Criminologia, geriatria e diritto: quale tutela per l' anziano in Svizzera?

Criminologia, geriatria e diritto: quale tutela per l’ anziano in Svizzera?

Baiguera Altieri Andrea

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  1. La Legge federale sull’ Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti ( LAVS )

Sin dal 1946 e nel solco dell’onnipotente consumismo di matrice anglo-americana, la Confederazione Elvetica ha rincorso anch’ essa l’ utopia di garantire il benessere dell’ età senile attraverso una Legislazione iper-garantistica a beneficio degli ultra-60enni, dei vedovi e degli anziani disabili. In concreto, la LAVS, novellata, sino a tutt’oggi, centinaia e centinaia di volte, doveva ( rectius: dovrebbe ) dispensare gaiezza e denaro assicurati per il tramite di sottili e complicati Istituti ragionieristico-previdenziali. In realtà, la Criminloligia europea dimostra e conferma che, nell’ ultimo periodo della vita post-lavorativa, nessuna Norma giuridica e nessuna compensazione pecuniaria pensionistica possono sostituire gli equilibri affettivi e familiari dell’anziano/a. In buona sostanza, il fallimento , almeno finalistico ed idealistico, della LAVS conferma il perenne jato naturalistico tra Legalità e vera prosperità familiare. Una buona rendita pensionistica non annulla le dosi industriali di Benzodiazepine fatte ingurgitare nelle cc.dd. << case di riposo >>

L’ AVS obbligatoria ( Art. 1a comma 1 LAVS1 ) e quella facoltativa ( Art. 2 comma 1 LAVS 2) giuridificano ogni forma, materiale od immateriale, diretta od indiretta, di Lavoro a beneficio del Sistema Macroeconomico elvetico. Ovverosia, gli Artt. 1a e 2 LAVS tutelano, e non soltanto in linea teorica, ogni lavoratore, svizzero e non, domiciliato nella Confederazione. Detto con algebrica tautologia, la LAVS è rivolta ad << ogni persona fisica che svolga una qualsiasi attività lucrativa >> ( Art. 1a LAVS ) nel / per il nostro Stato, compresi, dunque i cittadini svizzeri che lavorano all’ Estero, gli Agenti Diplomatici Elvetici, chiunque lavora per un Datore di Lavoro, anche Persona Giuridica, di cittadinanza svizzera, ma anche ogni Lavoratore emigrato dall’ UE, purché sussistano, come per Francia, Germania, Italia ed Austria, degli Accordi Bilaterali. Allo stato attuale, l’ età per il versamento dei contributi previdenziali inizia al compimento del 20.mo anno d’ età e termina a 65 anni per gli uomini, 64 per le donne ( dopo la decima Revisione totale della LAVS, i limiti suddetti sono scesi a 64 e 62 anni, ma il dibattito politico è ancora aspro e senz’ altro aperto )

La LAVS copre anche i casi delle mogli che collaborano nell’azienda maritale ( Art. 3 comma 3 lett. b LAVS3 ) e le coniugi per le quali il marito versi contributi all’ AVS a titolo di futura pensione reversibile per la vedova ( Art. 1a comma 4 lett. c LAVS4 )

Ai sensi del comma 1 cpv.1 Art. 10 LAVS5, i contributi annuali per aderire all’ AVS oscillano da un minimo di 324,00 Franchi ad un massimo di 8.400,00 Franchi ogni anno. Il che vale anche per le mogli casalinghe a carico dei Lavoratori, anche non svizzeri, che mirano ad un pensionamento conforme alla LAVS elvetica.

Ex Art. 13 LAVS6,la contribuzione incide del 4,2 % sul salario lordo. Qualora il Datore di Lavoro ometta il versamento del 4,2 %, egli è condannato a versare in più, a titolo di ammenda, il 50 % sul 4,2 % e, in caso di recidiva, il 100 % sul 4,2 %. I contributi arretrati debbono essere esigiti giudizialmente dal Lavoratore subordinato entro 5 anni dall’omesso versamento. Tuttavia, se il Lavoro in nero reca profili di rilevanza penale ( v. p.e. la prostituzione femminile illegale ) il termine dei 5 anni si procrastina ( Art. 14 bis comma 1 LAVS7 )

A dimostrazione dell’ iper-garantismo democratico-sociale della LAVS, essa è applicata anche agli stranieri e, addirittura agli apolidi, purché domiciliati nella Confederazione. Tale privilegio vale anche, a titolo di reversibilità, per le vedove ultra-64enni dei succitati stranieri e apolidi ( comma 2 cpv. 1 Art. 18 LAVS8 )

Anzi, il Willensdogma di savygnana memoria è talmente preponderante che i coniugi separati o divorziati gestiscono la loro AVS di comune accordo, a prescindere dal Decreto o dalla Sentenza di separazione e di di divorzio. L’unico elemento vincolante, di solito, è quale coniuge/ex coniuge abbia provveduto al sostentamento dei figli non ancora economicamente autonomi ( commi 1 – ult. cpv. – e 2 Art. 22 bis LAVS9)

