Corte dei conti – det. N. 87/2007 – sezione controllo enti – Consip spa – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259

Corte dei conti – det. N. 87/2007 – sezione controllo enti – Consip spa – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259

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Con la determina n. 87 del 14/12/2007 la Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti, ai sensi dell’art. 7 della L. 259/58, trasmette alle Presidenze delle due Camere del Parlamento la relazione contenente i risultati del controllo eseguito sulla gestione della Consip S.p.A.di cui all’esercizio 2006, unitamente ai relativi conti consuntivi accompagnati dalle relazioni degli organi amministrativi e di revisione.
Il collegio sottolinea come nel 2006 Consip abbia mostrato un profilo delle attività e un andamento gestionale dai tratti invero particolari determinato anche dall’oscillamento dell’assetto normativo di riferimento che ha impattato fortemente sulla conduzione strategica, organizzativa ed operativa dell’ente.
Secondo i giudici, il forte taglio delle disponibilità iniziali ha significativamente inciso sul Programma di razionalizzazione della spesa, con riferimento sia allo sviluppo delle attività relative al sistema delle convenzioni sia al processo di consolidamento del mercato elettronico.
Il ritorno ad un regime di facoltatività delle convenzioni, stabilito con la legge finanziaria 2004, è stato poi confermato successivamente dallo stesso legislatore.
Con la legge finanziaria 2007 è stato poi introdotto un regime di parziale obbligatorietà per le Amministrazioni statali (centrali e periferiche) con riguardo ad alcune tipologie di beni e servizi, individuate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
L’organo di controllo registra come a fianco e a complemento del sistema delle convenzioni, nel 2006 si sia consolidato il mercato elettronico, il cui ulteriore possibile sviluppo è stato frenato dal taglio delle risorse; il trend di crescita è destinato d’altra parte a rafforzarsi, poiché dal 1° luglio 2007 le Amministrazioni statali (centrali e periferiche) sono tenute, per l’acquisto di beni e servizi al di sotto della soglia comunitaria, a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica Amministrazione (MEPA).
I giudici contabili si soffermano altresì sul profilo del supporto alla governance di Consip della finanza pubblica. Nel corso degli ultimi anni – ed anche nel 2006 – rilevante è stato lo sviluppo di applicazioni gestionali in significative aree di spesa e nel comparto delle entrate. L’impegno si è concentrato nella progressiva riconversione del sistema informativo RGS. Ciò ha comportato – ferma l’esigenza, tuttora disattesa, dell’impianto del sistema informativo unitario del Mef, previsto dalla riforma del 1997 – l’adozione di interventi orientati ad un percorso di evoluzione verso un sistema organico di tipo conoscitivo e decisionale. Tale processo deve essere, peraltro, completato.
E’ auspicabile secondo la Corte che cresca all’interno dello stesso Mef, la piena consapevolezza che maggiori risultati possono essere ottenuti grazie ad una convinta e fattiva collaborazione delle diverse articolazioni ministeriali. D’altronde, la stessa implementazione e diffusione delle tecnologie informatiche – promossa da Consip – richiede un riscontro sul piano organizzativo e una condivisione all’interno del Mef.
Infine, il Collegio, con riferimento alla legge finanziaria 2007 che introduce centrali regionali di committenza, fa presente come tali nascenti centrali, insieme a Consip, verranno a costituire un “sistema a rete”, che dovrebbe consentire di armonizzare i piani di razionalizzazione della spesa e di realizzare sinergie nell’utilizzo degli strumenti informatici per l’acquisto di beni e servizi.
Al riguardo, suggerisce la Corte che occorrerà mettere in atto ogni utile iniziativa di coordinamento fra Consip e centrali regionali per evitare – al di là della condivisibile finalità di promuovere lo sviluppo di un sistema nazionale per il procurement pubblico – possibili duplicazioni di attività e sprechi di risorse, assicurando, fra l’altro, l’interoperabilità delle piattaforme tecnologiche.

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