Avvocati: sì alla rottamazione dei debiti con la Cassa Forense

Avvocati: sì alla rottamazione dei debiti con la Cassa Forense

Redazione

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Gli avvocati possono aderire alla rottamazione delle cartelle di pagamento relative ai debiti con la Cassa Forense. Come per tutti gli altri tipi di debiti affidati a Equitalia per la riscossione, la definizione agevolata per gli avvocati si applica alle somme iscritte a ruolo dal 2000 al 2016. A comunicarlo è stata la stessa Cassa Forense con un messaggio pubblicato sul proprio sito internet lunedì 13 febbraio.

Anche l’istituto di previdenza, quindi, è soggetto all’agevolazione prevista dal Decreto-Legge n. 193/2016 collegato alla Legge di Bilancio 2017. Vediamo allora cosa devono fare gli avvocati per usufruire del beneficio.

 

Definizione agevolata: le istruzioni della Cassa Forense

Come riportato nella nota pubblicata dalla Cassa Forense, il Consiglio di Amministrazione dell’istituto ha esaminato il decreto fiscale e ha preso atto del fatto che la Cassa non è stata esclusa dal Governo dagli Enti soggetti alla definizione agevolata delle cartelle.

Gli avvocati debitori potranno quindi aderire alla rottamazione “con le modalità e nei termini previsti dal decreto”, e quindi seguendo la stessa procedura di tutti gli altri contribuenti.

Questo nonostante la Cassa Forense sottolinei la sua opposizione alla rottamazione delle cartelle, che “lede l’autonomia gestionale e organizzativa degli Enti Previdenziali privati” e presenta “profili di iniquità” tra gli iscritti.

 

Avvocati: come funziona la rottamazione delle cartelle?

La definizione agevolata dei debiti degli avvocati con la Cassa Forense, stando a quanto riportato, funzionerà quindi allo stesso modo della rottamazione delle cartelle per tutti gli altri cittadini.

Ricordiamo allora che la rottamazione decisa da Equitalia prevede uno sconto sulle sanzioni dovute sulle somme e sugli interessi di mora di tutte le cartelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2016. I contribuenti, tuttavia, dovranno comunque pagare, oltre alla somma di base:

  • gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo;
  • le somme maturate a titolo di aggio, da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi;
  • le spese per le procedure esecutive;
  • le spese di notifica della cartella.

 

Come si presenta la domanda di rottamazione?

Come tutti gli altri contribuenti, gli avvocati dovranno compilare con i propri dati il modulo “DA1” di dichiarazione di adesione alla definizione agevolata. I debitori potranno inoltre scegliere se procedere al pagamento in un’unica soluzione oppure a rate.

Le somme dovute, per l’esattezza, possono essere pagate in cinque rate tra il 2017 e il 2018. I versamenti delle rate, tuttavia, dovranno coprire il 70% dell’importo totale nel 2017 e solo il 30% nel 2018.


Entro quando deve essere presentata la domanda?

Il termine ultimo entro il quale gli avvocati e gli altri contribuenti dovranno presentare la domanda è il 31 marzo 2017.

Sarà successivamente Equitalia stessa a comunicare a tutti i debitori, entro il prossimo 31 maggio, gli importi totali dovuti e, in caso di dilazione del pagamento, le modalità e i tempi di pagamento delle rate.

 

Davide Basile

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