La rendita vedovile ( Artt. 23-24b LAVS) si sotto-distingue in almeno tre casi. Nel caso qualificabile << ordinario >>, le vedove con prole percepiscono la reversibilità dopo la morte del marito ( comma 1 Art. 23 LAVS 10). Nel caso di assenza di figli, figliastri o affiliati, le vedove percepiscono la rendita vedovile soltanto se ultra-45enni e sposate per almeno 5 anni con il defunto ( comma 1 cpv. 1 Art. 24 LAVS11 ). In terzo luogo, nonostante il divorzio, l’ ex moglie nonché vedova percepisce la rendita vedovile in quattro fattispecie elencate nell’ Art. 24a LAVS12, novellato nel 1994, ovvero

  1. se

  • il Matrimonio è durato almeno 10 anni

  • sono nati figli

  1. se

  • il Matrimonio è durato almeno 10 anni

  • il divorzio è stato dichiarato dopo che la divorziata aveva compiuto 45 anni

  1. se

  • la divorziata ha 45 anni

  • il figlio dei divorziati ha compiuto 18 anni dopo che la Madre ne aveva compiuti 45

  1. se

  • se la vedova ha a carico figli minorenni avuti dall’ ex marito defunto

In ogni caso, l’ interesse legittimo alla rendita vedovile ( orribile il lemma a-tecnico << diritto>> ) si estingue allorquando la vedova passi a seconde Nozze

La ratio interventistica e socio-protettiva del Sistema Previdenziale elvetico è confermata anche dall’ << Accredito per compiti assistenziali >>, fondato ex comma 1 Art. 29 septies LAVS13. Ivi è previsto un concreto ed, anzi, ottimo sostegno per mariti / mogli / ascendenti / discendenti / fratelli / sorelle / figliastri / suoceri che adempiono a ruoli assistenziali verso un parente, nonché convivente, altamente o mediamente invalido. Ex comma 1 Art. 33 bis LAVS14 se il badante è la moglie di un coniuge e questi muore,la rendita d’ invalidità si commuta in rendita vedovile senza deminutio in pejus sotto il profilo reddituale o contributivo

Nell’ Europa dell’ euro e dei fittizi pareggi statali di Bilancio, è invidiabile e, specialmente, ragionevole, la previsione di una << scala mobile >> che adegua le rendite pensionistiche all’ evoluzione dei prezzi e dei salari ( commi 1 e 2 Art. 33ter LAVS15 ). Infatti, ogni 24 mesi o, in caso di forte inflazione,ogniqualvolta si renda necessario ( comma 4 Art. 33 ter LAVS16 ), il Consiglio Federale di Berna fissa un nuovo Indice delle Rendite. P.e., la rendita vedovile, se indebolita, è moltiplicata per il rapporto tra l’indice dei salari medi nazionali e l’ indice dei prezzi medi al consumo nazionali; il tutto in rapporto matematico con correttivi tributari e reddituali Macroeconomici. Trattasi di una previsione normativa onesta e realistica, rispetto all’ipocrisia degli Ordinamenti europei, ove si assiste ad una ridicola discrasia tra l’ottimismo ed i sorrisi delle varie Banche Nazionali e la tragica realtà della marcata perdita di potere d’ acquisto nella famiglia media dell’ UE. Probabilmente, la cautela anti-europeistica della Svizzera ha protetto il nostro Paese dai facili entusiasmi degli Anni Novanta del Novecento

L’ Art. 34 LAVS contiene dettagli contabili non in tema né con il Diritto né con la Criminologia. Ognimmodo, la nozione di << parte fissa >>, nella rendita mensile di vecchiaia, protegge la popolazione senile dalle fluttuazioni inflazionistiche, ricomprese nella << parte variabile >>. Altrettanto democraticamente, il comma 3 Art. 34 LAVS17 proibisce rendite di vecchiaia o vedovili superiori al doppio del reddito annuo pre-pensionistico. Il pensiero corre ai privilegi abnormi di certuni trattamenti speciali previdenziali istituiti nel Diritto Amministrativo della vicina Italia.

Interessante è pure il comma 5 Art. 34 LAVS18,nel quale la soglia minima di 550,00 Franchi meriterebbe di essere paragonata alla nozione italica di << pensione minima sociale >> .Tuttavia, si tratta di un dibattito oltremodo politicizzato e, pertanto, da evitare in una dissertazione di tecnica giuridica

Va notato pure che ( Art. 36 LAVS19 ) la rendita vedovile è sempre pari all’ 80 % sulla rendita minima di vecchiaia, ma il tutto è algebricamente proporzionato al reddito annuo determinante, per non creare lo scandalo di rendite vedovili privilegiate, in conformità al Cognome ed alla carica pubblica del de cujus. Sempre per evitare sproporzioni sociali inaccettabili in un regime democratico, la rendita vedovile arreca ad una maggiorazione fissa e non modificabile del 20 % rispetto alla rendita di vecchiaia, purché tale 20 % non superi il montante totale mensile della rendita di vecchiaia ( Art. 35 bis LAVS20 )

