Contenzioso civile: come ridurre tempi e costi con la mediazione e la clausola Multistep

Mediazione e clausola Multistep aiutano gli avvocati a ridurre tempi, costi e rischi del contenzioso civile, offrendo soluzioni ADR efficaci.

Redazione 24/04/26
Scarica PDF Stampa

Mediazione e clausola Multistep aiutano gli avvocati a ridurre tempi, costi e rischi del contenzioso civile, offrendo soluzioni ADR efficaci.

Indice

1. Il contenzioso civile ordinario: un rischio calcolato male


Il ricorso alla giustizia ordinaria rappresenta, nella prassi professionale quotidiana, una scelta spesso sottovalutata nei suoi costi reali. 
tempi medi di definizione di una causa civile in Italia — che nei tribunali di primo grado oscillano ancora tra i tre e i cinque anni — si traducono per le parti in esborsi significativi: spese legali, oneri fiscali, perizie tecniche, oltre al costo opportunità derivante dall’immobilizzazione delle risorse imprenditoriali o personali coinvolte nella lite. 
Per l’avvocato chiamato a tutelare gli interessi del cliente, anticipare e gestire questo rischio è oggi parte integrante di una consulenza giuridica di qualità. 
Gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) — e in particolare la mediazione civile e commerciale — offrono percorsi definiti, certi nei costi e potenzialmente risolutivi in tempi incomparabilmente più brevi rispetto all’iter giudiziale.

2. La mediazione obbligatoria: condizione di procedibilità e opportunità professionale


Con il D.lgs. 28/2010, come profondamente riformato dalla Riforma Cartabia (D.lgs. 149/2022) e dal successivo Correttivo (D.lgs. 216/2024, in vigore dal 25 gennaio 2025), il legislatore ha ulteriormente consolidato la mediazione obbligatoria quale condizione di procedibilità per un elenco significativamente ampliato di materie: dal condominio alle successioni ereditarie, dalle locazioni ai contratti bancari e assicurativi, fino alle controversie in materia di franchising, subfornitura, associazione in partecipazione e società di persone. 
L’omissione del tentativo obbligatorio comporta l’improcedibilità della domanda giudiziale, rilevabile d’ufficio o su eccezione di parte entro la prima udienza. 
In questo scenario normativo, affidarsi a un organismo qualificato e strutturato diventa una scelta strategica: Primavera Forense, con sede a Roma e iscritto al Registro degli Organismi di Mediazione del Ministero della Giustizia, offre ai professionisti legali un interlocutore esperto e procedure conformi al quadro normativo vigente, garantendo sessioni sia in presenza sia da remoto secondo le modalità telematiche previste dal Correttivo.

3. Vantaggi pratici per i professionisti legali


Il ricorso agli strumenti ADR comporta per il professionista legale una serie di vantaggi pratici, che incidono direttamente sull’efficienza della gestione del contenzioso e sulla qualità della consulenza offerta al cliente.
In primo luogo, la possibilità di risolvere le controversie in via stragiudiziale consente in molti casi di ridurre il ricorso al giudizio ordinario, con conseguente abbattimento dei tempi medi di definizione delle pratiche. Ciò si traduce in una gestione più razionale del carico di lavoro dello studio e in una maggiore prevedibilità delle attività.
In secondo luogo, il ricorso alla mediazione garantisce una maggiore prevedibilità dei costi, elemento che facilita sensibilmente la gestione del rapporto con il cliente. In particolare, la definizione anticipata del percorso procedurale permette di contenere il rischio economico legato all’alea del giudizio, favorendo soluzioni più sostenibili e rapide. A ciò si aggiungono le agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente in materia di mediazione.
Altro aspetto rilevante è quello reputazionale. L’avvocato che integra stabilmente strumenti ADR nella propria attività si posiziona come un professionista orientato alla soluzione del conflitto, rafforzando il rapporto fiduciario con i suoi assistiti. In questo contesto, affidarsi a organismi qualificati e strutturati rappresenta un supporto operativo strategico, in grado di garantire continuità procedurale e coerenza applicativa.

4. La clausola Multistep: uno strumento preventivo per i contratti


La clausola Multistep, espressione dell’autonomia contrattuale ex art. 1322 c.c., si inserisce nel quadro degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, trovando un punto di raccordo con la disciplina del D.lgs. 4 marzo 2010, n. 28.
È una delle più efficaci tecniche di prevenzione del contenzioso: imponendo un percorso progressivo di risoluzione, articolato in mediazione civile e, infine, arbitrato, mira a favorire una soluzione concordata della lite, in modo da evitare l’accesso al giudizio ordinario.
La sua funzione è trasformare la gestione del conflitto in un procedimento regolato ex ante, eliminando l’imprevedibilità del contenzioso. Se correttamente formulata come condizione di procedibilità, la clausola vincola le parti a tentare la composizione graduale della controversia, valorizzando il dialogo e riducendo il rischio di escalation conflittuale. Essa si configura dunque come uno strumento di governance preventiva del rischio legale, essenziale per garantire la continuità dei rapporti commerciali complessi.

5. Strumenti per gli avvocati: il contratto di conferimento incarico con la clausola Multistep


Uno degli ambiti in cui la clausola multistep esprime il massimo della propria utilità pratica è proprio il rapporto tra avvocato e cliente.
Il contratto di conferimento di incarico professionale — atto fondante del mandato difensivo, disciplinato dalla L. 247/2012 e dal D.M. 55/2014 — è frequentemente al centro di contestazioni relative al pagamento dei compensi o all’esecuzione della prestazione.
Inserire in tale contratto una clausola multistep significa dotare il professionista legale di uno strumento di tutela attivo fin dalla nascita del rapporto, non soltanto in sede di contenzioso già instaurato.
Il meccanismo è strutturato e si articola in due fasi sequenziali e predeterminate. 

