Aliquote Imu, più tempo ai Comuni

Aliquote Imu, più tempo ai Comuni

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Giuseppe Manfredi

Verso il rinvio al 30 settembre del termine per fissare le misure. Intanto scoppia la polemica sull’imposta sugli immobili agricoli

“I comuni molto probabilmente avranno tempo fino al 30 settembre, anziché 30 giugno, per stabilire le aliquote Imu”; lo ha detto Guido Castelli, delegato Anci per la finanza locale, facendo riferimento alle modifiche che il Senato apporterà a partire da oggi al decreto legge sulle semplificazioni fiscali (n. 16 del 2012). Il differimento, frutto di un emendamento dei relatori Azzollini e Baldassarri, che però non è ancora stato votato, “poggia sull’idea di rispettare la data del 16 giugno per le aliquote fissate per legge, 0,4% per la prima casa e 0,76 per la seconda, posticipando invece gli inasprimenti decisi dai comuni”, spiega Castelli. “Giudico positivamente il fatto che i comuni possano aver tempo fino al 30 settembre per stabilire le aliquote Imu, del resto cosi’ facendo il governo ha risposto a una nostra proposta”, commenta il presidente dell’Anci Graziano Delrio, giudicando “questa norma di buon senso perché l’entità del gettito è incerto e quindi è giusto che i sindaci abbiano la possibilità di modificare le aliquote. In questo modo – conclude – si introduce una flessibilità opportuna”.
Intanto scoppia la polemica sull’Imu agricola. Che – nella configurazione che sta assumendo alla luce degli emendamenti al decreto fiscale – non piace agli operatori del settore, anche se “non è detto che non ci possano essere dei miglioramenti nel proseguio del lavoro. C’è ancora uno spazio di manovra e, se il mondo agricolo sarà compatto, troverà nel Parlamento lo stesso interlocutore attento che ha trovato in me”, ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, durante la tavola rotonda su Agricoltura in Rete per la Crescita, del meeting di Confagricoltura, in corso a Taormina.  “Un importante segnale di attenzione da parte del governo, ma non basta”, commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, sottolineando come le misure proposte costituiscano indubbiamente un atto esplicito della buona volontà del governo di garantire maggiore equità al provvedimento. “C’é pero’ ancora molto da fare – ha concluso Mario Guidi – anche perché nella previsione attuale manca tuttora la garanzia di un gettito agricolo certo e definito”. “Giudizio sospeso” per la Coldiretti, anche se il presidente Marini ricorda che era prevista “la reintroduzione delle franchigie”. Dura la Cia: “le proposte non rispondono per nulla alle attese e non sono coerenti con gli impegni assunti dall’esecutivo al tavolo di confronto con le organizzazioni”, e promette mobilitazioni di piazza.
Da ricordare che in base agli emendamenti al dl fiscale, ritorna al 25% l’abbattimento della base imponibile a favore degli imprenditori agricoli professionali e viene incrementato il moltiplicatore (da 130 a 135) applicato ai fini della determinazione della base imponibile Imu dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e imprenditori agricoli.  Per i fabbricati rurali strumentali è previsto il versamento dell’Imu in due rate pari al 30% in acconto e al 70% a saldo, rispettivamente entro giugno e dicembre, e non dunque due rate di uguale importo. E arriva l’esenzione per i fabbricati rurali strumentali nei comuni di montagna, oltre i 1.000 metri di altitudine.

Tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

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