In che consistono le spese familiari e in che modo si dovrebbero gestire

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La famiglia è il luogo nel quale si instaurano amore e solidarietà, o almeno così dovrebbe essere. Il modello tradizionale resta sempre valido, e nonostante questo, ad esso si affiancano altri modelli che, siccome riconosciuti dalla legge, non devono essere trascurati.

Approfondisci con la lettura di “Guida alle buone prassi per la composizione del contenzioso familiare” scritto da Cesare Bulgheroni, Paola Ventura, Marzia Brusa.

La quotidianità, indipendentemente dalla composizione della famiglia, di solito è uguale, e ci si chiede chi decida le spese in famiglia.

Le spese sono le uscite economiche alle quali periodicamente si deve fare fronte. I componenti della famiglia, in base agli stipendi, alle pensioni e agli importi percepiti, che sarebbero le entrate, possono predisporre un piano che consenta loro di vivere dignitosamente, adempiendo agli obblighi senza fare molte rinunce, nonostante a volte non risulti agevole.

Alla base della famiglia c’è la coppia, due persone che decidono di vivere e condividere un percorso di vita. Alcuni si sposano con rito religioso, altri con rito civile, altri celebrano un’unione civile, altri ancora non sentono l’esigenza di un riconoscimento legale. Il lato in comune è il reciproco affetto e la solidarietà.

La maggior parte delle volte lavorano entrambi, dando il loro contributo per il sostentamento del nucleo, e con autonomia, uno può decidere di sostenere l’altro senza imposizioni. Le spese di famiglia, di solito, vengono decise da entrambi i partner in base alle entrate a disposizione e alle varie esigenze, senza lasciare qualche spesa extra che porta lo stesso dei benefici, ad esempio una vacanza o un acquisto non strettamente indispensabile.

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Coloro che hanno figli sanno che la maggior parte del budget familiare viene speso per le loro esigenze. Scuola, attività sportive, vestiario e giochi, costituiscono un esempio. Quando le altre spese sono elevate, è difficile accontentare e figli, e i genitori avvertono il disagio e hanno paura di non essere all’altezza dei desideri dei propri bambini.

Oggi in Italia, le politiche per la famiglia sono ancora insufficienti a garantire un futuro roseo ai nuclei; sempre più donne sono costrette a lasciare il lavoro per fare le madri. Molte coppie, al contrario, si impongono di non avere figli perché non hanno le possibilità economiche per mantenerli e la crescita zero sta raggiungendo dei limiti preoccupanti.

Il primo sostentamento della famiglia si ha attraverso la spesa alimentare che viene effettuata con cadenza mensile o settimanale. Esistono delle tecniche consolidate per garantire il risparmio. Molti preferiscono acquistare frutta e verdura di provenienza diretta presso il mercatino rionale, altri si recano nei supermercati o nei discount e acquistano merce in offerta, altri ancora si affidano ai  volantini.

Il potere di acquisto delle famiglie è molto diminuito in confronto al passato e molte di esse sono costrette a mangiare determinati alimenti, più costosi, in modo sporadico. Tra le voci di spesa più preoccupanti per le famiglie c’è è quella relativa alle utenze: il gas, la luce e l’acqua. Ad esse si deve provvedere in modo puntuale, cercando di risparmiare il più possibile e facendone un utilizzo misurato e responsabile. Quando è possibile si i può fare l’autolettura, evitando calcoli approssimativi, e leggendo con attenzione il dettaglio bolletta, per verificare che non ci  siano errori.

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Guida alle buone prassi per la composizione del contenzioso familiare

