Braccialetto elettronico: se non disponibile bisogna valutare caso per caso l’applicazione dei domiciliari

di Redazione

Nelle aule di tribunale si registrano parecchi problemi nell’applicazione della misura meno grave del cosiddetto ‘braccialetto elettronico’. Strumento, però, non sempre disponibile. Ora i Magistrati della Cassazione chiudono la questione affidandosi al buon senso dei giudici nella scelta tra gli arresti domiciliari e il ritorno in carcere.

Per gli Ermellini, una volta accertata la «indisponibilità del dispositivo elettronico» di sorveglianza, non vi è alcun «automatismo nella scelta della misura» da applicare. Mano libertà, quindi, ai giudici che dovranno «valutare» caso per caso «la specifica idoneità, adeguatezza e proporzionalità» del provvedimento da adottare alla luce delle «concrete esigenze cautelari».

Possibile, di conseguenza, la conferma della «custodia in carcere». Possibile, però, anche l’applicazione della misura meno grave, ossia gli «arresti domiciliari», pur senza «braccialetto elettronico» ma magari ricorrendo a «mezzi di controllo» più tradizionali.

Scarica l’informazione provvisoria della Corte di Cassazione del 28 aprile 2016, n. 14

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