Accessibilità dei risultati della ricerca scientifica finanziata con soldi pubblici. Una proposta di soluzione

Accessibilità dei risultati della ricerca scientifica finanziata con soldi pubblici. Una proposta di soluzione

di Quadrelli Marco

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Il tema è quello concernente l’ottenere un facile accesso del pubblico ai risultati della ricerca scientifica finanziata dalla comunità europea, perché l’ampia diffusione i risultati scientifici aumenterà l’innovazione e promuovere la crescita economica.

La Raccomandazione della Commissione CE del 17 luglio 2012 (http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/ LexUriServ.do?uri=OJ:L:2012:194:0039:0043:IT:PDF) all’informazione scientifica e sulla sua conservazione abbia la sua valenza, debba essere letta in combinato disposto con il parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Verso un accesso migliore alle informazioni scientifiche: aumentare i benefici dell’investimento pubblico nella ricerca» (http://eur-lex.europa.eu/ LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2013:076:0048:0053: IT:PDF).

Questa è la base di partenza.

Il grimaldello che ci serve, si trova nel regime della fruibilità dei dati della pubblica amministrazione e – se non basta – il fatto che le ricerche scientifiche finanziate dalla Comunità o comunque con i soldi pubbici, sono atti amministrativi, in quanto finiscono nei cv et studiorum di chi ne è l’autore, anche e sopratutto ai fini concursuali.

Seguitemi nel ragionamento.

Il D.p.r. 455/2000 pone l’accesso ai documenti/informa-zioni del sistema relative a informazioni relative alla gestione dei documenti, mediante espressioni a mezzo di operatori logici (art. 58 ) può essere sia esterno (art.59) che interno, ed effettuato dalle p.a. (art.60).

Questo è stata dapprima definito dall’Aipa [Aipa, Glossario, in I Quaderni,8/2002, suppl. al 2/2002 di Informazioni, dedicato a I dati pubblici; linee guida per l’accesso, la comunicazione e la diffusione, 27] e in seguito dal Codice dell’Amministrazione Digitale.

Che definisce la fruibilità di un dato come la possibilità di utilizzarlo anche trasferendolo nei sistemi informativi automatizzati di un’altra amministrazione [Art.1 co.1 lett. t) D.Lgs. 82/2005 ed art.43 D.p.r. 445/2000 (T.U.d.a.), ovvero l’accesso interamministrativo telematico. Il riferimento alla sola fruibilità dei dati, anche trasferendolo nei sistemi informativi automatizzati di un’altra amministrazione, è dato dall’art.1 co.2 lett. t) Cad.], inquadrandolo nell’interoperabilità dei sistemi informatici e dei flussi informativi per la circolazione, lo scambio dei dati e per l’accesso ai servizi erogati in rete dalle amministrazioni medesime [Art.14 co.1 D.Lgs. 82/2005], anche mediante accordi tra i vari enti pubblici (accesso intreramministrativo), con autorizzazione all’accesso presupponente atti idonei a concretizzare il principio di comunicazione interna al sistema amministrativo [D.Lgs. 165/2001. Quanto all’interscambiabilità dei documenti: art.3 Delibera Aipa, 23.11.2000 n°51].

Sorge quindi un obbligo di raccordo con le misure organizzative volte ad assicurare il diritto di accesso ai documenti amministrativi e alla disponibilità dei dati. Misure che sono da identificare con gli strumenti amministrativi posti in essere dalle amministrazioni per consentire l’effettivo esercizio del diritto da parte dei soggetti legittimati, a partire dagli Urp.

Il principio di disponibilità dei dati pubblici [Art.2 co.1 D.Lgs. 82/2005, declinato dall’art.50 co.1] volge alla possibilità di accedere ai dati senza restrizioni non riconducibili ad esplicite norme di legge [Art. 1 lett. o) D.Lgs. 82/2005] relativi ai dati di cui è titolare in modalità digitale [Art. 2 co.1 D.Lgs. 82/2005] a privati e ad altre amministarazioni, con il limite generale del bilanciamento dell’accessibilità con quello della riservatezza [Regolamenti di attuazione dell’art.24 co.4 l.241/1990. Tale norma impone alle singole amministrazioni l’obbligo di individuare con regolamento le categorie di documenti da esse formati o rientranti nelle loro disponibilità, sottratti all’accesso per le esigenze di cui alla norma in commento. In caso di mancato esercizio del potere regolamentare, tutti i documenti sono accessibili, salvo i casi previsti da leggi diverse dalla legge predetta.

L’ art. 10 co.3 del regolamento emanato con D.p.r. 27.6.1992 n. 352 ha istituito la commissione per l’accesso e con essa i regolamenti concernenti la disciplina del diritto di accesso, prevedendo che quelli adottati dagli enti locali debbano essere trasmessi a tale commissione tramite i Prefetti. Se l’ente locale non vi provvede, è prevista la nomina di un Commissario per la loro adozione. La commissione ha elaborato le linee guida in materia: n. Di.C.A 5840- II/4.5.2.1. del 3.6.1999] .

La fruibilità di un dato documento concerne l’accesso non solo a tale documento ma pure il fascicolo, che nella p.a. digitale equivale a quello informatico.

Il fascicolo informatico è dunque posto come mera esigenza strumentale, al pari del fascicolo cartaceo [Art.41 co.2 Cad] , mirando solo all’efficienza di sistema di consultazione (attraverso il sistema pubblico di connettività, art. 73 Cad) tra varie amministrazioni, sia che siano coinvolte o meno nel procedimento amministrativo [Art. 2-bis e art 58 co.2 Cad, per cui al fine di agevolare l’acquisizione d’ufficio e il controllo sulle dichiarazioni sostitutive riguardanti informazioni e dati relativi a stati, qualità personali e fatti di cui agli artt. 46 e 47 D.p.r. 28.12.2000 n°444, le amministrazioni titolari di banche dati accessibili per via telematica, sulla base delle linee guida, predispongono convenzioni aperte all’adesione di altre p.a. interessate, volte a disciplinare le modalità di accesso ai dati, senza oneri a carico delle amministrazioni procedenti, valevole anche come autorizzazione ex art. 43 co.2 D.p.r. 28.12.2000 n°444] , potendo operare controlli simultanei sullo stesso data base [Art.4 D.p.c.m. 20.2.2007].

L’acquisizione dei dati da parte di altre amministrazioni che partecipano al procedimento amministrativo elettronico, può avvenire anche mediante conferenze di servizi, dove i pareri e le valutazioni acquisite per via telematica, sono inseriti nel fascicolo informatico.

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