Corte dei conti – det. N. 113/2006 – sezione controllo enti – Cassa Ufficiali Esercito - fondo di previdenza sottufficiali dell’esercito - casse ufficiali e sottufficiali della marina militare - relazione sul controllo sulla gestione ex legge 21 marzo 195

Corte dei conti – det. N. 113/2006 – sezione controllo enti – Cassa Ufficiali Esercito – fondo di previdenza sottufficiali dell’esercito – casse ufficiali e sottufficiali della marina militare – relazione sul controllo sulla gestione ex legge 21 marzo 195

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Con la determina n. 113/2006 la Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti, ai sensi dell’art. 7 della L. 259/58, trasmette alle Presidenze delle due Camere del Parlamento la relazione contenente i risultati del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Cassa ufficiali Esercito, del Fondo di previdenza sottufficiali dell’Esercito e delle Casse ufficiali e sottufficiali della Marina Militare relativamente agli esercizi 2004 e 2005.
La Corte – nella permanenza dell’attuale ordinamento – ribadisce l’auspicio che in sede normativa si provveda ad una riconsiderazione del sistema di calcolo delle indennità, in modo che esso non solo possa corrispondere a parametri atti ad assicurare in ogni caso l’essenziale equilibrio gestionale, ma sia idoneo, altresì, a garantire corrispondenza tra le contribuzione degli iscritti nel corso della carriera e le relative prestazioni previdenziali, eliminando possibili sperequazioni, anche fra ufficiali di diversa Forza armata, in relazione al diverso carico contributivo cui sono assoggettati.
La Corte rileva, inoltre, che l’assegno speciale, connesso alla perdita delle indennità di ausiliaria e speciale, quali originariamente configurate, ha subito un progressivo svuotamento, talché esso non risponde più alle finalità che ne costituivano il fondamento; pertanto, tale prestazione andrebbe soppressa, previa ricerca di soluzioni che consentano di salvaguardare i diritti già acquisiti.
Dal controllo è emerso che i bilanci consuntivi per gli anni de quibus sono stati redatti in applicazione del D.P.R. 27 febbraio 2003, n. 97 e che l’approvazione del Consiglio di amministrazione in alcuni casi (Cassa Ufficiali Esercito esercizio 2004; Fondo di previdenza Sottufficiali Esercito, gestione Sottufficiali Esercito e gestione Carabinieri, esercizi 2004 e 2005) è intervenuta oltre i termini di legge. Al riguardo, la Corte ha censurato l’intempestività di tali adempimenti.
Ancora, la Corte ha sottolineato come la Cassa Ufficiali dell’Esercito si è adeguata all’esigenza, già rappresentata alla stessa precedentemente in sede di controllo, di includere tra le passività dello stato patrimoniale le poste relative alla indennità supplementare “maturata e da corrispondere al personale già in congedo, allo scadere del quarto anno dalla cessazione dal servizio”, le quali, anche se ne viene differito il pagamento, costituiscono oneri certi per la Cassa e di rilevante entità.
Per quanto riguarda la Cassa ufficiali dell’Esercito, è emerso che le entrate relative a fitti da immobili sono rimaste sostanzialmente invariate dal 1999 e non hanno avuto alcun incremento ISTAT; tale anomalia è apparsa ancor più evidente se si considera che il loro ammontare è di poco superiore alle entrate, per lo stesso titolo, relative agli esercizi 1997 e 1998 durante i quali non si sono verificati mutamenti nella entità e destinazione a locazione del patrimonio immobiliare. Al riguardo, suggerisce la Corte che è necessario che la Cassa prosegua e porti a termine le iniziative intraprese per l’adeguamento di detto canone.

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