Corte dei conti – det. N. 85/2007 – sezione controllo enti – Fondo di assistenza per i finanzieri – relazione sul controllo per la gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259

Corte dei conti – det. N. 85/2007 – sezione controllo enti – Fondo di assistenza per i finanzieri – relazione sul controllo per la gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259

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Con la determina n. 85/2007 la Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti, ai sensi dell’art. 7 della L. 259/58, trasmette alle Presidenze delle due Camere del Parlamento la relazione contenente i risultati del controllo eseguito sulla gestione del Fondo di assistenza per i finanzieri relativa agli esercizi finanziari 2005 e 2006, unitamente ai relativi conti consuntivi accompagnati dalle relazioni degli organi amministrativi e di revisione.
Preliminarmente la Corte, pur avendo riscontrato miglioramenti sul piano gestionale, rinnova il suggerimento di riconsiderare la natura e il ruolo dell’Ente alla luce della riforma della previdenza e dell’assistenza sociale, nell’ottica della vigente normativa tesa ad armonizzare i trattamenti dei pubblici dipendenti; i dati, infatti, nei quali si sostanzia la gestione della previdenza – che rappresenta  la funzione più rilevante del F.A.F. – sono positivi dal punto di vista dell’equilibrio finanziario.
Evidenzia il Collegio come l’Ente nel 2005 e nel 2006 – nell’ambito del rinnovamento iniziato nel 2003 e nel 2004 delle strategie di gestione delle disponibilità finanziarie, che fino al 2002 venivano investite in BOT e “pronti contro termine” e dal 2003 sono state investite per la massima parte in varie tipologie di strumenti finanziari a scadenza pluriennale – abbia proceduto ad una graduale e progressiva riallocazione delle risorse in investimenti con rendimenti a cadenza annuale, allo scopo di migliorare il proprio assetto finanziario, ed in particolare per poter disporre a regime di un flusso continuo annuale di entrate.
Dalle relazioni illustrative dei bilanci relativi al periodo 2003/2006, caratterizzato anche da una politica innovativa in materia di investimenti mobiliari, – come già rilevato dalla Corte medesima limitatamente agli esercizi 2003/2004 oggetto della precedente indagine – non risultano i dati riguardanti il valore di mercato dei singoli investimenti, iscritti in bilancio al valore nominale; né quelli relativi ai rendimenti.
Al riguardo, l’Amministrazione, in risposta a specifica richiesta dei giudici contabili, ha precisato che, sulla base di una “sommaria analisi”, nel predetto quadriennio 2003/2006, tali investimenti hanno dato un rendimento netto, calcolato con la procedura della media aritmetica semplice, del 2,62 per cento medio annuo rispetto al 2,17 per cento realizzato invece dai B.O.T.; ed, inoltre, che molti degli investimenti effettuati hanno una durata anche superiore a 4/5 anni, spesso con capitalizzazione automatica degli interessi la cui manifestazione economica si concretizza soltanto alla scadenza (quindi oltre l’anno 2006).
La Corte, prende atto di quanto riferito dall’ente ma, nello stesso tempo, ribadisce la necessità di una maggiore concretezza delle relazioni illustrative dei bilanci con riferimento al valore di mercato degli investimenti mobiliari, raccomandando, inoltre, l’adozione di affidabili metodi di calcolo in ordine ai rendimenti. 
Infine, l’analisi del conto economico conferma l’andamento positivo degli anni immediatamente precedenti con un aumento del patrimonio netto che è indice di miglioramento gestionale del Fondo, specie con riferimento agli anni passati.
 

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