ANCI: le linee guida per i concorsi da remoto

di Laura Facondini, Dott.ssa

Per contenere il diffondersi del coronavirus, nella prima fase si è assistito ad un completo arresto dello svolgimento delle procedure concorsuali in corso di svolgimento.

In seguito, il legislatore ha introdotto talune disposizioni volte a semplificare le procedure concorsuali. Le modifiche riguardano le modalità di attuazione delle procedure concorsuali, potenziando lo svolgimento delle prove concorsuali in modalità decentrata e attraverso l’utilizzo di tecnologia digitale, al fine di evitare assembramenti e potenziali nuovi contagi.  L’articolo 10 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44 introduce alcune procedure semplificate per lo svolgimento dei concorsi pubblici per il reclutamento del personale della pubblica amministrazione. Le nuove disposizioni sono volte a dare risposta immediata alle problematiche nelle procedure concorsuali, superando le limitazioni imposte dalla normativa volta al contrasto dell’emergenza epidemiologica. Al contempo tali disposizioni introducono alcune rilevanti misure, ispirate dall’esigenza di semplificare e velocizzare le procedure.

Le linee guida rivolte alla Commissione

L’ANCI ha pubblicato delle Linee guida per favorire gli enti locali nell’espletamento dei concorsi pubblici. In primo luogo, vengono date indicazioni sugli adempimenti preliminari a cui è tenuta la Commissione le quali si concretizzano in alcuni passaggi e accorgimenti da tenere prima dell’inizio della prova. È importante precisare, sin dall’inizio del concorso, che l’esame verrà registrato, per cui partecipando il concorrente acconsente alla registrazione ed in tale contesto assume un’importanza rilevante la normativa privacy e l’informativa inerente al trattamento dei dati. Inoltre, è importante che venga data l’esatta indicazione del giorno ed orario della prova e della piattaforma o altro strumento telematico che si intende utilizzare. Per svolgere la prova occorre avviare la videoconferenza, e, se ritenuto necessario, procedere alla registrazione.  La Commissione deve identificare il concorrente e verificare che il candidato svolga la prova personalmente e senza l’aiuto di supporti, di terzi o di qualsiasi altra agevolazione. La sessione termina al momento in cui la Commissione – nel caso di prova pratica, dopo aver confermato al concorrente di aver ricevuto l’elaborato (ossia tutti gli elaborati) dichiara finita la prova.

Le linee guida rivolte al concorrente

L’utilizzo del web e lo strumento telematico che si impiega sono essenziali per svolgere al meglio le prove. Il concorrente deve disporre di ausili adeguati a sostenere la prova e mantenere il collegamento, oltre ad un dispositivo per comunicare con la Commissione. Per partecipare alle prove il concorrente deve installare/utilizzare il software di videoconferenza prescelto dall’Ente.

Il concorrente deve predisporre una stanza priva di altre persone, anche di passaggio, nella quale svolgere la prova e deve disporre di una scrivania (o di un tavolo) di dimensioni adeguate a mantenere la distanza richiesta dalla webcam e possibilmente addossata al muro in modo tale da non avere nessuno davanti a sé. Per svolgere la prova il concorrente deve avviare la videoconferenza e identificarsi.  Durante la prova il concorrente deve mantenere la webcam sempre accesa facendo in modo di essere sempre inquadrato, oltre a mantenere il microfono sempre acceso.

Per le prove pratiche il concorrente, all’ora prestabilita comunicatagli dalla Commissione quale termine della prova carica il file nel portale prescelto. La sessione termina al momento in cui la Commissione dichiara finita la prova.

Le procedure alternative al concorso

L’articolo 97 della Costituzione disciplina la modalità di accesso al pubblico impiego mediante concorso. Si tratta di un principio fondamentale del nostro ordinamento, il quale viene ribadito nel D.lgs. 165/2001 e nell’articolo 35 dove si prevede che l’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro: tramite procedure selettive volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno; mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità. Le procedure di reclutamento devono conformarsi ai principi di adeguata pubblicità ed imparzialità della selezione, adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, rispetto delle pari opportunità, decentramento delle procedure di reclutamento.

Il PNRR si pone l’obiettivo di adottare un quadro di riforme delle procedure e delle regole per il reclutamento dei dipendenti pubblici, volti a valorizzare nella selezione non soltanto le conoscenze, ma anche e soprattutto le competenze. In particolare, l’obiettivo si declina in alcuni sotto-obiettivi, quali: rivedere gli strumenti per l’analisi dei fabbisogni di competenze; potenziare i sistemi di preselezione; costruire modalità sicure e certificate di svolgimento delle prove anche a distanza; progettare sistemi veloci ed efficaci di reclutamento delle persone, differenziati rispetto ai profili da assumere; disporre di informazioni aggregate qualitative e quantitative sul capitale umano della funzione pubblica e sui suoi cambiamenti.

In primo luogo, per agevolare il reclutamento delle risorse viene realizzata una piattaforma unica.

In secondo luogo, pur rimanendo il concorso la modalità ordinaria per l’accesso al pubblico impiego, sono creati altri percorsi di reclutamento, ovvero programmi dedicati agli alti profili. Si pensa all’inserimento dei giovani dotati di elevate qualifiche da inserire nelle amministrazioni con percorsi rapidi, affiancati da una formazione specifica. Tale percorso di riforma è già stato avviato con il decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44., che ha introdotto meccanismi semplificati per le procedure di concorso che prevedono un ampio ricorso al digitale.

In particolare, tali procedure semplificate mediante la valutazione dei titoli sono previste per le figure ad elevata specializzazione. Per le alte specializzazioni si prevede una procedura di selezione organizzata dal Dipartimento della funzione pubblica mediante l’iscrizione in un apposito elenco sul “Portale del reclutamento”, in tali elenchi le amministrazioni potranno procedere alle assunzioni.

Sono previsti, inoltre, percorsi di mobilità verticale per il personale della pubblica amministrazione, volti a valorizzare le conoscenze tecniche e le competenze di carattere trasversale (manageriale e gestionale) sviluppate dai dipendenti nel corso della propria attività lavorativa.

Per i giovani, si potenziano i canali di accesso qualificati, attraverso l’attuazione delle norme che prevedono la possibilità di stipulare contratti di apprendistato nella p.a.

Sono, infine, introdotti strumenti di supporto alle amministrazioni nell’attuazione del PNRR, fra cui il potenziamento delle funzioni di Formez PA, che dovrà fornire assistenza tecnica alle amministrazioni, e il rafforzamento della Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA).

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Laura Facondini

Laureata con Lode all’Università di Bologna con tesi in diritto processuale civile correlata in diritto processuale dell’Unione Europea, si specializza in Professioni Legali presso la SSPL E.Redenti e si abilitata all’esercizio della professione forense presso la Corte d’Appello di Bologna. Ha svolto collaborazioni scientifiche in Scuole di Formazione dedicate alla preparazione al concorso in magistratura e ha svolto tirocini formativi affiancando il magistrato affidatario nella redazione di sentenze e provvedimenti giurisdizionali. Svolge la propria attività lavorativa nella Pubblica Amministrazione come Istruttore Direttivo Amministrativo. Si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto degli enti locali, contratti e appalti pubblici, servizi, privacy, gestione documentale e nuove tecnologie. Per Diritto.it è curatrice dell’area diritto amministrativo.


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