Negli ultimi anni il principio di bigenitorialità rappresenta sempre più il principale punto di riferimento per tutti coloro che, a vario titolo, sono chiamati a confrontarsi con la crisi della famiglia conseguente alla separazione dei genitori. La fine dell’unione di coppia deve preservare la responsabilità genitoriale e l’accesso dei figli ad entrambi i genitori e ad entrambe le stirpi, nonni e famiglie di origine. Si promuove così la qualità della funzione genitoriale e la lealtà dei figli verso la famiglia e le sue storie generazionali; non esclusivamente verso l’uno o l’altro dei mondi genitoriali. Il percorso della separazione evolve in tempi non brevi e passa attraverso varie fasi. Riguarda l’aspetto mentale, sia sul piano cognitivo che emotivo, la relazione con l’altro e con i figli e la riorganizzazione del funzionamento della famiglia anche nella quotidianità. Può dare luogo a conflitto anche di elevata intensità con il rischio di pregiudizio di un adeguato esercizio della responsabilità genitoriale in una fase molto delicata della vita della famiglia.È dunque maturata negli operatori – sia provenienti dalla cultura psicosociale che giuridica – la convinzione che la tutela giurisdizionale dei diritti non sia il modo più appropriato e completo per la neutralizzazione del conflitto familiare, mai comunque di prima scelta. Legislatore, giudici ed avvocati sono dunque alla ricerca di modalità alternative al processo che consentano una gestione più costruttiva del conflitto familiare, utile a salvaguardare il più possibile l’unità genitoriale al di là della separazione della coppia.Queste modalità alternative si sono articolate in tempi recenti in una tipologia di buone prassi nella composizione del contenzioso familiare tra loro anche molto diverse: tutte utili allo scopo, ma ciascuna nell’appropriato contesto. Il presente manuale si offre agli operatori come prima guida di consultazione entro questo panorama così eterogeneo per consentire un’adeguata opportunità di informazione e scelta alle parti.Cesare BulgheroniAvvocato, è professore a contratto del corso di diritto dell’ADR e di quello di tecniche di gestione dei conflitti presso la LIUC, Università Cattaneo di Castellanza, nonché professore a contratto presso l’Università dell’Insubria a Como del corso di diritti religiosi e mediazione familiare e comunitaria. È mediatore civile, commerciale e familiare, formato al metodo della coordinazione genitoriale. Docente accreditato al Ministero di Giustizia per la formazione dei mediatori ai sensi del DM 180/10. Consigliere dell’Ordine Forense di Varese per oltre un decennio. Si occupa professionalmente di mediazione e gestione dei conflitti dal 1998. Mediatore presso l’Ordine Forense di Milano, Busto Arsizio e Varese. Autore di numerosi lavori in materia di mediazione civile e familiare. Ricercatore e critico dei sistemi di soluzione delle controversie alternativi al giudizio ha preso parte a numerosi convegni e gruppi di lavoro in tema di alternative dispute resolution.Paola VenturaAvvocato mediatrice familiare e civile; è formata alla Pratica Collaborativa, nonché al metodo della Coordinazione Genitoriale. All’interno dello Studio Legale LA SCALA S.T.A.P.A. (di cui è fondatrice), svolge attività professionale nell’ambito del diritto di famiglia, family office e quale esperta ADR in generale. Da oltre vent’anni si occupa di gestione del conflitto, di mediazione e A.D.R., sia come mediatore che come formatore. È docente accreditato al Ministero di Giustizia per la formazione dei mediatori ai sensi del DM 180/10. È membro del comitato scientifico dell’Associazione dei professionisti collaborativi – AIADC. Ha svolto attività di formazione per numerosi enti (Università e Associazioni Forensi) nell’ambito della mediazione civile e familiare, e, più in generale degli strumenti ADR.Marzia BrusaPsicologa Esperta in Psicologia Giuridica. Consulente Tecnico d’Ufficio per il Tribunale di Varese e Consulente Tecnico di Parte sul territorio nazionale. Formata al metodo della Coordinazione Genitoriale. Socio fondatore dell’Associazione Italiana Coordinatori Genitoriali e membro del Consiglio Direttivo. Ha esperienza decennale all’interno dei Servizi Tutela Minori, dove ha gestito casi di famiglie con minori su provvedimento dell’Autorità Giudiziaria in ambito civile e penale. È una delle socie fondatrici dello studio Teseo – Centro di Consulenza per la Famiglia, dove lavora in collaborazione ad altre figure professionali (sociali, psicologiche e legali) per la presa in carico integrata dei nuclei familiari in situazioni di crisi. All’interno dello Studio svolge attività clinica, oltre che di supervisione e formazione. Si occupa in particolare di percorsi di valutazione e sostegno alle capacità genitoriali e alla gestione della co-genitorialità in regime di separazione o divorzio.

Cesare Bulgheroni, Paola Ventura, Marzia Brusa | 2019 Maggioli Editore

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