Senz’ altro, come prevedibile, la LAVS non costituisce l’unico strumento per la protezione dell’anziano/a. E’, dunque,insostituibile il ruolo della Criminologia e della Geriatria.T uttavia, le varie novellazioni della LAVS, dal 1946 sino a tutt’ oggi, hanno , perlomeno, impedito il pre-pensionamento facile, le pensioni anagraficamente premature e gli scandali italo-francesi connessi ai numerosi abusi da parte dei Dipendenti della Pubblica Amministrazione

    2. Statistiche ed osservazioni socio-giuridico-demografiche

    L’Ufficio Federale di Statistica ( UFS ),nella Pubblicazione << Szenarien zur Bevölkerungsentwicklung der Schweiz 2005 – 2050 >> ( UFS 2006 ) afferma che << l’ invecchiamento della popolazione è inevitabile …è scritto nell’ attuale piramide dell’ età in Svizzera in questi ultimi decenni >>. Infatti, dopo il << baby -boom >> del ventennio 1940 -1960, si è assistito ad una rapida diminuzione dei parti, già verso il 1970. Dal 1970 al 2006, in tutta Europa, il livello di crescita demografica è rimasto molto basso . Ovverosia, quantitativamente, è sceso il numero di neonati; qualitativamente, vi sono lunghe aspettative di vita, giacché la mortalità senile, tendenzialmente, si è allungata e dilatata.

    L’ UFS ( 2006 ), dal punto di vista numerico, ha censito, nel 2005, un’ incidenza degli ultra-65enni pari al 16,0 % sull’intera popolazione elvetica. Tale percentuale, nel 2030, salirà al 24,4 %, con un aumento totale di 795.000 unità, pari ad un incremento del 67 %. Sempre nel 2005, gli ultra-80enni svizzeri erano 338.000, ma, nel 2030, essi raggiungeranno la soglia dei 627.000 individui ( +86% ). Viceversa, nel 2005, gli infra-ventenni erano il 21,9 % dei residenti. Nel 2030, essi dovrebbero scendere al 18,4 % degli stabilmente domiciliati. Per cui, ad ogni anziano, salvo imprevisti storico-statistici, nel 2030 corrisponderanno soltanto 2 minori degli anni venti per ogni anziano

    Anche a livello di aspettativa di vita, l ‘ UFS ( 2006 ) denota che, nel 1991,una donna 65enne poteva contare su circa 19,8 anni rimanenti, saliti a 21,5 anni nel 2005.Nel 2030, una 65enne avrà un’ aspettativa di vita di altri 24,1 anni. Cresceranno anche gli ultra-65enni maschi, con una prospettiva futura di 15,5 anni nel 1991, 18,0 anni nel 2005 e, forse, altri 20,9 anni nel 2030

    Tendenzialmente ( UFS 2006 ), verso gli Anni Trenta del Duemila, esisterà un’ anzianità senza / con meno disabilità, grazie,anzitutto, ad una Farmacologia migliore, ad una maggiore agiatezza economica. Anche la scolarizzazione e, quindi, l’ automedicazione saranno percentualmente più elevate.

    A parere di HÖPFLINGER & HUMMEL & HUGENTOBLER ( 2006 ), gli Anni Duemila stanno conoscendo la << famiglia quadrigenerazionale >>,ove il neonato vive con i genitori, come normale, ma anche con i nonni ed i bisnonni. All’inizio del Novecento, era statisticamente impossibile che un trentenne avesse ancora un/una nonno/a in vita. Dalla quadrigenerazionalità familiare consegue una maggiore collaborazione tra i vari parenti. Anzi, non di rado, gli ascendenti aiutano economicamente i loro discendenti più giovani. In buona sostanza, è aumentata la coesione multi-generazionale, anche sotto il profilo dell’ economia domestica.

    A partire dal 1980, WANNER et al. ( 2005 ) hanno censito molti immigrati/e dai 50 ai 79 anni d’ età, taluni naturalizzati in modo completo, talaltri mantenenti usi e costumi decisamente diversi da quelli della tradizione elvetica. L’odierno immigrato, in Svizzera, tende ad abbandonare per sempre la propria Nazione d’ origine. Pertanto, si osserva oggi una popolazione anziana multi-etnica. Del resto, è già noto che assai pochi sono rimasti i cittadini svizzeri veramente autoctoni. Ormai, la nostra Confederazione è un Paese multi-culturale, con figli e nipoti di stranieri perfettamente integrati nel contesto socio-culturale elvetico.

    UFS ( 2006 ) asserisce che i Cantoni maggiormente colpiti dall’invecchiamento della popolazione saranno e, in parte, sono già ora quelli economicamente più attivi: Canton Ticino, Canton Ginevra, Canton Berna, Canton Zurigo e Canton Vaud. Tali zone, non certo periferiche, cominciano, sin dall’ ultimo decennio, ad ospitare, sotto il profilo demografico-statistico, forme di famiglia quadrigenerazionale nonché multi-etnica. In questi Cantoni, la popolazione senile ha, inoltre, maggiori aspettative di vita, sia quantitative sia qualitative. Ovverosia, le Regioni più agiate recano anziani altrettanto più benestanti.

    Alcuni Autori hanno pubblicato Opere di matrice statistica sull’ assistenza sanitaria intra- ed extra- familiare in Svizzera.

    PREY et al. ( 2004 ) e WETTSTEIN et al. ( 2005 ), in tema di assistenza intrafamiliare, hanno censito che, nel 2004, il 3,3 % degli anziani ( all’ 80 % donne ) dai 65 ai 79 anni cura il marito / la moglie disabile, i figli disabili, oppure altri membri anziani o handicappati della propria famiglia. Tutti gli Autori reputano che tale assistenza infermieristica gratuita dura dalle 6 alle 9 ore giornaliere non retribuite. Tali anziani contraggono sovente la Sindrome di Burnout e hanno (rectius: avrebbero ) bisogno di turni e spazi liberi per non esaurire le proprie risorse psico-fisiche

    Viceversa, in tema di assistenza extra-familiare, in Svizzera, la cura e la protezione ospedaliere, diurne o semi-ambulatoriali sono divenute troppo lacunose nel corso dell’ultima ventina d’ anni. GUILLEY ( 2005 ) nota che le infermiere professionali, quasi tutte donne, hanno, loro malgrado, salari bassi, prospettive contrattuali part-time e scarsa stima, nell’ ambiente lavorativo, ove predomina la saccenza onnipotente di giovani medici inesperti. Inoltre, nei Cantoni germanofoni, il paziente anziano non beneficia del sostegno multi-generazionale tipico delle zone più mediterranee. All’opposto, nei Cantoni francofoni e, soprattutto, in Canton Ticino, le famiglie, specialmente quelle di origine italiana, collaborano maggiormente, evitando all’ anziano/a il pensiero deprimente di essere soltanto un peso inutile. A parere di SAUVAIN DUGERDIL ( 2006 ) e di NAGEL DETTLING ( 2006 ), nel campo delle demenze senili, in Svizzera, la Medicina Geriatrica non riesce quasi mai a distinguere e coordinare appieno lunghi ricoveri ospedalieri, permanenza nei Centri Diurni e/o Assistenza domiciliare. Oggi, le scelte sono troppo monolitiche, allorquando la demenza senile ha anch’ essa fasi alternanti di miglioramento / peggioramento. Infine, tanto nella Criminologia quanto nella Sociologia, gli Autori riconoscono che non tutti gli anziani emigrati in Svizzera si sono adeguati al modo di vivere elvetico. Quindi, per medici ed infermieri, rimane estremamente arduo saper gestire la senilità multi-etnica svizzera, la quale è ormai un dato di fatto demografico. Le comunità di anziani/e meglio integrate sono quella italiana e quella spagnola.

    Sotto il profilo medico-forense, HÖPFLINGER & HUGENTOBLER ( 2003 ) affermano che,negli ultimi due decenni e specialmente per le ultra-65enni donne, sono aumentati gli anni di prospettiva di vita senza il precoce insorgere di patologie invalidanti. Anche in una Statistica di WYSS (2005 ), dal 1992/3 al 2002,il 68 % degli ultra-75enni non disabili svizzeri auto-percepisce << buona >> o, addirittura, << ottima >> la propria salute. OMS ( 2002 ) parla di << fattori giovanili condizionanti la salute in età senile >>:

    1. sessospecificità delle varie patologie ( v. anche CAMENZIND & MEIER 2004 )

    2. ambiente fisico esterno

    3. fattori comportamentali personali ( p.e. molto salutare è aver fatto e fare molto movimento )

    4. fattori comportamentali collettivi

    5. servizi sanitari ricevuti

    6. denaro a disposizione per farmaci e visite specialistiche ( v. sul tema anche KÜNZLER & KNÖPFEL 2002 )

    7. non-passività del proprio invecchiamento.

    HÖPFLINGER ( 2005 ) ha coniato il neologismo << multimorbilità >> ( variamente ancorché inequivocabilmente tradotto nelle versioni francofone e germanofone ). Tale Autore intendeva sottolineare che, in età senile molto avanzata, esiste un’ associazione di handicaps e malattie degenerative,le quali tolgono la possibilità di proseguire una vita autonoma. Infatti, nel solo 2005, circa 135.000 anziani erano affetti da multimorbilità invalidanti, unitamente alla connessa necessità di lunghi ricoveri. Le cifre della multimorbilità sono destinate ad aumentare sia sotto il profilo fisico, sia sotto il profilo psichico. P.e., HÖPFLINGER & HUGENTOBLER ( 2003 ), in Svizzera, hanno computato 83.000 ultra-65enni, tra cui molte donne, affette da demenza senile. Nel 2020, i casi di malattie psichiche dovrebbero aggirarsi intorno alle 117.000 unità circa,il 66 % delle quali costituite da ultra-80enni . I medesimi testé menzionati Autori reputano che, nella maggioranza dei casi, i problemi principiano dopo i 79 anni e, ancor più, dopo gli 85 anni

