Avvocati: all’esame del Ministero l’ipotesi del «numero chiuso»

Avvocati: all’esame del Ministero l’ipotesi del «numero chiuso»

Redazione

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Anna Costagliola

Il Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell’Università, sta vagliano un sistema per rivedere i criteri di accesso alla professione forense, valutando l’ipotesi di istituire il «numero chiuso» per gli avvocati.

Per limitare il numero dei legali che accede alla professione, al momento le opzioni vagliate risultano tre:

a) uno sbarramento immediato, al momento dell’immatricolazione;

b) uno sbarramento intermedio, dopo tre anni di università, attraverso un percorso formativo su misura e limitato nei numeri;

c) uno sbarramento alla conclusione degli studi, prima delle scuole di specializzazione.

Il team di studio presso il Ministero della Giustizia potrebbe stendere un testo da presentare sotto forma di emendamento al disegno di legge di riforma dell’ordinamento forense, pur non escludendosi l’ipotesi di un disegno di legge autonomo, da far viaggiare in Parlamento su una corsia preferenziale.

L’auspicio è in ogni caso che la proposta, in qualsivoglia modo si concretizzi, riceva un proficuo contributo anche da parte della categoria interessata e che i tempi del confronto e della redazione del testo non si dilatino più di un periodo ritenuto ragionevole.

Dal canto suo, l’Avvocatura non nasconde una difficoltà nel trovare un punto d’incontro con la squadra di Governo impegnata nel progetto. In particolare, non è tenuto nascosto il timore che un’apertura nei confronti della questione dello sbarramento possa esser letta come l’accettazione di uno scambio, quindi alla stregua di un cedimento sul versante della mobilitazione. A tal proposito, il Presidente dell’OUA, Maurizio de Tilla, ha fatto notare che la disponibilità a trattare sul tema della limitazione all’accesso alla professione non significa allentare la presa su temi caldi, quale ad esempio la chiusura di non pochi Tribunali in tutto il territorio nazionale pianificata in attuazione della spending review. Anche perché la riduzione del numero di avvocati nel panorama forense italiano non è l’unica preoccupazione che affligge la categoria e che merita una concertazione, altri sono i temi che si aggiungono alla necessità di un confronto. Tra questi emergono la questione dei parametri, che per gli avvocati risultano inadeguati, e l’arretrato.

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