Corte dei conti – det. N. 95/2007 – sezione controllo enti – Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259.

Corte dei conti – det. N. 95/2007 – sezione controllo enti – Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259.

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Con la determina n. 95 del 19/12/2007 la Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti, ai sensi dell’art. 7 della L. 259/58, trasmette alle Presidenze delle due Camere del Parlamento la relazione contenente i risultati del controllo eseguito sulla gestione dell’ex Ente per il Museo «Leonardo da Vinci» ora Fondazione di cui al bienni finanziario 2004-2005, unitamente ai relativi conti consuntivi accompagnati dalle relazioni degli organi amministrativi e di revisione.
Giova ricordare che la riforma dei controlli interni avviata nel corso degli anni novanta – che ha ricevuto una disciplina organica con il d. lgs. 286/99 – ha inciso profondamente anche sul versante del controllo esterno sulla gestione; ed infatti, ampliando l’ambito del dettato costituzionale (art. 100, secondo comma) che demanda alla Corte dei conti il controllo successivo alla gestione dello Stato, è stato assegnato alla Corte medesima il compito di esercitare il controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio delle “amministrazioni pubbliche”, e su altre gestioni, trasformandola da organo di controllo sulle amministrazioni dello Stato a organo di controllo esterno e neutrale sull’universo della finanza pubblica (Zambardi – Astegiano, 2007).
Preliminarmente, la Sezione, ricorda come l’attività di riorganizzazione dell’assetto istituzionale della Fondazione, iniziata nel precedente biennio, sia proseguita in quello di riferimento concludendosi con l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione, in data 7 maggio 2007, del Regolamento, previsto dagli artt.10 e 15 dello Statuto e con la relazione di stima del patrimonio al quale è stato attribuito il valore alla data del 31 dicembre 2006 di € 38.337.090.
I giudici registrano come gli adempimenti relativi alla definizione del regolamento nonché alla stima patrimoniale dei beni museali pur non essendo intervenuti nel biennio in esame, siano stati comunque definiti alla data della relazione che segue.
La Sezione esprime soddisfazione per la scelta della struttura privatistica effettuata dal legislatore nel 2000 la quale ha permesso agli organi di vertice del Museo di proseguire agevolmente nell’adozione di iniziative in campo culturale con sempre maggiore flessibilità nonché di realizzare un’efficace e proficua sinergia tra istituzioni pubbliche e soggetti privati.
Dal controllo è emerso come l’attività della Fondazione sia stata orientata verso una costante crescita in campo scientifico, culturale e formativo, indirizzata alla ricerca di soluzioni sempre più innovative nei vari settori operativi ed alla migliore utilizzazione del “capitale umano”; nel biennio considerato, infatti, è stato meglio delineato il ruolo della Fondazione nella società e sono stati individuati i quattro “prodotti” (formazione, conservazione e tutela del patrimonio tecnico-scientifico, comunicazione e sperimentazione interattiva) che la stessa fornisce alla collettività per diffondere i significati della scienza e delle sue applicazioni e che, nel loro insieme, costituiscono uno strumento di comunicazione culturale, volto a migliorare la comprensione della scienza e della tecnologia nei diversi pubblici che interagiscono con la Fondazione.
Maggiori ricavi delle vendite e delle prestazioni sono derivati principalmente dall’utilizzo delle aree museali per manifestazioni esterne e dalla “musealizzazione” del sottomarino Toti, evento che ha concorso a far lievitare tutte le componenti dei ricavi (biglietteria, visite guidate, organizzazione di eventi sul sottomarino, vendite di oggettistica del book-shop).
In conclusione, ha rilevato il Collegio come l’aumento registrato nel 2005 e proseguito anche nel 2006 del livello delle risorse autoprodotte, confermi la capacità della Fondazione di autofinanziarsi facendo crescere in modo dinamico, significativo ed innovativo le proprie attività in campo scientifico, culturale e formativo.
La Corte segnala infine, aderendo ad analogo suggerimento del Collegio dei revisori, la necessità che le relazioni sulle gestioni siano integrate con la specifica e puntuale elencazione ed indicazione delle consulenze esterne.

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