mero recupero immediato del credito. Devono assumere rilievo anche la continuità dell’impresa, il mantenimento della base imponibile, la forza lavoro coinvolta e l’impatto economico-sociale del risanamento. Per approfondire l’argomento, consigliamo il volume Composizione negoziata della crisi – Guida pratica per l’esperto con casistica giurisprudenziale, modelli, strumenti e prassi applicativa, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Composizione negoziata della crisi
Quali sono le condizioni di accesso alla composizione negoziata? Che cos’è il test della crisi per il risanamento? Cosa si fa in presenza della richiesta di misure protettive o cautelari? Il presente fascicolo nasce dall’esperienza maturata sul campo come esperti indipendenti, advisor, attestatori e difensori delle imprese, con l’obiettivo di fornire una bussola operativa a imprenditori, avvocati, commercialisti e gestori della crisi, ma anche a coloro che si avvicinano per la prima volta a questo percorso. Il testo accompagna il lettore in tutte le fasi della composizione negoziata, dalla valutazione preliminare di risanabilità all’attuazione delle strategie di ristrutturazione, fino alla gestione delle trattative con i creditori. Una guida concreta e aggiornata attraverso casistica giurisprudenziale, modelli, check list ed “errori da evitare”, e la lettura ragionata del Codice della crisi d’impresa a confronto con la prassi professionale e le decisioni giurisprudenziali più recenti. Monica MandicoAvvocato cassazionista, Founder di Mandico&Partners. Gestore della crisi, curatore, liquidatore e amministratore giudiziario. È presidente di Assoadvisor e coordinatrice della Commissione COA Napoli “Sovraindebitamento ed esdebitazione”. Già componente della Commissione per la nomina degli esperti indipendenti della composizione negoziata presso la CCIAA di Napoli. Esperta in crisi d’impresa e procedure di sovraindebitamento e presidente di enti di promozione sociale. Autrice di numerose pubblicazioni, dirige la Collana “Soluzioni per la gestione del debito” di Maggioli Editore, ed è docente di corsi di alta formazione e master accreditati presso Università e ordini professionali. Pasquale CapaldoAvvocato, specializzato in diritto civile, contrattualistica, crisi d’impresa e diritto bancario. Componente della Commissione COA Napoli “Sovraindebitamento ed esdebitazione”.
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2. Meno automatismi sul doppio professionista
Particolarmente rilevante è la critica alla possibile imposizione di due professionisti distinti: uno per l’attestazione della convenienza e uno per la certificazione della completezza e veridicità dei dati aziendali.
Unioncamere osserva che il Codice della crisi non prevede espressamente un obbligo di separazione delle due funzioni. L’art. 2, lett. o), CCII definisce i requisiti del professionista indipendente, ma non introduce un divieto generalizzato di cumulo. L’obbligo di nominare due soggetti distinti rischierebbe quindi di tradursi in un aggravio economico, soprattutto per le imprese di minori dimensioni.
La proposta è più flessibile: ammettere che un unico professionista indipendente possa svolgere entrambe le attività, purché non sussistano conflitti di interesse, incompatibilità o elementi idonei a comprometterne l’imparzialità.
3. La proporzionalità come criterio dell’istruttoria
Unioncamere dedica attenzione anche alla relazione sulla fattibilità del piano di risanamento, che la bozza di circolare considera “auspicabile”. Il problema è pratico: ciò che viene definito facoltativo potrebbe essere interpretato dagli Uffici come sistematicamente necessario.
Per evitare questo effetto, il documento propone di chiarire che la relazione non è requisito di ammissibilità della proposta transattiva e non deve essere richiesta in modo generalizzato. La documentazione istruttoria deve essere proporzionata alla dimensione dell’impresa, alla complessità del piano e all’entità del debito tributario.
Questa impostazione appare coerente con la funzione della Composizione negoziata, che deve restare uno strumento rapido, informale e orientato al risanamento, non un procedimento appesantito da formalismi.
4. Tempi certi anche per l’Agenzia delle Entrate
Un altro profilo decisivo riguarda le tempistiche. Unioncamere condivide l’esigenza che il debitore presenti la proposta transattiva con congruo anticipo rispetto alla scadenza delle trattative. Tuttavia, segnala un’asimmetria: la bozza di circolare non prevede un termine altrettanto chiaro per la risposta dell’Agenzia.
Secondo Unioncamere, l’Amministrazione finanziaria dovrebbe rispondere in tempi coerenti con la durata massima delle trattative, con un riscontro motivato e utile alla prosecuzione del confronto. Una risposta resa a ridosso della scadenza rischia infatti di impedire al debitore di riformulare la proposta o valutare soluzioni alternative.
Il principio proposto è quello della simmetria collaborativa: il debitore deve agire tempestivamente, ma anche l’Agenzia deve evitare inerzie incompatibili con la natura dell’istituto.
5. Misure protettive, accordi informali e responsabilità del funzionario
Unioncamere propone inoltre un chiarimento sul ruolo dell’Agenzia nei procedimenti relativi alle misure protettive. Ogni interlocuzione con il Tribunale dovrebbe avvenire nel rispetto del contraddittorio, evitando comunicazioni informali o unilaterali non conoscibili dalle altre parti.
Altro tema operativo è la valorizzazione degli accordi informali raggiunti durante la Composizione negoziata. Anche se non formalizzati entro la chiusura del percorso, tali intese potrebbero costituire una base negoziale utile nei successivi strumenti di regolazione della crisi, evitando di disperdere il lavoro istruttorio già svolto.
Infine, Unioncamere chiede indicazioni sulla responsabilità dei funzionari. L’adesione a una proposta supportata dalla documentazione prevista dalla legge e dalle attestazioni del professionista indipendente non dovrebbe generare, di per sé, responsabilità amministrativo-contabile. Il chiarimento servirebbe a evitare condotte eccessivamente prudenti, rigetti sistematici o richieste documentali motivate solo da esigenze di autotutela.
6. Un contributo per rendere effettiva la Composizione negoziata
Nel complesso, il documento Unioncamere mira a rendere l’intervento dell’Agenzia delle Entrate più prevedibile, uniforme e coerente con la finalità della Composizione negoziata. Per i professionisti, le osservazioni rappresentano una traccia utile per comprendere le principali criticità applicative della transazione fiscale nel nuovo contesto del CCII.
La questione di fondo è evitare che l’accordo con il Fisco diventi un passaggio eccessivamente rigido o incerto. La Composizione negoziata può funzionare solo se tutti i soggetti coinvolti, compresa l’Amministrazione finanziaria, adottano un approccio collaborativo, proporzionato e orientato alla continuità dell’impresa risanabile.
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