CNF: Equo compenso per gli Avvocati necessario

CNF: Equo compenso per gli Avvocati necessario

Redazione

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Il Consiglio Nazionale Forense ha riaffermato l’urgenza di combattere l’abbassamento del tutto sproporzionato delle tariffe applicate ai clienti forti

Del compenso degli avvocati è tornato recentemente ad occuparsi il Consiglio Nazionale Forense nella sua ultima newsletter.

La proposta, venuta proprio dal CNF, è quella di introdurre un equo compenso per gli avvocati, a partire dalla quale i lavori con il ministero della giustizia hanno recentemente preso ufficialmente il via.

L’obiettivo è regolamentare meglio le relazioni professionali tra gli avvocati e quei clienti, come le banche e le assicurazioni, che hanno una grande forza contrattuale.  

In maniera sempre più diffusa, infatti, questo tipo di clientela ha preso l’abitudine di stipulare delle convenzioni con i legali che stabiliscono compensi non solo più bassi rispetto a quelli stimati per l’attività effettivamente svolta, ma spesso addirittura palesemente sproporzionati in difetto.

Il completo distacco dai parametri ministeriali, peraltro, è aggravato dal fatto che, nonostante il dispiego di tempo ed energie che alcuni adempimenti richiedono agli avvocati, questi non vengano neanche remunerati, con evidente lesione sia in termini strettamente economici sia della dignità stessa del professionista.

In materia di compensi, il CNF ha inoltre colto l’occasione per ribadire la sua posizione circa l’attività in favore di Equitalia, dicendo che una difesa adeguata è resa spesso difficoltosa dal numero crescenti di ricorsi indirizzati all’ente.

Il Consiglio ha quindi messo in risalto l’esigenza di contemperare le esigenze di limitazione dei costi con quelle degli avvocati di lavorare serenamente e secondo un sistema tariffario più consono alle attività svolte.

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