Corte dei conti – del. N. 1/2007/g – sezione regionale di controllo per l’Umbria – approvazione referto del controllo effettuato in materia di utilizzazione da parte della regione Umbria nel periodo 2000-2006 dei fondi europei destinati alla riqualificazi

Corte dei conti – del. N. 1/2007/g – sezione regionale di controllo per l’Umbria – approvazione referto del controllo effettuato in materia di utilizzazione da parte della regione Umbria nel periodo 2000-2006 dei fondi europei destinati alla riqualificazi

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Con la deliberazione n. 1/2007/G, la Sezione Regionale del Controllo per l’Umbria della Corte dei conti, approva il referto concernente le risultanze istruttorie dell’indagine di controllo in materia di utilizzazione da parte della Regione Umbria dei finanziamenti concessi dalla Comunità Europea – in riferimento al periodo di programmazione 2000-2006 – con specifico riguardo alla misura 1.3 “Riqualificazione e recupero aree urbane”.
L’analisi, nel suo complesso, ha evidenziato come i P.U.C. – Programmi Urbani Complessi – rappresentino uno strumento valido sia in termini di efficacia che di efficienza anche se è sembrata, nel suo insieme, migliorabile l’attenzione alla realizzazione di edilizia sostenibile.
Si è inoltre avuto modo di constatare come lo strumento del P.U.C. sia sufficientemente flessibile da potersi adattare a realtà urbane anche molto diverse tra loro, sia in termini di grandezza che di caratteristiche peculiari.
Parimenti si è rilevato che, nella gestione delle somme a disposizione, vengono utilizzati strumenti di selezione che premiano per lo più progetti ben strutturati e di qualità; tutto ciò, se da un lato rappresenta un metodo valido da seguire per una corretta e giusta allocazione delle risorse, dall’altro – creando una forte disparità tra realtà più o meno efficienti – genera una forte sperequazione a favore di realtà locali che detengono al loro interno le strutture dimensionate per creare progetti diversamente dei piccoli comuni carenti per risorse soprattutto umane.
Riguardo all’efficacia (criterio che, derivando dal principio di buona amministrazione, indica il rapporto tra obiettivi prestabiliti e risultati ottenuti), è stato appurato che laddove l’attivazione delle risorse finanziarie private è stata più massiccia e più incentivata – soprattutto in quei progetti che hanno avuto come obiettivo il risanamento dei centri storici – ciò ha comportato un effetto leva delle risorse pubbliche. Tutto ciò ha determinato – di conseguenza – un sensibile aumento della capacità di attrazione dei turisti, come risulta chiaramente da quanto rilevato dagli organi di controllo interni di competenza della Regione; pertanto, si può concordemente affermare che un notevole risultato dei PUC si è avuto soprattutto in quei casi in cui vi è stato maggior coinvolgimento dei cittadini.
E’ evidente che, a fronte di tutti questi elementi che caratterizzano in maniera positiva l’esperienza dei PUC, ve ne sono altri che presentano aspetti di forte criticità.
Si pensi alle difficoltà – presenti soprattutto nelle piccole realtà locali – connesse all’attivazione di una procedura complessa, che comporta grossi sacrifici in termini di somme stanziate e di forza lavoro dedicata.
Si rifletta, inoltre, sugli aspetti problematici legati alla necessità di impiego delle risorse in modo ottimale considerandone la scarsità, oltre che alla necessità di rispettare i notevoli vincoli burocratici connessi all’attivazione di una procedura sensibilmente complessa: risulta assai difficile, infatti, conciliare la tempistica dettata dalle normative comunitarie con le fasi attuative dei vari programmi.
Si consideri, oltre a ciò, il forte impulso ad un controllo di tipo quantitativo – dettato soprattutto dalla necessità di dover spendere tutte le risorse in modo da non incorrere in disimpegni automatici – a cui è utile affiancare, come peraltro si sta già facendo, un controllo altrettanto stringente dal punto di vista qualitativo.
Il Collegio rileva, infine, la piena collaborazione instaurata dalla Corte con la Regione Umbria, a conferma della validità degli indirizzi prescelti e nella prospettiva del conseguimento di risultati ancor più soddisfacenti nel quadro della programmazione futura.

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