Visita fiscale: quando si può essere licenziati?

Visita fiscale: quando si può essere licenziati?

di Redazione

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - sez. Lavoro - sentenza n. 24681 del 2-12-2016

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In caso di assenza dal lavoro per malattia, il dipendente deve essere presente in casa al momento della visita fiscale da parte del medico dell’Inps, pena la sanzione disciplinare e nei casi più gravi il licenziamento. Lo conferma la Corte di Cassazione, che con la recentissima sentenza n. 24681/2016 ha stabilito la legittimità del licenziamento di un dipendente che in più di un’occasione non si è reso reperibile alla visita medica durante l’assenza per malattia.

Vediamo allora cosa si è tenuti a fare in caso di visita fiscale.

 

Come funziona la visita fiscale dell’Inps?

La visita fiscale è l’accertamento medico predisposto dal datore di lavoro, nel settore sia pubblico sia in quello privato, per verificare l’effettivo stato di malattia del dipendente assente. Il medico deve essere incaricato dall’Inps (e non direttamente dall’azienda) e deve recarsi presso il domicilio del dipendente per visitarlo.

È importante puntualizzare che il dipendente deve essere reperibile in casa al momento della visita fiscale indipendentemente dal fatto che la malattia gli permetta di uscire o meno. L’assenza alla visita Inps è un comportamento illecito a prescindere dalla gravità della malattia e dall’effettiva presenza di un autentico certificato medico.

 

In quali fasce orarie si deve essere reperibili?

Nel caso di assenza dal lavoro per malattia, il dipendente ha l’obbligo di essere reperibile presso il suo domicilio tutti i giorni, inclusi la domenica e i giorni festivi.

Più precisamente, il lavoratore deve rimanere a casa:

  • dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 se è uno statale o un dipendente degli Enti Locali;
  • dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 se è un dipendente del settore privato.

Resta fermo il fatto che il lavoratore può allontanarsi da casa al di fuori di queste fasce orarie solo se l’uscita non corre il rischio di peggiorare il suo stato di malattia. Il dipendente ha infatti l’obbligo di guarire nel minor tempo possibile, senza esporsi a rischi non necessari.

 

Cosa succede se il dipendente salta la visita fiscale?

Il dipendente che salta la visita fiscale dell’Inps è punito con una sanzione disciplinare. Il lavoratore assente alla prima visita domiciliare perde il diritto all’indennità Inps per dieci giorni.

Il dipendente è a questo punto tenuto a presentarsi per il controllo il successivo giorno non festivo presso l’ambulatorio dell’Inps; in caso di seconda assenza, e se il lavoratore non presenta giustificazioni valide entro dieci giorni, l’Inps sospende il 50% del trattamento economico fino al termine della malattia. Dalla terza assenza, l’indennità è sospesa del tutto.

 

Il dipendente assente può essere licenziato?

Il lavoratore non rischia solo la sospensione dell’indennità Inps: come ricordato in apertura di articolo, e come ribadito dalla recente sentenza della Cassazione, la ripetuta assenza alle visite fiscali è motivo sufficiente per legge a licenziare il dipendente per giusta causa.

 

Quali assenza sono giustificate?

Esistono però casi del tutto particolari nei quali l’assenza dalla visita fiscale è giustificata.

Sono considerati validi motivi di assenza alla visita il ricovero ospedaliero e la concomitanza di visite mediche considerate urgenti e inderogabili. È ovviamente giustificato anche il dipendente assente per causa di forza maggiore, come in caso di grave pericolo per sé o per i parenti.

Infine, non può ricevere sanzioni il dipendente che non si fa trovare in casa per un periodo già accertato da una precedente visita di controllo; la legge stabilisce infatti che il lavoratore non può ricevere più di una visita al giorno.

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