Corte dei Conti: presentata l’indagine sull’effettività del sistema dei controlli interni alla luce della riorganizzazione operata dal D.Lgs. 150/2009

Corte dei Conti: presentata l’indagine sull’effettività del sistema dei controlli interni alla luce della riorganizzazione operata dal D.Lgs. 150/2009

di Redazione

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Biancamaria Consales

Presentata dalla Corte dei Conti, Sezione Centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, l’indagine sulla verifica dello stato di attuazione del sistema dei controlli interni, a seguito della riorganizzazione recata dal D.Lgs. 150/2009, riorganizzazione che pone il controllo come strumento essenziale per contrastare le inefficienze della P.A. Tale sistema ha, tuttavia, evidenziato molteplici aree di criticità imputabili sia a fattori interni che esterni.

Dall’analisi compiuta, limitata, sotto il profilo dell’estensione e dell’effettività operativa, è risultata la pratica del controllo di gestione, svolta secondo modalità sostanzialmente invariate rispetto al quadro disegnato dal D.Lgs. 286/1999 in quanto non incise dalla riforma.

“Costituiscono fattori di grande criticità, che di fatto impediscono di valutare l’efficienza delle strutture e correggere le pratiche inadeguate – si legge nell’indagine della Corte dei Conti –, la mancanza di adeguati sistemi informativi di supporto, mai implementati o dismessi per la scarsità delle risorse finanziarie disponibili, la limitata capacità dei sistemi in uso di fornire parametri quantitativi relativi agli output prodotti e un ristretto impiego della contabilità economico analitica nell’ambito delle strutture dirigenziali.(…)

Assai poco evoluta è apparsa, inoltre, la situazione riferita alla c.d. rendicontazione sociale e, in primis, alla individuazione dei c.d. stakeholders, per ragioni che sembrano da imputare ad una diffusa immaturità del sistema culturale in cui la riforma deve trovare applicazione.

Il sistema dei controlli di gestione e strategico risulta a tutt’oggi scarsamente capace di intervenire sui processi di attività attraverso la ripianificazione degli obiettivi ed interventi di più efficiente allocazione delle risorse e razionalizzazione organizzativa, tanto da ingenerare il dubbio che esso si traduca per lo più in uno sterile esercizio privo di effetti significativi nel senso del miglioramento delle prestazioni.

Ritardi e incertezze applicative si riscontrano nell’implementazione degli istituti conferenti alla valutazione della performance individuale e alla conseguente remunerazione del merito, di certo non agevolata dai numerosi interventi normativi adottati successivamente all’entrata in vigore del decreto di riorganizzazione dei controlli, in ragione della crisi economica in cui versa il Paese, e dal clima fortemente avverso all’interno delle strutture e del personale destinatario riferito da tutte le Amministrazioni. Le risorse, umane, strumentali e finanziarie, destinate al funzionamento degli Organismi di valutazione, appaiono limitate e non sempre funzionali ad un soddisfacente assolvimento delle funzioni. In particolare, il personale di supporto, oltre che di numero esiguo, è solo raramente provvisto delle competenze tecniche-economiche e statistiche che si ritengono essenziali.

Sostanzialmente condivisibili, poi, appaiono le riserve espresse dagli OIV per la non sufficiente perimetrazione del proprio ruolo e dei propri compiti – peraltro di difficile attuabilità per la necessità di contemperare i caratteri di indipendenza ed autonomia propri dell’Organismo con quelli tradizionali di supporto all’organo di indirizzo politico-amministrativo e, comunque, in continuo accrescimento soprattutto in area economico-finanziaria – e riferite all’adeguatezza all’esercizio delle funzioni dei poteri intestati, auspicabilmente più penetranti per una maggiore autonomia nell’acquisizione delle informazioni e garanzia di attendibilità dei dati”.

“Tutto ciò che si è constatato – conclude la Corte –, impone una riflessione sulla necessità di dare effettività al sistema dei controlli interni, scongiurando anche il rischio di disperdere consistenti risorse per il conseguimento di risultati limitati. A tale scopo, andrebbero potenziate le prerogative ed i poteri degli Organismi di valutazione indipendente, nel senso del riconoscimento di una rafforzata indipendenza, di strumenti di accertamento più penetranti e della disponibilità di risorse umane, strumentali e finanziarie adeguate ad assicurarne l’utile funzionamento e adeguati gli strumenti informatici a disposizione, presupposto indefettibile per una pratica efficace”.

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