Assegno circolare, ottenimento e pagamento del titolo di credito

Assegno circolare, ottenimento e pagamento del titolo di credito

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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In questa sede verrà ricostruito il funzionamento dell’assegno circolare distinguendolo da quello bancario.

In che cosa consiste l’assegno circolare

L’assegno circolare è un titolo di credito che consente all’intestatario di ottenere, dalla banca che lo emette, l’importo indicato sullo stesso.

A pagare è direttamente la banca che si è fatta consegnare l’importo indicato, da chi le ha richiesto l’assegno.

Non c’è il rischio che l’assegno sia scoperto come avviene con l’assegno bancario.

In esso troviamo due soggetti, che sono la banca emittente e il beneficiario.

La banca emittente assume l’obbligo di pagare a vista l’assegno, che può essere presentato per la riscossione presso uno qualsiasi dei suoi sportelli.

Esclusivamente le banche possono emettere assegni circolari, perché dispongono dell’autorizzazione, rilasciata dal comitato interministeriale per il credito e il risparmio.

Il beneficiario è il soggetto al favore del quale deve essere effettuato il pagamento.

Per ottenere l’emissione del titolo un soggetto, denominato richiedente, ne deve fare domanda alla banca compilando un apposito modulo e versando in contanti la somma corrispondente o, se correntista, ordinare un addebitamento di pari importo sul suo conto.

Il rilascio dell’assegno circolare non è subordinato all’esistenza di un rapporto tra banca e richiedente.

La copertura dell’assegno circolare viene costituita al momento dell’emissione, e non può mai essere a vuoto.

Questa caratteristica lo rende sicuro come se fosse denaro contante.

Nella pratica commerciale, si ricorre di frequente all’assegno circolare, nei regolamenti a distanza e nei passaggi di proprietà di beni immobili.

L’assegno circolare deve contenere determinati requisiti essenziali:

la denominazione di assegno circolare inserita nel titolo

la promessa incondizionata della banca emittente di pagare a vista una somma determinata

l’importo indicato sia in cifre sia in lettere

il nome del beneficiario

il luogo e la data di emissione

la firma dell’istituto emittente, nella persona di un suo funzionario

Oltre a questi elementi, ogni assegno circolare presenta un numero attribuito dalla banca emittente,

una riga di cifre, stampata con inchiostro magnetico, la quale lettura, con speciali lettori ottici, consente alla banca di velocizzare le operazioni di contabilizzazione e smistamento degli assegni, un quadro di controllo nel quale figurano cifre destinate ad essere perforate al momento dell’emissione per impedire alterazioni dell’importo del titolo.

L’assegno circolare è costituito da due parti, a matrice e  la figlia.

La matrice è un talloncino che può essere conservato dal richiedente per ricordare gli estremi dell’operazione, contiene l’indicazione dell’importo, del beneficiario e il numero dell’assegno.

La figlia è l’assegno circolare autentico, con il quale la banca emittente promette di pagare a vista al beneficiario.

L’assegno circolare, a differenza dell’assegno bancario, non può mai essere emesso al portatore.

Siccome si tratta i di un titolo all’ordine, può essere trasferito esclusivamente con la girata. L’assegno circolare deve essere presentato per il pagamento presso qualunque sportello della banca emittente entro trenta giorni dalla data di emissione.

La presentazione oltre questo termine non comporta il mancato pagamento del titolo, ma una diminuzione degli strumenti di tutela nei confronti del beneficiario.

Esempio

Tizio deve consegnare diecimila euro a Caio per acquistare l’auto dello stesso.

Caio, ha paura che l’eventuale assegno che gli consegnerà Tizio possa essere “scoperto” e di scoprirlo dopo che gli ha consegnato le chiavi della macchina.

Caio vuole una garanzia in più che, però, non possono essere contanti visto che la legge ne vieta lo scambio per importi molto elevati.

Caio chiede a Tizio un assegno circolare.

Tizio si reca presso la sua banca e chiede l’emissione di un assegno circolare da diecimila euro.

La banca preleva dal conto di Caio, a meno che questi non li voglia dare in contanti, la somma e la custodisce in un deposito.

L’impiegato allo sportello consegna a Tizio l’assegno e lui lo rilascia a Caio, il quale si dovrà recare presso la banca emittente per ottenerne il pagamento, che è sicuro, visto che l’istituto di credito ha in precedenza trattenuto, dal conto di Caio, l’importo relativo.

Da questo si può dedurre che sia impossibile che un assegno circolare sia insoluto per sua stessa natura.

Questa caratteristica ne fa uno strumento di pagamento sicuro e sempre valido.

Il beneficiario deve portare il titolo all’incasso entro e non oltre un periodo di trenta giorni dalla data di emissione dell’assegno circolare.

Una volta trascorso questo termine, molte tutele a favore del beneficiario decadranno, ma il titolo resterà sempre incassabile sino a un massimo di tre anni, dopo risulterà non valido e prescritto.

In che modo incassare un assegno circolare

Prima di stabilire se è possibile un assegno circolare senza conto corrente, si deve comprendere in che modo si incassa.

Il possessore dell’assegno, il nome e cognome del quale sono indicati sul titolo, si deve recare presso qualunque filiale della banca emittente.

Nessun altro, se non l’intestatario dell’assegno, ne può chiedere il pagamento, salvo sia munito di delega notarile.

Il possessore dell’assegno può chiedere alla banca emittente

che l’importo dell’assegno venga accreditato sul suo conto corrente, anche se trattenuto presso un’altra banca, oppure può esigere la somma in contanti.

Incasso di un assegno circolare senza conto corrente

Da quanto scritto in precedenza, si può dedurre che è possibile incassare un assegno circolare senza conto corrente.

Come scritto sopra, l’intestatario può chiedere alla banca il versamento della somma in contanti. Nonostante questo, l’operazione resta tracciabile.

Il passaggio di denaro è avvenuto attraverso un intermediario finanziario, e sarà sempre possibile provare lo scambio dei soldi.

Anche il Fisco potrà accertare il trasferimento del denaro con assegno circolare, nonostante il possessore abbia chiesto allo sportello la somma in contanti.

Non è corretto pensare che l’Agenzia delle Entrate non possa effettuare accertamenti di questo tipo.

Richiesta di un assegno circolare senza conto corrente

A volte ci si chiede se una persona che non sia titolare di un conto corrente possa chiedere alla banca l’emissione di un assegno circolare.

Anche in presenza di simili circostanze, la risposta è affermativa.

L’assegno circolare può essere richiesto a qualunque banca senza che sia necessario aprire prima un conto corrente presso la stessa.

Chiunque fosse interessato all’emissione di un assegno circolare si potrà rivolgere allo sportello della banca o della posta che desidera, esibendo un documento d’identità e il denaro contante.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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