Adozioni e affidamenti dei minori: il ministro Orlando indica la strada da seguire

di Redazione

Lunedì si è svolta l’audizione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando innanzi alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Il guardasigilli è intervenuto nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione delle disposizioni legislative in materia di adozioni ed affido.

Adozione e affido dei minori

Innanzitutto, il Ministro riconosce il ruolo centrale delle famiglie «come formazioni sociali all’interno delle quali si struttura e si esplica la personalità dell’individuo». Ed alla sempre maggiore valorizzazione di una cultura, nazionale ed internazionale, che «pone i diritti dei minori al centro di ogni attività, normativa ed organizzativa, che a vario titolo li vede protagonisti».

La piena centralità dell’interesse del minore è stata fonte di ispirazione della riforma della filiazione (l. n. 219/2012), che ha finalmente affermato l’eguaglianza giuridica di tutti figli.

Il progresso deve investire anche il piano processuale ed è per questo motivo che il Governo ha elaborato una «proposta di riforma per l’istituzione di una sezione specializzata per la famiglia cui corrisponda, sul piano processuale, una razionalizzazione dei riti a tutela dei minori, riunendo una materia che, allo stato, individua competenze frammentate tra Tribunale ordinario, Giudice tutelare e Tribunale per i minorenni».

Processo di informatizzazione dei Tribunali

L’art. 40 della l. n. 149/2001 ha previsto l’istituzione presso il Ministero della Giustizia di una Banca dati dedicata ai minori dichiarati adottabili, nonché ai coniugi aspiranti all’adozione.

La Banca dati, per come è disciplinata, è finalizzata alla ricerca del migliore abbinamento possibile per ogni bambino dichiarato adottabile. Consente, infatti, l’individuazione della potenziale famiglia adottiva, comparando disponibilità e caratteristiche di tutte le coppie che hanno presentato la loro domanda sul territorio nazionale. Il suo pieno funzionamento è condizionato dal completamento dell’informatizzazione dei Tribunali per i minorenni attraverso l’installazione del sistema operativo “Sigma” che, a differenza del precedente SICAM, è in grado di alimentare in maniera automatica la Banca dati.
Sostiene Orlando, che «questo traguardo è stato raggiunto, almeno per 25 dei 29 Tribunali per i minorenni, e che il processo di informatizzazione sarà completato entro il prossimo 30 settembre 2016».

Il diritto alla ricostruzione delle origini

È in discussione in Parlamento il disegno di legge (C 784) avente ad oggetto “Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità”. È necessario individuare un punto di equilibrio tra i due interessi coinvolti, entrambi grandemente meritevoli di tutela: il diritto del figlio a conoscere le proprie origini; il diritto della madre a mantenere l’anonimato.

Dati statistici sulle adozioni

Una verifica condotta presso tutti i Tribunali per i minorenni evidenzia che in tutta Italia sono circa 300 i minori che, benché dichiarati adottabili, non sono stati adottati.
Infine, anche le adozioni internazionali registrano, allo stato, una flessione.

La situazione attuale, osserva Orlando, presenta diverse criticità, che hanno contribuito a creare un clima di crescente sfiducia verso l’istituto dell’adozione, soprattutto internazionale. E ancora «l’analisi dei dati impone, dunque, una ponderata riflessione sulle ragioni della diminuzione di bambini adottati e di disponibilità da parte delle coppie, al fine di intervenire per mantenere alta la cultura di accoglienza nel nostro Paese, continuando ad offrire una famiglia ai bambini in stato di abbandono e un figlio alle coppie italiane desiderose di accoglierlo».

In conclusione, il Ministro ha affermato che «una buona normativa sulle adozioni è alla base di ogni società civile poiché il disagio giovanile, che affonda troppo spesso le radici in contesti familiari disgregati o poco accoglienti, ha riflessi di insospettata gravità ponendosi come principale fattore di rischio di devianza penale».

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