Camera dei deputati: nessun nuovo divieto a foto e riprese

Camera dei deputati: nessun nuovo divieto a foto e riprese

Redazione

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Diverse testate giornalistiche hanno riportato negli ultimi giorni l’approvazione di un divieto da parte della Camera dei Deputati di fotografare e riprendere gli onorevoli “fannulloni”, o impegnati in attività che non riguardano i lavori parlamentari. Si tratterebbe invece, pare, di un fraintendimento: il regolamento per giornalisti, fotografi e cineoperatori non è cambiato dal 2011.

 

La notizia del divieto a foto e video ai parlamentari

Il divieto di fotografia e ripresa riportato da giornali e siti internet sembrava intimare a tutti i giornalisti di firmare un nuovo codice di autoregolamentazione” che obbligasse a “interrompere immediatamente le riprese a ogni sospensione di seduta” e soprattutto a evitare di diffondere “fotografie e riprese visive atte a rilevare comunicazioni telefoniche”. Si era parlato, inoltre, di evitare tutte quelle immagini che potessero arrecare un danno “alla dignità dei parlamentari”.

Insomma, sembrava a molti che il Parlamento stesse tentando di mettere il bavaglio a giornalisti e fotografi per evitare la diffusione di immagini che, come già accaduto in passato, potessero risultare imbarazzanti o dare un’immagine negativa della Camera. A molti tornavano in mente, insomma, le foto di parlamentari impegnati a giocare con i propri tablet o smartphone durante i lavori dell’aula.

 

La smentita della Camera dei deputati

In realtà, sembra che la notizia sia falsa. O meglio, come specifica la stessa Camera dei deputati con un comunicato stampa del 23 settembre, non è stato approvato nessun nuovo codice di autoregolamentazione per giornalisti e fotografi. Quello che già c’è, “come è noto agli operatori dell’informazione che frequentano la Camera”, è in vigore dal 2011 e non è mai stato modificato.

Da dove nasce allora il fraintendimento? Secondo il comunicato stampa della Camera, dal fatto che il codice di autoregolamentazione già esistente “è stato semplicemente risottoposto in questi giorni ai soggetti interessati” in occasione dell’introduzione di una nuova modalità di accredito per l’accesso alle tribune dell’aula.

 

Cosa dice il testo dell’autoregolamentazione giornalisti

Il codice per giornalisti e fotografi, redatto nel 2011, contiene il divieto di diffondere determinate immagini e riprese video insieme a norme di carattere più generale che invitano al rispetto del decoro e della dignità della Camera.

Si legge in primo luogo che i giornalisti devono impegnarsi a “non diffondere fotografie e riprese visive atte a rilevare comunicazioni telefoniche, telematiche e epistolari di Parlamentari” che evidenzino “un carattere esclusivamente privato delle stesse”. È inoltre vietato diffondere foto e video “non essenziali per l’esercizio del diritto di cronaca relativa all’attualità o allo svolgimento dei lavori in Aula”.

Infine, come accennato, bisogna astenersi dall’utilizzare “tecniche di rielaborazione di riprese fotografiche e visive che comportino un danno alla dignità” dei Parlamentari presenti in Aula e “al diritto alla riservatezza di cui ai punti precedenti”.

 

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