Al debutto i Tribunali delle imprese

di Redazione

Anna Costagliola

Il Tribunale delle imprese è stato istituito dall’art. 2, co. 1, lett. a), del D.L. 1/2012 (conv. in L. 27/2012), che ha modificato il D.Lgs. 168/2003, prevedendo la riconversione delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale in sezioni specializzate per il contenzioso in materia di impresa. Non si tratta, pertanto, della creazione di un Tribunale ad hoc, quanto piuttosto della estensione delle competenze proprie delle sezioni specializzate anche alle controversie, soprattutto di natura economico-societaria, che coinvolgono in modo più generale le imprese.

Con l’ istituzione del Tribunale delle imprese viene dunque ampliata la competenza delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale, mediante l’attribuzione a queste ultime anche delle controversie in materia societaria e di quelle aventi ad oggetto contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria. La ratio del legislatore è stata quella di istituire una «giustizia specializzata», articolata e amministrata da organi giudicanti «tecnici» dotati di una specifica preparazione sui temi societari tassativamente individuati.

Le nuove disposizioni sono entrate in vigore a partire dallo scorso 20 settembre, per cui saranno applicabili ai giudizi instaurati successivamente a quella data. La piena operatività delle nuove sezioni specializzate, istituite presso i Tribunali e le Corti d’appello aventi sede nel capoluogo di ogni Regione (ad eccezione di Lombardia e Sicilia, in cui sono previste due sedi, e della Valle D’Aosta, in cui non sono presenti sedi perché la competenza spetta a Torino) varrà a consentire, secondo il legislatore, la concentrazione della trattazione delle controversie presso un numero ridotto di uffici giudiziari con una presumibile riduzione dei tempi di definizione delle cause, che avrà altresì l’effetto di assicurare un incremento della competitività delle imprese sul mercato grazie ad una maggiore celerità nella conclusione dei procedimenti. Certamente, una valutazione preventiva circa l’impatto che avrà la novità introdotta dal decreto liberalizzazioni non è semplice, anche in considerazione della pluralità di competenza che viene assegnata ai nuovi uffici che, in aggiunta alle tradizionali cause su marchi, brevetti e diritto industriale, si vedranno investiti anche di quelle in materia di diritto societario, di contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria. A questo aumento dei carichi di lavoro dovranno fare fronte uffici per i quali le tabelle del Csm sugli organici assegnano un minimo di sei magistrati dedicati. La riforma impone che l’intervento sia a costo zero, nel senso di non prevedere nuove assunzioni, ma di distribuire meglio gli organici a disposizione. Il Csm, da parte sua, ha disposto la pubblicazione di 26 posti vacanti nelle funzioni giudicanti di primo grado, che saranno coperti nei prossimi giorni con la conclusione, al 3 ottobre, delle procedure di interpello. Una volta concluso l’interpello, poi, il Ministro della Giustizia Severino ha impartito pochi giorni fa una direttiva al Dog (Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria) con l’obiettivo di garantire l’anticipato possesso delle funzioni da parte dei magistrati trasferiti. A questo punto, pertanto, toccherà ai responsabili degli uffici garantire la piena operatività dell’iniziativa. Il Ministro auspica una drastica riduzione dei tempi di definizione delle controversie in cui è parte una società, attraverso la creazione di un polo di alta specializzazione in grado di emettere decisioni di qualità.

Una strada, quella della specializzazione, che potrebbe anche essere replicata se si creassero le condizioni per la partenza del Tribunale della famiglia, anche questo più volte annunciato e mai però arrivato al traguardo.

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