Master in proprietà intellettuale: come gestire il valore immateriale – La recensione della settimana

Scopri il Master in proprietà intellettuale dedicato alla gestione degli asset immateriali: contratti, software, piattaforme digitali, intelligenza artificiale, prova e contenzioso.

Recensioni 08/07/26
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Creatività, software, banche dati, contenuti online, algoritmi e intelligenza artificiale rappresentano oggi una parte sempre più rilevante del valore di imprese e attività professionali. Proteggere questi asset, tuttavia, non significa soltanto registrare un marchio, depositare un brevetto o rivendicare un diritto d’autore.
Il Master in proprietà intellettuale – Come gestire il valore immateriale. Creatività, innovazione e diritti nel mercato contemporaneo propone un percorso formativo orientato alla pratica, pensato per comprendere come i diritti di proprietà intellettuale nascano, circolino e possano essere valorizzati o compromessi nei rapporti contrattuali e nelle dinamiche del mercato digitale.
Articolato in quattro incontri, il Master supera la tradizionale divisione tra marchi, brevetti e copyright per offrire una lettura trasversale della proprietà intellettuale, con particolare attenzione ai problemi che emergono prima del contenzioso.

Indice

1. Cosa troverai in “ Master in proprietà intellettuale – Come gestire il valore immateriale”?


Il percorso parte da una domanda fondamentale: che cosa stiamo realmente proteggendo?
Il primo incontro analizza la proprietà intellettuale come infrastruttura del valore d’impresa. Marchi, brevetti, diritto d’autore e design vengono esaminati non solo come strumenti giuridici di tutela, ma anche come elementi di posizionamento commerciale e di sfruttamento economico.
Particolare attenzione è dedicata alla titolarità dei diritti, alla creatività commissionata e agli asset sviluppati all’interno delle imprese, come software, banche dati e database.
Il secondo incontro si concentra sui contratti che regolano la circolazione del valore immateriale. Vengono approfondite le differenze tra licenza e cessione, le operazioni di co-branding, la gestione del know-how, dei segreti aziendali e dei modelli SaaS. L’obiettivo è comprendere come una clausola contrattuale possa consolidare il controllo su un asset oppure determinare, al contrario, una progressiva perdita di valore.
Il terzo incontro affronta il rapporto tra proprietà intellettuale, piattaforme digitali e intelligenza artificiale. Si parlerà di contenuti online, design delle interfacce, algoritmi, modelli di AI, creatività generativa e paternità delle opere.
L’ultimo modulo è dedicato alla fase patologica: prova della titolarità, diffide, negoziazione, tutela d’urgenza, giudizio e quantificazione del danno derivante dalla perdita di valore dell’asset immateriale.

2. Punti di forza


Il principale punto di forza del Master è il suo approccio trasversale e operativo. Il programma non affronta le singole discipline come compartimenti separati, ma mostra come i diversi diritti interagiscano all’interno di progetti, contratti e strategie imprenditoriali.
Un ulteriore elemento distintivo è l’attenzione riservata alla fase precedente alla violazione formale. Molti conflitti, infatti, nascono da una titolarità non chiaramente definita, da accordi incompleti o da modalità di utilizzo formalmente lecite che finiscono per svuotare economicamente il diritto.
Il ricorso a casi reali, prassi contrattuali ed errori ricorrenti rende il percorso particolarmente utile per chi deve prendere decisioni operative e non vuole limitarsi a una conoscenza puramente teorica delle norme.

3. Perché seguire questo master?


Seguire il Master significa acquisire strumenti per riconoscere il valore immateriale prima che venga disperso o contestato.
Il percorso consente di comprendere quali diritti siano effettivamente coinvolti in un progetto, chi ne sia titolare, come possano essere trasferiti e quali clausole siano necessarie per disciplinarne lo sfruttamento.
Le competenze sviluppate possono essere utilizzate nella redazione e nella negoziazione dei contratti, nella valutazione dei rischi, nell’organizzazione dei processi aziendali e nella gestione di eventuali controversie.
Il Master risulta particolarmente attuale anche per lo spazio dedicato all’intelligenza artificiale generativa, che pone questioni nuove in materia di paternità, utilizzo dei contenuti, controllo degli output e sostenibilità economica dei modelli creativi.

4. Chi dovrebbe seguirlo?


Il Master in proprietà intellettuale – Come gestire il valore immateriale. Creatività, innovazione e diritti nel mercato contemporaneo è rivolto innanzitutto ad avvocati e consulenti legali che vogliono approfondire la proprietà intellettuale con un approccio concreto e orientato al mercato.
Può essere utile anche a imprenditori, manager, responsabili legali, professionisti della comunicazione, sviluppatori, designer, creativi e operatori delle piattaforme digitali.
È indicato, in generale, per chiunque gestisca software, contenuti, marchi, progetti innovativi o database e desideri comprendere come trasformare la proprietà intellettuale in una leva contrattuale, negoziale e competitiva, evitando che il valore prodotto venga perso per carenze organizzative o accordi inadeguati.

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