Corte dei conti – det. N. 18/2007 – sezione controllo enti – Sogin s.p.a. – societa’ per la gestione degli impianti nucleari – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259.

Corte dei conti – det. N. 18/2007 – sezione controllo enti – Sogin s.p.a. – societa’ per la gestione degli impianti nucleari – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259.

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Con la determina n. 18/2007 la Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti, ai sensi dell’art. 7 della L. 259/58, trasmette alle Presidenze delle due Camere del Parlamento la relazione contenente i risultati del controllo eseguito sulla gestione della Sogin S.p.A. (Società per la gestione degli impianti nucleari) relativamente all’esercizio 2005.
Il controllo ha evidenziato una situazione economica abbastanza critica.
Infatti, il bilancio 2005 è stato approvato dall’Assemblea dei soci il 20 luglio 2006 e il conto economico chiude con un risultato negativo per 1,4 milioni di euro.
Criticità sono state riscontrate sia per il rallentamento delle attività, sia per l’incidenza dei costi di struttura sul totale della attività, dipesa dall’incremento ingiustificato di alcune voci di costo, fra cui quelle relative al personale e alla sede centrale, comprese altresì consulenze da terzi e alle prestazioni professionali.
Al riguardo, la Corte ritiene che vada evidenziata l’esigenza di definire con maggiore chiarezza la natura dei rapporti della Sogin con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ad evitare condizionamenti nelle decisioni della società, ma specialmente va puntualmente definito il sistema di finanziamento della Sogin anche mediante specifico intervento legislativo. Essa infatti seppure organizzata in chiave civilistica in quanto società per azioni, svolge tuttavia per legge compiti di interesse generale di particolare delicatezza per la sicurezza di impianti e centrali nucleari a forte rischio di inquinamenti radioattivi. Non a caso in ragione di tale pericolosità è stato a suo tempo deliberato lo stato di emergenza e nominato quale commissario lo stesso Presidente della società.
La situazione descritta, coniugandosi con le determinazioni dell’Autorità relative al mancato riconoscimento di alcune voci di costo, ha causato una sostanziale incertezza sui finanziamenti utilizzabili a sostegno delle attività svolte, con evidenti riflessi sull’impostazione dei bilanci a venire.
Per quanto riguarda la gestione, l’aggiornamento annuale conferma quanto già segnalato nella relazione sul 2004 a proposito dello slittamento dei programmi di attività e della conseguente incidenza sull’evoluzione di costi a breve.
Particolare considerazione meritano secondo i giudici gli aspetti relativi all’attività contrattuale e alla gestione del personale.
I primi riguardano la disciplina contrattuale adottata in ambito Sogin, i cui regolamenti e capitolati applicano i principi vigenti per i “settori esclusi”, nel cui ambito resta peraltro problematica la coerente inclusione di attività finalizzate, per missione istituzionale, alla protezione dai rischi di contaminazione nucleare. Il che comporta l’esigenza da parte della società di un attento ripensamento ai fini della corretta individuazione, sulla base dei principi comunitari e nazionali, della disciplina contrattuale applicabile in materia di lavori, servizi e forniture.
Preoccupazione destano poi gli effetti economici prodotti in Sogin dal forte incremento numerico del personale con un aumento del costo del lavoro pari al 12% sull’anno precedente.
Resta poi la questione del personale distaccato presso il Ministero della Attività produttive (oggi Sviluppo economico) e quello dell’Ambiente. A tale riguardo, va ulteriormente confermato l’orientamento più volte espresso da questa Corte nel senso di non condividere la prassi di comandi o distacchi di personale presso altre amministrazioni allorché manchi il sostegno di specifica previsione normativa, specie allorché l’onere ricada a carico dell’amministrazione che si priva di proprio personale, com’è il caso di Sogin.
Va poi considerato il rischio che tale meccanismo si risolva in un aggiramento del divieto di assunzioni, disposto con le ultime finanziarie.

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