    Dal punto di vista giuridico,l’ Art. 3 BV21 rende i Cantoni totalmente autonomi in materia di Assistenza medica agli anziani. Esistono, comunque, numerosi Trattati inter-cantonali, inter-comunali ed inter-distrettuali. Ognimmodo, la vigilanza sulle cc.dd. << case di riposo >> rimane tassativamente di rango cantonale

    In tema di Senilità, di case di cura, di organizzazioni Spitex e di Centri Diurni, i nostri Cantoni possiedono una delle più ricche reti mondiali di Centri Privati o semi-Privati, come la Pro Senectute e la Croce Rossa. E’ pressoché impossibile enumerare ed analizzare con esattezza le migliaia di O.n.lu.s. svizzere che si occupano di problemi geriatrici ( BACHMANN & MÜLLER & BALTHASAR 2005 ). I citati Dottrinari, nel 2005, con chiarezza e rigore schematici, hanno tripartito la prevenzione geriatrica. E’ primaria quella profilassi che riduce, sin dalla gioventù, i fattori di rischio ( v. p.e. il tabagismo ). E’, invece, secondaria la Diagnosi precoce delle malattie. Infine, è detta terziaria la prevenzione che tratta medicalmente la patologia ormai in corso e riabilita l’anziano/a quanto più possibile

    Nella Mozione Heim 05.3436 del 17/06/2005, le lacune normative federali in tema di Prevenzione geriatrica sono qualificate come << intollerabili >>. Senz’ altro, bisogna contenere i costi e l’ odierna crisi economica globale non lascia spazio a progetti faraonici. Tuttavia, anche il Dipartimento Federale degli Interni, così come la stessa Mozione Heim, reputa eccessivo tanto il potere autonomo dei Cantoni quanto l’ipertrofia ingestibile delle Cliniche Geriatriche Private. Chi redige non concorda con le perplessità centralistiche della Mozione Heim del 2005. Probabilmente, si tratta di un ulteriore pretesto liberticida, finalizzato a sgretolare il già fragile Ordinamento federalistico svizzero. L’ essenziale, per i nostri Cantoni, è e rimane la funzionalità concreta e non gli umori centripeti dei Parlamentari di Berna

    3. I vari aspetti dell’ << invecchiamento attivo >>

     

      OMS ( 2002 ) afferma che << l’invecchiamento attivo è un’implicazione costante nelle attività economiche, sociali, spirituali, culturali e politiche nei vari settori della vita sociale >>.In modo similare, lo Schweizerischer Seniorenrat ( SSR 2006 ) contesta che l’anziano svizzero, pur se in maniera silente, è molto più attivo di quanto si possa pensare, perché << … l’immagine della vecchiaia veicolata dai Media è, tuttavia, spesso ancora viziata da pregiudizi e non rende sempre la misura dell’ impegno degli anziani >>

      Svariati Autori ( BÜHLMANN & SCHMID 1999 ; MÜNZEL et al. 2004; e, per i dettagli numerici, STUTZ & STRUB 2006 ) hanno elencato e studiato approfonditamente le attività para-lavorative non remunerate dei / delle pensionati/e infra-79enni:

      1. custodia dei nipoti in età infantile

      2. aiuto di prossimità ( vicini di casa invalidi, condomini con prole in età scolare, altri anziani invalidi )

      3. trasferimenti finanziari

      4. supporto morale intra- / extra- familiare

       

      STUTZ & STRUB ( 2006 ) confermano che << in età avanzata, la custodia dei nipotini è il lavoro domestico informale più diffuso >>. Esso annulla il costo di badanti o assistenti estranei alla famiglia. La custodia dei nipoti è svolta dal 15 % dei nonni dai 65 ai 79 anni. Tale sostegno riguarda anzitutto e soprattutto le nonne anziché i nonni maschi. A parere di quasi tutti gli Autori, sia in Pedagogia sia in Criminologia, il nipote riceve dalla nonna non solo e non tanto supporti materiali, ma anche educativi. In Canton Argovia, si sono creati Asili Nido negli Hospices, ove, nelle ore pomeridiane, i bambini in età scolare hanno contatti con i/le anziani/e, sia parenti sia non .

      FRAGNIERE et al.( 1997 ) hanno sorprendentemente dimostrato che, perlomeno in Svizzera, esistono molti << volontari formali >>. Per << formale >> s’ intende il volontariato extra-familiare con tesseramento ufficiale. Si tratta di pensionati da un minimo di 62 / 65 anni ad un massimo di 74 anni. Quasi tutti i volontari formali contemporanei lo erano già prima del Pensionamento.

