Al primo passaggio parlamentare la legge comunitaria 2010. Prevista la delega per la disciplina dei trust
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Al primo passaggio parlamentare la legge comunitaria 2010. Prevista la delega per la disciplina dei trust

Redazione

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Nella seduta di ieri il Senato ha approvato, con 147 voti favorevoli, 130 astenuti e nessun contrario, la legge comunitaria per il 2010, unitamente alla consueta relazione annuale sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea. Il provvedimento deve ora essere discusso dalla Camera dei Deputati.
La comunitaria in discussione quest’anno è un testo snello rispetto a quelli approvati in passato, dal momento che è formato soltanto da 18 articoli cui si aggiungono i consueti 2 allegati che riportano l’elenco delle direttive cui il Governo deve dare attuazione. Come sempre accade per la legge comunitaria anche quest’anno sono state aggiunte in corso di esame parlamentare numerose direttive non contemplate dall’originario disegno di legge predisposto dal Governo, nonché norme volte a chiudere procedure di infrazioni avviate a carico dell’Italia dalle istituzione europee.
Tra le varie deleghe ricevute dal Governo merita di essere segnalata quella contenuta nell’art. 12 con cui si attribuisce all’esecutivo il compito di adottare decreti legislativi recanti la disciplina speciale del contratto di fiducia (trust), quale contratto con cui il fiduciante trasferisce diritti, beni o somme di denaro specificamente individuati in forma di patrimonio separato ad un fiduciario che li amministra, secondo uno scopo determinato, anche nell’interesse di uno o più beneficiari determinati o determinabili; le nuove norme andranno inserite nel titolo III del libro IV del codice civile.
A tal fine il Parlamento ha indicato i seguenti criteri direttivi di delega cui il Governo deve attenersi:
a) prevedere che il contratto di fiducia venga stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata a pena di nullità;
b) prevedere, quali effetti del contratto di fiducia, la separazione patrimoniale, la surrogazione del fiduciario e l’opponibilità del contratto ai terzi ed ai creditori mediante idonee formalità pubblicitarie riguardanti i diritti ed i beni che costituiscono oggetto della fiducia. In particolare escludere che, qualora il fiduciario sia una persona fisica, i diritti e i beni oggetto del rapporto siano parte della comunione legale tra coniugi, o cadano in successione, nonché prevedere che il denaro facente parte del patrimonio fiduciario sia versato in un deposito nella disponibilità del fiduciario e che in tale ipotesi il contratto di fiducia si perfezioni con il versamento dell’intero importo;
c) dettare una disciplina specifica per:
1) la fiducia a scopo di garanzia, quale contratto con cui si garantiscono crediti determinati o determinabili, con previsione, in quest’ultimo caso, dell’importo massimo garantito. In particolare prevedere:
1.1) che risulti dal contratto, a pena di nullità, il debito garantito e il valore del bene trasferito in garanzia;
1.2) che il contratto possa essere concluso esclusivamente con un fiduciante che agisce per scopi inerenti alla propria attività professionale o imprenditoriale;
1.3) che la fiducia possa essere destinata a garantire debiti diversi da quelli per cui era stata originariamente costituita, qualora l’atto costitutivo preveda tale possibilità e purché si tratti di crediti derivanti da rapporti già costituiti ovvero da costituirsi entro limiti temporali specificamente determinati;
1.4) la nullità di qualunque patto che abbia per oggetto o per effetto di liberare il fiduciario dall’obbligo di corrispondere al beneficiario o, se diversamente previsto dal titolo, al fiduciante, il saldo netto risultante dalla differenza tra il valore dei beni costituenti la garanzia e l’ammontare del debito garantito, all’epoca della escussione della garanzia;
1.5) la disciplina per il caso in cui i beni concessi in garanzia, anche nell’ipotesi di complesso di beni o altri elementi aziendali, siano sostituiti nel corso del rapporto, disponendo in particolare che il valore dei beni sostitutivi non possa essere superiore a quello dei beni sostituiti e che, qualora lo sia, la garanzia non si estenda oltre il valore del bene originario;
2) il contratto di fiducia a scopo assistenziale, prevedendo che il valore dei beni conferiti non possa eccedere i bisogni del beneficiario e facendo salve le disposizioni a tutela dei diritti dei legittimari. Tali disposizioni non si applicano qualora il beneficiario sia una persona disabile;
d) disciplinare i diritti, gli obblighi e i poteri del fiduciario e del fiduciante, o del terzo che sia nominato per far valere gli obblighi del fiduciario;
e) disciplinare l’opponibilità ai terzi aventi causa delle eventuali limitazioni apposte ai poteri del fiduciario e l’obbligo di rendiconto;
f) disciplinare la cessazione del fiduciario dall’incarico, prevedendo la possibilità di sua sostituzione anche da parte del giudice e l’ingresso del nuovo fiduciario nella titolarità dei beni oggetto del rapporto;
g) disciplinare la durata del contratto, la revoca e la rinuncia del fiduciario, nonché la possibilità di nominare da parte del giudice, in caso di urgenza, un fiduciario provvisorio;
h) disciplinare le cause di scioglimento del contratto di fiducia, prevedendo tra di esse l’unanime deliberazione di tutti i beneficiari, purché pienamente capaci di agire;
i) determinare i casi in cui gli effetti del contratto di fiducia possono derivare dalla sentenza del giudice;
l) prevedere che la disciplina della fiducia si applichi anche qualora gli effetti di questa derivino da testamento, salva la disciplina contenuta nell’articolo 627 del codice civile;
m) prevedere che la disciplina della fiducia si applichi anche nell’ipotesi in cui il titolare di beni se ne dichiari fiduciario per il perseguimento di uno scopo nell’interesse di terzi beneficiari;
n) dettare norme di coordinamento e, ove necessario ai fini dell’attuazione della delega, di deroga alla disciplina di tutela dei creditori, alla disciplina sul contratto a favore di terzo, alla disciplina sulla cessione dei crediti futuri ed alla disciplina degli strumenti finanziari;
o) dettare norme di coordinamento e, ove necessario per l’attuazione della delega, di deroga alla disciplina fallimentare, regolando in particolare la possibilità per il curatore fallimentare di concludere il contratto di fiducia al fine di agevolare il riparto dell’attivo tra i creditori;
p) assicurare, in ogni caso, il coordinamento con le norme vigenti in materia di antiriciclaggio, antimafia, conflitto di interessi ed a tutela dell’ordine pubblico;
q) dettare, ove necessario, norme di coordinamento con la disciplina fiscale vigente in materia di trust.

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