Esame avvocato 2026-27: AIGA contro stop a proroga

AIGA critica lo stop alla proroga su esame avvocato e cassazionisti: “Scelta miope, penalizza praticanti e crea incertezza”.

Lorena Papini 19/02/26
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Nei mesi scorsi AIGA aveva chiesto di “mantenere le modalità” dell’esame avvocato 2026-2027, invocando una proroga che evitasse l’ennesimo cambio di regole in corsa (qui il punto: https://www.diritto.it/esame-avvocato-2026-2027-aiga-mantenere-modalita/). Oggi, però, la posizione dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati si fa ancora più netta: nel comunicato diffuso dopo la conversione del Decreto Milleproroghe 2026 (D.L. n. 200/2025), AIGA esprime “il più fermo disappunto” per la mancata approvazione degli emendamenti sulla proroga delle modalità d’esame e su quelle per l’iscrizione all’albo dei cassazionisti. Una scelta definita “miope” perché, secondo l’associazione, alimenta incertezza e disorientamento tra migliaia di praticanti che avevano impostato la preparazione confidando nella continuità del modello adottato negli ultimi anni.

Indice

1. AIGA: “Scelta miope, penalizzati i praticanti”


L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) esprime “il più fermo disappunto” per la mancata approvazione, in sede di conversione del Decreto Milleproroghe 2026 (D.L. n. 200/2025), dei due emendamenti relativi alla proroga delle modalità attualmente vigenti per l’esame di abilitazione alla professione forense e per l’iscrizione all’albo dei cassazionisti.
Secondo l’associazione, si tratta di una decisione politica “miope”, che ignora le legittime aspettative di migliaia di praticanti avvocati e professionisti, alimentando un clima di disorientamento in un settore già segnato da anni di interventi normativi frammentari e incoerenti.
La presa di posizione di AIGA si inserisce nel dibattito già acceso sulle modalità dell’esame di Stato 2026-2027, tema su cui l’associazione si era espressa nei mesi scorsi chiedendo il mantenimento dell’attuale assetto, come già approfondito su queste pagine.

2. Esame di Stato: nuovo cambio di rotta


Il mancato via libera agli emendamenti comporta, di fatto, la fine della proroga delle modalità con cui si è svolto l’esame negli ultimi anni. Una scelta che, secondo AIGA, determina “l’ennesimo stravolgimento” del percorso di accesso alla professione forense.
L’incertezza sulle modalità operative della prossima prova rischia di tradursi in un danno concreto per i candidati, che si trovano a preparare l’esame senza un quadro normativo stabile e definito. L’assenza di una proroga, sottolinea l’associazione, compromette la programmazione dello studio e genera ulteriore confusione tra i praticanti.
Particolarmente critica, secondo AIGA, è la lesione del principio di legittimo affidamento: molti candidati hanno infatti impostato la propria preparazione confidando nella prosecuzione delle modalità già adottate negli ultimi anni.

3. Cassazionisti: stop anche alla proroga


Non meno rilevante è la bocciatura dell’emendamento relativo all’abilitazione all’esercizio davanti alle giurisdizioni superiori. Anche in questo caso, AIGA aveva sollecitato un intervento volto a evitare un passo indietro rispetto a una disciplina ormai consolidata nel tempo.
L’associazione evidenzia come la mancata proroga rischi di incidere negativamente anche su quei professionisti che avevano fatto affidamento sulla continuità normativa, in un ambito particolarmente delicato come quello dell’accesso al patrocinio dinanzi alla Corte di cassazione e alle altre magistrature superiori.

4. Il confronto con il Governo


Nelle ultime settimane, AIGA ha dichiarato di aver attivato ogni canale istituzionale disponibile per sostenere le istanze dei praticanti e degli avvocati, auspicando un intervento in grado di garantire continuità e certezza delle regole.
Fino all’ultimo, l’associazione ha confidato in un ripensamento da parte del decisore politico, che tuttavia non è arrivato. Nonostante il diniego governativo, AIGA ha voluto ringraziare le forze politiche che hanno presentato gli emendamenti in commissione, dimostrando sensibilità verso le esigenze della giovane avvocatura italiana.

5. La richiesta: chiarezza e rispetto dell’affidamento


Alla luce della mancata proroga, AIGA auspica ora un intervento normativo che restituisca chiarezza e stabilità al sistema di accesso alla professione forense.
In particolare, l’associazione chiede che vengano individuate in modo certo e tempestivo le modalità con cui i praticanti avvocati dovranno affrontare il prossimo esame di abilitazione, nel rispetto dei principi di affidamento e di tutela delle aspettative maturate.
Il tema dell’esame di Stato per l’abilitazione forense si conferma così al centro del dibattito tra istituzioni e rappresentanze dell’avvocatura. Dopo le richieste di mantenere le modalità già sperimentate negli ultimi anni, la mancata approvazione degli emendamenti segna una nuova fase di incertezza, che rischia di pesare soprattutto sui più giovani, chiamati a programmare il proprio futuro professionale in un quadro normativo ancora in evoluzione.

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