      L’ Art. 101 bis LAVS22 concede agevolazioni al volontariato formale senile. Tale Norma si è concretizzata nel costante ed ormai pluri-decennale finanziamento alla Pro Senectute, la quale, a sua volta, sostiene, in tutti i Cantoni, quasi 150 O.n.lu.s. di << auto-aiuto >> tra anziani medesimi. Molte volte si tratta di piccoli gruppi regionali, ma, a volte, certe Associazioni giungono a più di 40.000 tesserati. Gli strumenti di auto-aiuto sono sia materiali ( servizi socio-assistenziali ed infermieristici ) sia intellettuali ( convegni, dibattiti televisivi, statistiche, forum on line, progetti de jure condendo ). Anche lo Schweizerischer Senioren und Rentnerverband ( SVS ), costituito nel 2001, in linea teorica dovrebbe rivestire il ruolo para-governativo di << organo consultivo per le questioni della vecchiaia, rappresentando gli interessi degli anziani innanzi al Consiglio Federale>> ( Regolamento costitutivo SVS 2001 ). In realtà, l’ SVS reca scarsi poteri più simbolici che concreti .Negli ultimi 10 anni, l’ SVS è, tuttavia, riuscito ad abbassare i costi delle terapie oncologiche antidolorifiche. Esso mira anche ad abrogare i limiti anagrafici massimi in tema di accesso alle cariche pubbliche. Dall’ SVS è scaturito pure il Vereinigung aktiver Senioren und Selbsthilfeorganisationen der Schweiz ( VASOS ). Tuttavia, si ripete che le suddette Associazioni di Volontariato formale recano, in concreto, scarsa cogenza.

      In Svizzera, i vari Partiti guardano con diffidenza ad O.n.lu.s. monotematicamente concentrate sugli anziani, giacché le cc.dd. << fasce deboli >> sono delimitabili in maniera senz’ altro meno apodittica. Alcuni parlano di un << supporto intergenerazionale >> che comprenda, senza nulla tralasciare, i bambini, le donne, i diversamente abili e gli anziani. Senz’ altro, sotto il profilo giuslavoristico, il Diritto Federale elvetico non riconosce sufficienti benefici, né fiscali né previdenziali, per coloro che si dedicano a tempo pieno al Volontariato. P.e., la LAVS non giuridifica con debito nitore il regime degli accrediti pensionistici nelle O.n.lu.s. .

      4. Conclusioni

      Anche in tema di tutela dell’anzianità, la PA federale reca ruoli democratico-sociali di rango costituzionale ( Art. 12 BV23 ; Art. 41 comma 2 BV24 ).Dunque, il Legislatore federale deve (rectius :dovrebbe )

      1. novellare senza posa e senza indugi la LAVS. Quindi, anche riordinare la Krankenkasse ed impedire il lavoro in nero, anche nell’ età senile

      2. creare mezzi di trasporto pubblico idonei alla ridotta mobilità degli anziani ( MARTIN et al. 2000 )

      3. finanziare le cure mediche domiciliari, specialmente nel campo dell’ Oncologia. L’ ospedalizzazione è sempre un trauma da evitare o, quantomeno, da ridurre al minimo

      4. finanziare la ricerca medica in tema di patologie senili

      5. collaborare per creare quelli che l’ Associazione degli Architetti svizzeri definisce <<quartieri a misura di anziano >>

      6. non sottovalutare i censimenti periodici dell’ UFS

      Secondo la Mozione Markwalder 06.3872 del 20/12/2006, manca, nelle politiche senili svizzere contemporanee una necessaria lungimiranza ed illuminazione intellettuale. Gli anziani odierni sono il paradigma del futuro delle attuali generazioni giovanili. Il forte invecchiamento della popolazione vale per tutte le età. Esso non può essere un problema marginale deferito alla Geriatria ed al Diritto Pensionistico. L’ On. Markwalder, nel 2006, denunziò la mancanza di un sufficiente << mainstreaming >> , perché le attuali generazioni sono, ineludibilmente, gli anziani del domani. Manca, in Svizzera, la coscienza dell’ estrema serietà delle politiche sociali rivolte agli anziani, la cui tutela è affidata, viceversa, ad estemporanee propagande di Partito

       

      B I B L I O G R A F I A

      BACHMANN & MÜLLER & BALTHASAR, Soziale Anlaufstelle ( Forschungsbercht 1/05 ),

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      Pflegen, betreuen und bezahlen. Familien in spätere Lebensphasen,

      Eidgenössische Koordinationskommission für Familienfragen ( EKFF ),

      Bern, 2006

      S.S.R., Zehn Argumente gegen Altersdiskriminierung in Wort und Schrift, in SSR – News spezial

      Medien 2006, Bern, 2006

      STUTZ & STRUB , Leistungen der Familien in späteren Lebensphasen, in FUX et al., Pflegen,

      betreuen und bezahlen. Familien in späteren Lebensphasen, Eidgenössische

      Koordinationskommission für Familienfragen ( EKFF ), Bern, 2006

      U.F.S., Szenarien zur Bevölkerungsentwicklung der Schweiz 2005 – 2050, BFS, Neuenburg, 2006d

      WANNER et al., Alter und Generationen – Das Leben in der Schweiz ab 50 Jahren (Analyse der

      Eidg. Volkszählung 2000 ), Rüegger, Zürich / Chur, 2005

      WETTSTEIN et al., Belastung und Wohlbefinden bei Angehörigen von Menschen mit Demenz.

