La sentenza del TAR Marche n. 758/2026 riaccende il dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei procedimenti decisionali pubblici: tra opportunità di efficienza e necessità di controllo umano, emerge la centralità della “riserva di umanità”. In merito, abbiamo pubblicato il volume Intelligenza artificiale generativa per professionisti – Dal legal prompting al workflow: metodo, tecniche e strumenti, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, e il corso Master in Compliance Management – Come realizzare un sistema di governance integrato – II edizione.
Indice
- 1. L’AI entra negli uffici pubblici
- 2. Principio della “riserva di umanità”
- 3. Automazione, bensì senza automatismi
- 4. I rischi tra superficialità, errori e opacità
- 5. Opportunità: efficienza e supporto decisionale
- 6. Verso un equilibrio tra tecnologia e responsabilità
- Formazione per professionisti
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1. L’AI entra negli uffici pubblici
L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura, ma è già entrata nei processi decisionali della pubblica amministrazione. Lo dimostra la vicenda analizzata nella sentenza n. 758 del Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, pubblicata il I° giugno 2026. Nel contenzioso, una società esclusa da una gara pubblica ha sollevato un’accusa particolarmente significativa: secondo la ricorrente, la relazione tecnica alla base della decisione sarebbe stata redatta con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale, senza adeguato controllo umano. Questo episodio evidenzia un passaggio cruciale del nostro tempo: l’AI non è soltanto uno strumento tecnologico, bensì un elemento che sta modificando profondamente il rapporto tra amministrazione, diritto e cittadini. In merito, abbiamo pubblicato il volume Intelligenza artificiale generativa per professionisti – Dal legal prompting al workflow: metodo, tecniche e strumenti, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
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2. Principio della “riserva di umanità”
Al centro della discussione emerge un concetto destinato a diventare fondamentale nel dibattito giuridico: la cosiddetta “riserva di umanità”. Secondo questo principio, le decisioni amministrative non possono essere completamente delegate a sistemi automatizzati, soprattutto quando implicano valutazioni complesse o discrezionali. La giurisprudenza, già a partire dal 2019, ha stabilito che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale risulta legittimo solo se l’amministrazione conserva un controllo effettivo sulla decisione finale. Il TAR, nel caso in esame, ha ribadito che l’AI può supportare il processo decisionale, ma non sostituirsi completamente al giudizio umano. Questo principio si collega anche a valori costituzionali fondamentali quali imparzialità, trasparenza e diritto alla difesa.
3. Automazione, bensì senza automatismi
Un passaggio cruciale della sentenza afferisce alla distinzione tra utilizzo dell’AI come supporto e decisioni completamente automatizzate. Il tribunale chiarisce che una decisione automatizzata si verifica solo quando l’intero processo, dall’analisi dei dati alla determinazione finale, avviene senza intervento umano. Nel caso specifico i giudici hanno escluso che ciò sia accaduto. Anche ammettendo l’impiego di strumenti di intelligenza artificiale, questi sarebbero stati utilizzati solo per supportare la redazione di alcune parti della motivazione, mentre la decisione finale resta attribuita al dirigente responsabile. Questa distinzione risulta cruciale: non è l’utilizzo dell’AI in sé a essere problematico, ma la possibile perdita di controllo da parte dell’essere umano.
4. I rischi tra superficialità, errori e opacità
La vicenda mette sotto la lente anche i rischi concreti legati all’utilizzo non trasparente dell’intelligenza artificiale. Tra le contestazioni della società ricorrente figurano riferimenti giurisprudenziali inesatti o inconferenti, elementi che potrebbero derivare da un utilizzo non verificato di sistemi automatici. Ciò fa emergere un tema delicato: l’AI può accelerare la produzione di documenti e analisi, bensì può anche introdurre errori, distorsioni o standardizzazioni eccessive. Senza adeguata verifica umana il rischio è quello di decisioni superficiali, con potenziali conseguenze legali e reputazionali. La trasparenza diventa, pertanto, un requisito essenziale: i cittadini devono poter comprendere come e perché una decisione è stata presa, anche quando entra in gioco una tecnologia avanzata.
5. Opportunità: efficienza e supporto decisionale
Malgrado i rischi, il pronunciamento riconosce implicitamente il valore dell’intelligenza artificiale quale strumento di supporto. L’utilizzo dell’AI per la ricerca giurisprudenziale ovvero per l’organizzazione delle informazioni viene paragonato a una versione maggiormente evoluta delle tradizionali attività di consultazione di manuali e banche dati. In quest’ottica, l’intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore di efficienza: consente di analizzare enormi quantità di dati, individuare precedenti rilevanti e supportare il lavoro dei funzionari pubblici. Il punto non è quindi se usare o meno l’AI, bensì come integrarla in modo responsabile nei processi decisionali.
6. Verso un equilibrio tra tecnologia e responsabilità
La vicenda esaminata dal TAR Marche offre uno spunto più esteso: siamo di fronte a una fase di transizione in cui il diritto e la tecnologia devono trovare un equilibrio. Da un lato l’AI promette maggiore rapidità, efficienza e capacità analitica, mentre dall’altro richiede nuove garanzie: controllo umano, trasparenza, responsabilità e verificabilità. La “riserva di umanità” non è, quindi, un limite all’innovazione, bensì un principio guida per orientarla. Il messaggio che emerge appare chiaro: l’intelligenza artificiale può diventare un alleato potente della pubblica amministrazione, ma solamente se rimane uno strumento al servizio dell’uomo, e non il suo sostituto.
Formazione per professionisti
Master in Compliance Management
Il Master in Compliance Management è un percorso di formazione specialistica della durata di 27 ore, pensato per offrire una visione chiara, aggiornata e completa delle principali aree della compliance aziendale. Il focus è sugli strumenti, gli obblighi e le responsabilità che imprese e professionisti devono conoscere e applicare per garantire la conformità e l’efficacia dei modelli organizzativi.
Grazie all’esperienza dei docenti e all’analisi di casi concreti, il Master si distingue per un taglio pratico e operativo che consentirà ai partecipanti di acquisire competenze e strumenti utili per gestire la compliance integrata in diversi contesti aziendali.
Il programma copre i principali ambiti della compliance: dalla governance aziendale alla responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001), dalla protezione dei dati personali e privacy alla gestione delle segnalazioni whistleblowing, dalla sostenibilità ESG e i nuovi obblighi europei e italiani alla regolamentazione sull’intelligenza artificiale (AI Act, Legge 132/2025 e successive attuazioni), fino alla cybersecurity (NIS 2) e alla gestione integrata del rischio.
Obiettivi formativi
Al termine del Master, i partecipanti saranno in grado di:
• Analizzare e impostare un sistema di compliance integrata efficace
• Conoscere i ruoli e le responsabilità previsti in materia di privacy e protezione dati
• Redigere o aggiornare un Modello Organizzativo 231/2001
• Identificare gli impatti etici, legali e organizzativi dell’AI Act e Legge 132/2025 per un uso conforme dell’AI
• Applicare e integrare i nuovi obblighi ESG (CSRD, CSDDD, ESRS) nei processi aziendali
• Gestire segnalazioni whistleblowing nel rispetto di tutele e privacy
• Valutare le implicazioni operative di regolamenti e direttive UE in materia di cybersicurezza (NIS 2)
• Applicare metodi di valutazione del rischio in chiave integrata e risk-based
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