Cartelle Equitalia: come si sospende la riscossione?

Cartelle Equitalia: come si sospende la riscossione?

di Redazione

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Cosa fare quando Equitalia notifica una cartella esattoriale per il pagamento di una somma non dovuta? Come agire se, ad esempio, il pagamento richiesto è già stato effettuato o se l’atto è caduto in prescrizione o decadenza? Fin dalla Legge di Stabilità 2013, il Fisco prevede che in caso di errore nella cartella esattoriale il contribuente può presentare immediatamente un’istanza all’ente per la riscossione. Vediamo come.

 

Gli errori nelle cartelle di Equitalia

Gli errori della cartella esattoriale per i quali il cittadino può presentare istanza sono specificati espressamente dall’art. 538 della Legge di Stabilità 2013. Dietro richiesta del contribuente, Equitalia è obbligata a sospendere immediatamente la riscossione forzata nel caso in cui:

 

l’atto emesso sia caduto in prescrizione o decadenza, quando queste siano intervenute prima della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo;

 

il creditore abbia emesso un provvedimento di sgravio o una sospensione amministrativa nei confronti della somma in questione;

 

una sentenza giudiziale abbia sospeso o annullato l’atto emesso;

 

il contribuente abbia effettivamente già pagato la somma all’ente creditore.

 

Come si presenta l’istanza per la riscossione

Il contribuente deve presentare la sua dichiarazione all’ente per la riscossione entro sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. L’istanza, tuttavia, è del tutto gratuita e non necessita della consulenza di un avvocato. Cosa ancora più importante, la dichiarazione presentata obbliga Equitalia a sospendere qualsiasi tipo di procedimento, inclusi eventuali pignoramenti e ipoteche.

Tutto quello che bisogna fare è compilare il modulo presente sul sito internet di Equitalia, specificando per quale delle cause sopra elencate si richiede la sospensione della riscossione, e inviarlo all’ente per la riscossione. È anche possibile consegnare l’istanza a mano allo sportello di Equitalia.

L’istanza, è bene ricordare, può essere presentata una sola volta.

 

Cosa succede dopo la presentazione dell’istanza?

Una volta ricevuta la dichiarazione, Equitalia sospende la riscossione forzata e avvia le sue indagini. Entro dieci giorni dall’invio dell’istanza del contribuente, l’agente per la riscossione trasmette il documento all’ente creditore per verificare la situazione e appurare se la richiesta del cittadino è almeno parzialmente fondata. In caso di risposta affermativa, Equitalia sospende definitivamente la cartella e la elimina dai propri sistemi informativi.

L’ente creditore è anche tenuto a comunicare al contribuente l’esito dell’istanza presentata. Nel caso in cui il cittadino non riceve informazioni in tal senso entro 220 giorni dall’invio della dichiarazione, la cartella va annullata a prescindere dall’esito delle indagini.

È utile anche ricordare, tuttavia, che il contribuente che falsifica la documentazione presentata per ottenere illegalmente la sospensione della cartella va incontro non solo alla responsabilità penale, ma anche a una sanzione fino al 200% della somma dovuta.

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