      Eine Interventionsstudie, Rüegger, Zürich / Chur, 2005

      WYSS, Themenmonitoring, “ Gesundheit in der zweiten Lebenshälfte “ ( Arbeitsdokument 11 ),

      Obsan, 2005

      1 Art. 1 a comma 1 LAVS

      Assicurazione obbligatoria

      Sono assicurati in conformità della presente Legge:

      a. le persone fisiche domiciliate in Svizzera

      b. le persone fisiche che esercitano un’ attività lucrativa nella Svizzera

      c. i cittadini svizzeri che lavorano all’ estero:

      1. al servizio della Confederazione

      2. al servizio di organizzazioni internazionali con le quali il Consiglio Federale ha concluso un Accordo di sede e che sono considerate come datori di lavoro ai sensi dell’ articolo 12

      3. al servizio di organizzazioni private di assistenza sostenute in modo sostanziale dalla Confederazione conformemente all’ articolo 11 della legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo sviluppo e l’ aiuto umanitario internazionale

      2 Art.2 comma 1 LAVS

      Assicurazione facoltativa

      I cittadini svizzeri e i cittadini degli Stati membri della Comunità europea o dell’ Associazione europea di libero scambio ( AELS ) che vivono al di fuori della Comunità europea o degli Stati dell’ AELS e sono stati assicurati obbligatoriamente per un periodo ininterrotto di almeno cinque anni possono aderire all’assicurazione facoltativa

      3 Art.3 comma 3 lett. b LAVS

      [ SI RITIENE CHE PAGHINO CONTRIBUTI PROPRI, QUALORA IL CONIUGE VERSI CONTRIBUTI PARI ALMENO AL DOPPIO DEL CONTRIBUTO MINIMO }

      [ … ]

      b. gli assicurati che lavorano nell’ azienda del proprio coniuge, se non riscuotono alcun salario in contanti

      4 Art. 1a comma 4 lett c LAVS

      [ POSSONO ADERIRE ALL’ ASSICURAZIONE ]

      [ … ]

      c. i coniugi senza attività lucrativa di persone che esercitano un’ attività lucrativa e che sono

      assicurate in virtù del capoverso 1 lettera c, 3 lettera a o in virtù di una convenzione internazionale, in quanto domiciliati all’ estero

      5 Art. 10 comma 1 cpv 1 LAVS

      Le persone che non esercitano un’ attività lucrativa pagano, secondo le loro condizioni sociali, un contributo da 324 a 8.400 Franchi l’ anno

      6 Art. 13 LAVS

      Ammontare del contributo dei datori di lavoro

      Il contributo dei datori di lavoro è fissato al 4,2 % della somma dei salari determinanti, pagati a persone tenute al versamento dei contributi

      7 Art. 14 bis comma 1 LAVS

      Se il datore di lavoro impiega lavoratori senza conteggiare i salari con la cassa di compensazione, quest’ultima gli infligge un supplemento del 50 % sui contributi dovuti. In caso di recidiva, la cassa di compensazione aumenta il supplemento sino al 100 % al massimo dei contributi dovuti. I supplementi non possono essere dedotti dal salario del lavoratore

      8 Art. 18 comma 2 cpv. 1 LAVS

      [ HANNO DIRITTO ALLE RENDITE DI VECCHIAIA ESUPERSTITI ]

      Gli stranieri, come pure i loro superstiti, che non possiedono la cittadinanza svizzera. Hanno diritto alla rendita solo fintanto che hanno il loro domicilio e la loro dimora abituale ( Art. 13 LPGA ) in Svizzera

      9 Art. 22 bis comma 1 -ult. cpv. – e comma 2 LAVS

      [ … ] La persona divorziata è parificata alla persona coniugata se provvede in maniera preponderante ai figli che le sono assegnati e non può pretendere per sé una rendita d’ invalidità o di vecchiaia

      In deroga all’ articolo 22 LPGA,la rendita completiva va versata al coniuge che non ha diritto alla rendita

      a. su sua richiesta, se il coniuge avente diritto ad una rendita non provvede al

      sostentamento della famiglia

      b. su sua richiesta, se i coniugi vivono separati

      c. d’ ufficio, se i coniugi sono divorziati

      10 Art. 23 comma 1 LAVS

      Le vedove e i vedovi hanno diritto ad una rendita, se, alla morte del coniuge, hanno figli

      11 Art. 24 comma 1 cpv. 1 LAVS

      Le vedove hanno [ … ] diritto a una rendita per vedove se, al momento della morte del coniuge, non hanno figli o affiliati ai sensi dell’ articolo 23, ma hanno compiuto i 45 anni e sono state sposate durante almeno 5 anni

