Esame avvocato 2026-27, arriva il decreto legge: due scritti e orale unico

Approvato il decreto legge sull’esame avvocato 2026: due prove scritte, orale unico e codici annotati. Il commento di AIGA.

Redazione 05/06/26
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge recante misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024. Tra le disposizioni di maggiore interesse per l’avvocatura rientra la nuova disciplina dell’esame di Stato per l’accesso alla professione forense, destinata a incidere già sulla prossima sessione successiva all’entrata in vigore del decreto.
Il provvedimento pone fine alla fase di incertezza apertasi dopo la mancata proroga, nel decreto Milleproroghe, delle modalità transitorie dell’esame, che negli ultimi anni avevano previsto un modello semplificato rispetto all’impianto ordinario della legge professionale. Per migliaia di praticanti avvocati, in attesa di conoscere con certezza struttura e contenuti della sessione 2026, il decreto rappresenta dunque un passaggio decisivo.
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Indice

1. Due scritti e un orale: il nuovo assetto dell’esame


Il decreto interviene sulla struttura dell’esame di abilitazione, prevedendo un’unica sessione annuale articolata in due prove scritte e in una prova orale. Le prove scritte si svolgeranno in presenza e con il solo ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza.
La scelta conferma l’impostazione che negli ultimi mesi era stata al centro del confronto tra Governo, Ministero della Giustizia, Consiglio Nazionale Forense e associazioni rappresentative della giovane avvocatura. Il modello supera sia il ritorno integrale alla disciplina ordinaria previgente, ritenuto da molti non più coerente con l’evoluzione della formazione forense, sia la prosecuzione indefinita delle soluzioni emergenziali adottate negli anni precedenti.
Il decreto definisce inoltre l’oggetto delle prove, i criteri di valutazione, le modalità di ammissione all’orale, la composizione delle commissioni e delle sottocommissioni d’esame. Si tratta di profili essenziali, perché incidono direttamente sulla prevedibilità del percorso e sulla possibilità, per i candidati, di organizzare la preparazione con parametri finalmente stabili. Per la preparazione dell’Esame Avvocato 2025/2026, ti rimandiamo al nostro articolo con tutti i consigli, Esame avvocato 2025-2026: tutti i consigli per la preparazione, che presenta i nuovi volumi. Per la preparazione dell’Esame Avvocato 2025/2026, scopri i volumi della collana edita da Maggioli a cura di Marco Zincani, soprattutto Prova Orale – Casi Pratici di Diritto Penale – 50 Casi risolti, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, e Prova orale – Casi pratici di Diritto Civile – 50 Casi risolti, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

2. Dalla fase transitoria a una disciplina stabile


La questione dell’esame forense 2026 era divenuta particolarmente sensibile dopo l’esclusione, nel Milleproroghe, della conferma delle modalità transitorie. Tale mancata proroga aveva alimentato il timore di un ritorno automatico al sistema delineato dalla legge n. 247/2012, con conseguente discontinuità rispetto all’esperienza più recente.
Già nei mesi scorsi, tuttavia, erano emersi segnali di apertura da parte del Governo. Il tavolo di confronto presso il Ministero della Giustizia aveva indicato come possibile soluzione un modello fondato su due elaborati scritti e su una prova orale unica, in linea con le prospettive contenute nel disegno di legge di riforma dell’ordinamento forense.
L’approvazione del decreto-legge consente ora di anticipare, almeno per la parte relativa all’accesso alla professione, una disciplina che mira a combinare selettività, sostenibilità e certezza normativa. Il ricorso allo strumento d’urgenza appare giustificato proprio dall’esigenza di evitare che la prossima sessione si apra senza un quadro regolatorio definito.

3. Il commento di AIGA: “risultato atteso e necessario”


L’Associazione Italiana Giovani Avvocati ha espresso soddisfazione per l’approvazione del decreto, definendolo un risultato atteso e necessario per migliaia di praticanti. AIGA rivendica il lavoro svolto nel dialogo istituzionale con Ministero della Giustizia e Consiglio Nazionale Forense, dopo la fase di incertezza determinata dalla mancata proroga delle modalità transitorie.
Secondo il Presidente nazionale Luigi Bartolomeo Terzo, i praticanti “meritavano risposte chiare e in tempi certi”. La soluzione approvata viene letta dall’associazione come un punto di equilibrio: accessibile per i candidati, coerente con le esigenze di chi si prepara all’ingresso nella professione e idonea a restituire serenità a un percorso formativo spesso segnato da modifiche e interventi temporanei.
Il giudizio positivo di AIGA si inserisce in una più ampia richiesta di riforma organica dell’accesso alla professione forense. Il decreto-legge, infatti, non esaurisce il tema della revisione dell’ordinamento professionale, ma rappresenta un primo passaggio concreto in direzione di un sistema più stabile.

4. Cosa cambia per i candidati alla sessione 2026


Per i praticanti avvocati, la novità principale è la possibilità di impostare la preparazione su una struttura definita: due prove scritte, da svolgere in presenza con codici annotati, e una successiva prova orale. Resta centrale, quindi, la capacità di argomentare in forma tecnica, utilizzare correttamente le fonti giurisprudenziali e tradurre le conoscenze teoriche in soluzioni giuridiche applicabili.
La prova orale, nella prospettiva delineata dal nuovo assetto, non dovrebbe essere considerata un momento meramente ripetitivo, ma una fase di verifica complessiva della maturità professionale del candidato. La discussione degli elaborati, la soluzione di casi pratici e le domande sulle materie sostanziali, processuali e ordinamentali confermano l’esigenza di una preparazione equilibrata tra metodo, tecnica redazionale e conoscenza sistematica.
L’approvazione del decreto segna dunque il passaggio dalla provvisorietà alla programmazione. Per i candidati non significa soltanto conoscere il numero delle prove, ma poter finalmente calibrare tempi, materiali e metodo di studio su regole certe. Per l’avvocatura, invece, il provvedimento costituisce un banco di prova: l’obiettivo resta costruire un esame selettivo, ma non irragionevolmente gravoso, capace di valutare competenze effettivamente spendibili nell’esercizio della professione.

5. FAQ sull’esame avvocato 2026

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