Corte dei conti – det. N. 6/2008 – sezione controllo enti – Croce Rossa Italiana – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259.

Corte dei conti – det. N. 6/2008 – sezione controllo enti – Croce Rossa Italiana – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259.

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Con la determina n. 6/2008 la Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti, ai sensi dell’art. 7 della L. 259/58, trasmette alle Presidenze delle due Camere del Parlamento la relazione contenente i risultati del controllo eseguito sulla gestione della Croce Rossa Italiana per l’esercizio 2004, unitamente ai relativi conti consuntivi accompagnati dalle relazioni degli organi amministrativi e di revisione.
Premettono i giudici che l’attività dell’Associazione Croce Rossa Italiana, negli ultimi anni, è stata, sotto molti aspetti, influenzata notevolmente dalle incertezze organizzative e funzionali, anche a seguito dei successivi provvedimenti di proroga del commissariamento.
Ciò comporta che, malgrado siano stati colti segnali di ripresa nel corso dell’esercizio in esame, alcune criticità vanno necessariamente segnalate; pertanto, secondo il Collegio, va sottolineata l’esigenza di:
1)      provvedere tempestivamente alla stesura ed all’approvazione del regolamento di contabilità e amministrazione di cui al DPR n. 97 del 2003, premessa necessaria per una normalizzazione delle procedure contabili dell’Ente, nonché ad introdurre una tesoreria unitaria per tutti i centri di spesa della CRI, con conseguente recupero dei tempi di redazione dei conti consuntivi;
2)       un’adeguata e razionale regolamentazione delle attività relative alla gestione dei fondi derivanti da pubbliche sottoscrizioni, rafforzando la trasparenza nella evidenziazione dell’utilizzo dei predetti fondi;
3)      costituire e potenziare i sistemi di controllo ai sensi del D.lgs. 286/1999, tanto più necessari in quanto la peculiare organizzazione territoriale della Croce Rossa impone una conoscenza globale delle dinamiche gestionali;
4)      adottare misure dirette ad una maggiore trasparenza nella costituzione e nell’utilizzo dei fondi per la retribuzione accessoria del personale;
5)      una completa ed esaustiva ricognizione dei beni immobili e mobili in gestione, con particolare riferimento alla situazione degli immobili gestiti dagli organi e al loro grado di utilizzazione;
6)      garantire una maggiore efficienza nella gestione delle risorse complessive dell’Ente, con riduzione dell’esposizione debitoria nei confronti del sistema bancario, data dall’insieme di situazioni largamente differenziate nelle strutture, riorganizzando in modo più razionale e trasparente le partite contabili del Comitato centrale e dei comitati periferici;
7)      un rigoroso rispetto in materia negoziale della vigente normativa comunitaria recepita dalla normativa nazionale, soprattutto in materia di trasparenza e di concorrenzialità, oltre che di economicità della relativa spesa;
8)      risolvere le pendenze giudiziarie causate dalle vicende gestionali dell’esercizio 2004;
9)      una revisione della disciplina giuridica ed economica riguardante l’applicazione dei miglioramenti economici al personale militare della CRI e l’utilizzo del finanziamento del Ministero della difesa esclusivamente per le spese di addestramento del personale, di acquisizione ed ammodernamento dei mezzi e dei materiali;
10) una drastica limitazione dei provvedimenti provvisori riguardanti il personale militare richiamato per compiti civili- spesso con motivazioni del tutto generiche – e con conseguente formazione di precariato;
11) una forte riduzione nel ricorso a consulenti esterni, da limitare in modo rigoroso ai casi per i quali risulti obiettivamente impossibile far fronte alle esigenze da affrontare con le unità di personale in servizio e con le proprie strutture organizzative;
12) il forte aumento dei residui attivi e la perseverante difficoltà nel loro smaltimento si riflette negativamente sulla stessa gestione dell’ente.
 

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