      12 Art. 24a LAVS

      Coniugi divorziati

      Il coniuge divorziato è parificato alla persona vedova se:

      a. ha uno o più figli e il matrimonio è durato almeno dieci anni

      b. il matrimonio è durato almeno dieci anni e il divorzio è intervenuto dopo che il coniuge

      divorziato ha compiuto 45 anni

      c. il figlio più giovane ha compiuto 18 anni dopo che il coniuge divorziato ha compiuto i 45

      anni

      Se il coniuge divorziato non soddisfa almeno una delle condizioni del capoverso 1, il diritto a una rendita vedovile sussiste soltanto e fintantoché ha figli di meno di 18 anni

      13 Art. 29 septies comma 1 LAVS

      Accrediti per compiti assistenziali

      Gli assicurati che si occupano di parenti in linea ascendente o discendente, nonché di fratelli e sorelle che beneficiano di un assegno dell’ AVS o dell’ AI per grandi invalidi, con un’ invalidità almeno di grado medio, e che vivono in comunione domestica con essi, hanno diritto ad un accredito per compiti assistenziali. Essi devono far valere tale diritto ogni anno per iscritto. Sono parificati ai parenti i coniugi, i suoceri e i figliastri

      14 Art. 33 bis comma 1 LAVS

      Commutazione di una rendita d’ invalidità

      Le rendite di vecchiaia o per superstiti che sostituiscono una rendita in conformità della LAI sono calcolate fondandosi sugli stessi elementi che per la rendita di invalidità, se deriva un vantaggio all’ avente diritto

      15 Art. 33 ter commi 1 e 2 LAVS

      Di regola ogni due anni all’inizio dell’ anno civile, il Consiglio federale adegua le rendite ordinarie all’ evoluzione dei prezzi e dei salari, fissando, su proposta della Commissione federale dell’ assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’ invalidità, un nuovo indice delle rendite

      L’indice delle rendite corrisponde alla media aritmetica dell’indice dei salari determinato dalla Segreteria di Stato dell’ economia, e dell’indice nazionale dei prezzi al consumo

      16 Art. 33 ter comma 4 LAVS

      Il Consiglio federale adegua anzitempo le rendite ordinarie qualora l’ indice nazionale dei prezzi al consumo abbia subìto, in un anno, un aumento di oltre il 4 %

      17 Art. 34 comma 3 LAVS

      L’ importo massimo della rendita corrisponde al doppio dell’ importo minimo

      18 Art. 34 comma 5 LAVS

      L’importo minimo della rendita completa di vecchiaia di 550 Franchi corrisponde ad un indice delle rendite di 100 punti

      19 Art. 36 LAVS

      Rendita vedovile

      La rendita vedovile è pari all’ 80 % della rendita di vecchiaia corrispondente al reddito medio annuo determinante

      20 Art. 35 bis LAVS

      Supplemento accordato alle vedove e ai vedovi beneficiari di una rendita di vecchiaia

      Le vedove e i vedovi beneficiari di una rendita di vecchiaia hanno diritto ad un supplemento del 20 % sulla propria rendita. La rendita ed il supplemento non devono superare l’importo massimo della rendita di vecchiaia

      21Art. 3 BV

      Federalismo

      I Cantoni sono sovrani per quanto la loro sovranità non sia limitata dalla Costituzione Federale ed esercitano tutti i diritti non delegati alla Confederazione.

      22 Art. 101 bis LAVS

      Sussidi per l’assistenza alle persone anziane

      L’ assicurazione può accordare sussidi alle spese di personale e di organizzazione delle istituzioni private di utilità pubbliche attive a livello nazionale per l’ esecuzione dei seguenti compiti a favore delle persone anziane:

      a. consulenza, assistenza ed occupazione

      b. corsi che servono a mantenere o a migliorare le facoltà intellettuali o fisiche, a permettere di

      attendere autonomamente alla propria persona e a stabilire contatti con il proprio ambiente

      c. coordinamento e sviluppo

      d. perfezionamento professionale per il personale ausiliario

      Il versamento dei sussidi avviene mediante contratti di prestazioni. Il Consiglio Federale stabilisce i criteri di sussidio e fissa i limiti massimi dei sussidi. Può subordinare il loro versamento ad altre condizioni ed oneri. L’ Ufficio federale competente conclude i contratti di prestazioni e disciplina il calcolo dei sussidi e i dettagli delle condizioni per la loro concessione

      [… ]

      l’ Assicurazione non sussidierà le spese di cui al capoverso 1 se già sussidiate in virtù di altre leggi federali

      23 Art. 12 BV

      Diritto all’ aiuto in situazioni di bisogno

      Chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a se stesso ha diritto di essere aiutato ed assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un’ esistenza dignitosa

      24 Art. 41 comma 2 BV

      La Confederazione e i Cantoni si adoperano affinché ognuno sia assicurato contro le conseguenze economiche della vecchiaia, dell’invalidità, della malattia, dell’infortunio, della disoccupazione, della maternità, dell’ orfanità e della vedovanza

       

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