  • Prima fase — Mediazione civile: al sorgere di una controversia, la parte interessata deposita l’istanza presso l’organismo di mediazione designato nella clausola; il primo incontro si tiene entro max 40 giorni e, in caso di accordo, il verbale sottoscritto ha valore di titolo esecutivo ai sensi dell’art. 12 del D.lgs. 28/2010, consentendo al professionista di procedere direttamente al recupero del credito senza passare dal giudice ordinario. 
  • Seconda fase — Arbitrato: qualora la mediazione non sortisca esito positivo o la controparte non aderisca, si attiva subito dopo la procedura arbitrale presso la camera arbitrale dell’organismo, con definizione della controversia entro un termine certo — mediamente da 2 a 6 mesi dall’incipit della procedura complessiva.

I vantaggi per lo studio legale sono molteplici e di ordine sia econoico sia reputazionale:

  • Prevenzione del contenzioso giudiziale con il proprio cliente, evitando la situazione paradossale — e dannosa per l’immagine professionale — dell’avvocato che cita in giudizio il proprio assistito per il recupero degli onorari
  • Certezza dei tempi: la procedura multistep si completa in una frazione del tempo rispetto a un ordinario giudizio civile di primo grado
  • Efficacia esecutiva immediata dell’accordo in mediazione, senza necessità di omologa giudiziale nei casi previsti dalla legge
  • Differenziazione professionale: proporre un mandato professionale già strutturato con meccanismi ADR trasmette al cliente un segnale di maturità e modernità nella gestione dello studio
  • Riduzione dei costi, tanto per il professionista quanto per il cliente, rispetto all’iter giudiziale ordinario

Per i professionisti che assistono altri professionisti— commercialisti, ingegneri, consulenti del lavoro — o aziende la clausola multistep può essere replicata in qualunque contratto, rendendola uno strumento trasversale di consulenza contrattuale ad alto valore aggiunto.

6. Come scegliere l’organismo di mediazione giusto


La scelta dell’organismo di mediazione costituisce un passaggio fondamentale per l’efficacia dell’intero procedimento ADR.
Un primo criterio fondamentale è rappresentato dall’iscrizione al Registro degli Organismi di Mediazione presso il Ministerodella Giustizia, requisito indispensabile, ma non sufficiente. È infatti opportuno valutare anche la specializzazione dell’organismo nelle materie oggetto di maggiore contenzioso, la qualità e l’esperienza dei mediatori.
Rilevante è inoltre la struttura organizzativa: tempi di fissazione del primo incontro, disponibilità di sedi sul territorio e supporto operativo ai professionisti legali possono incidere in modo significativo sulla rapidità del procedimento. Anche la trasparenza del sistema dei costi e la chiarezza delle regole procedurali rappresentano elementi determinanti nella scelta.
In questo quadro, alcuni organismi di mediazione si distinguono per un approccio integrato e orientato all’efficienza, offrendo un modello procedurale strutturato che facilita l’attività degli avvocati e garantisce continuità tra mediazione e strumenti successivi di risoluzione della controversia.

7. L’arbitrato amministrato, una vera soluzione definitiva alle controversie


Quando la mediazione non produce un accordo, il percorso non si interrompe davanti all’aula di un tribunale, ma procede con l’arbitrato amministrato.
Quest’ultimo rappresenta la risposta più efficiente e tecnicamente rigorosa per chi necessita di una decisione vincolante, rapida e definitiva su una controversia civile o commerciale.
A differenza dell’arbitrato ad hoc — in cui le parti devono provvedere autonomamente alla nomina degli arbitri, alla definizione delle regole procedurali e alla gestione logistica del procedimento — nell’arbitrato amministrato è l’organismo istituzionale a farsi carico dell’intera gestione procedurale: dalla nomina degli arbitri al rispetto dei termini, dall’organizzazione delle udienze alla custodia degli atti, fino alla verifica formale del lodo.
Questo modello garantisce standard di indipendenza, imparzialità e competenza tecnica che difficilmente possono essere assicurati in un arbitrato improvvisato, e che invece l’organismo presidia attraverso la propria lista di arbitri qualificati, il proprio regolamento interno e la propria struttura amministrativa dedicata.
Il lodo arbitrale rituale, emesso al termine del procedimento, ha — ai sensi dell’art. 824-bis c.p.c. — gli stessi effetti della sentenza pronunciata dall’autorità giudiziaria ordinaria, con la fondamentale differenza di essere ottenuto in tempi certi e in un contesto di assoluta riservatezza, elemento spesso decisivo nelle controversie commerciali e tra professionisti.
L’Organismo di Mediazione Primavera Forense di Roma da oltre 15 anni offre il servizio di arbitrato amministrato come naturale prosecuzione del percorso Multistep: una camera arbitrale strutturata, con arbitri selezionati per competenza specifica nella materia oggetto di controversia, e procedure conformi agli artt. 806 e ss. del codice di procedura civile.
Per i professionisti legali che operano in ambito contrattuale, societario o di recupero crediti, avvalersi di un organismo con doppia competenza — mediazione e arbitrato — significa poter offrire al proprio cliente una soluzione davvero completa: una filiera ADR integrata, accessibile sin dalla redazione del contratto e pienamente operativa in ogni fase della disputa.

Ti interessano questi contenuti?


Salva questa pagina nella tua Area riservata di Diritto.it e riceverai le notifiche per tutte le pubblicazioni in materia. Inoltre, con le nostre Newsletter riceverai settimanalmente tutte le novità normative e giurisprudenziali!
Iscriviti!

Iscriviti alla newsletter
Iscrizione completata

Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

Seguici sui social


Redazione

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento