Corte dei Conti – det. n. 67/2008 – Sezione del Controllo Enti – Ente Autonomo per l’Acquedotto Pugliese (E.A.A.P.) – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259

Corte dei Conti – det. n. 67/2008 – Sezione del Controllo Enti – Ente Autonomo per l’Acquedotto Pugliese (E.A.A.P.) – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259

di Crucitta Giuseppe

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Con la determinazione n. 67/2008, la Sezione del Controllo Enti della Corte dei Conti, dispone, a norma dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la comunicazione alle Presidenze delle due Camere del Parlamento della relazione conclusiva del controllo eseguito sulla gestione finanziaria – esercizi 2004-2006 – dell’Ente Autonomo per l’Acquedotto Pugliese (E.A.A.P.) quale ente assoggettato a tale tipo di controllo ai sensi dell’art. 12 della predetta legge.
Per i giudici, il periodo in esame, triennio 2004-2006, è caratterizzato innanzitutto dal consolidamento della trasformazione strutturale, dopo che l’Ente pubblico ha assunto la veste di società per azioni.
Tale vicenda ha comportato una modificazione di prospettiva della sua attività: non più soltanto ente obbligato alla erogazione di servizi nel quale l’attenzione al costo è vista prevalentemente nel profilo della economicità, bensì soggetto volto anche ad operare nel mercato e che deve trovare nella remunerazione del costo del servizio e del capitale impiegato i principali presupposti della sopravvivenza. Proprio per queste ragioni, la circostanza che il processo di privatizzazione non si sia ancora concluso, impedisce il raggiungimento degli obiettivi tipici di una azienda che opera nel libero mercato.
Secondo il Collegio, il perdurare di questa situazione ibrida dà luogo a conseguenze negative sul piano gestionale generale quali, ad esempio, la proposizione di controversie relative al personale dinanzi al giudice amministrativo anziché al giudice ordinario del lavoro; oppure gli interventi degli azionisti, talvolta eccedenti le prerogative proprie.
Conseguentemente, la Corte ritiene che nella nuova configurazione vada attribuito un ruolo centrale alle attività di controllo.
Una raccomandazione viene rivolta dai giudici a proposito degli investimenti, per i quali occorre intensificare ogni azione utile per accelerare le relative procedure al fine di realizzare l’intero programma e assicurare in questo modo la piena potenzialità a tutti gli impianti tecnici della società, condizione indispensabile per erogare un servizio di qualità in un settore, come quello dell’acqua, che coincide con un interesse primario della collettività.
Richiama altresì la Corte la particolare attenzione sulla necessità che le operazioni finanziarie ad alto rischio siano condizionate ad adeguate limitazioni e cautele, e prese in esame solo in presenza di organi decisionali muniti di specifica professionalità e richiama la ulteriore esigenza che le risorse di prestito acquisite dal mercato rimangano finalizzate esclusivamente agli investimenti.
Infine, in merito alle risultanze economico-patrimoniali della gestione, si evidenzia come i bilanci del triennio registrino un utile netto dovuto anche alla gestione operativa – caratterizzata da una lievitazione dei costi di produzione e da un corrispondente, ma costante, incremento del valore della produzione.

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