Via libera alla spending review

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Redazione

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Province dimezzate, tagli ai trasferimenti, organici della p.a. ridotti , ombrello per altri 55mila esodati, sforbiciata alle auto blu, mini ospedali per ora salvi

Giuseppe Manfredi

Via libera stanotte del Consiglio dei Ministri al decreto-legge sulla spending review. Il provvedimento è stato approvato al termine di una riunione durata quasi sette ore. Il decreto-legge verrà pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha affermato: “Abbiamo fatto notte proprio per andare in Gazzetta oggi stesso”. “È stato esaminato un totale di 61 miliardi di spesa per beni e servizi che non esauriscono tutta la spesa e riguardano la spesa di regioni, province, comuni, università, enti di ricerca, ministeri, enti pubblici non territoriali”, ha spiegato il commissario per la spending review, Enrico Bondi. “Prevediamo nelle prossime settimane un terzo provvedimento sulle agevolazioni fiscali, la revisione strutturale della spesa e i contributi pubblici sulla base delle analisi effettuate da Amato e Giavazzi”, ha aggiunto il premier, Mario Monti, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri. Moltissime le novità apportate dal d.l., sintetizzate in una corposa nota diffusa dalla Presidenza del Consiglio. L’aumento di due punti dell’Iva non scatterà dall’autunno 2012 ma solo dal luglio 2013. “Siamo riusciti a sterilizzare l’aumento dell’Iva, l’obiettivo è di riuscire a farlo sparire e quindi di riuscire a trovare nelle prossime misure altri 6 miliardi”, ha detto il Viceministro dell’economia, Vittorio Grilli. Previsto il dimezzamento delle province e il via entro il 2013 a dieci città metropolitane. Sui tagli al personale, come ha sottolineato lo stesso Grilli, “è stato esteso l’approccio già introdotto due settimane fa per la Presidenza del Consiglio e per il ministero delle Finanze di riduzione delle piante organiche: nel complesso del 20% per la dirigenza e del 10% per altri livelli, con la possibiltà di compensazioni tra diversi livelli di amministrazioni”. Anche le Forze armate ridurranno gli organici di almeno il 10%. E grazie al risparmio ottenuto con il decreto “sarà possibile estendere la clausola di salvaguardia in materia pensionistica prevista dal decreto legge ‘Salva Italia’ ad altri 55.000 soggetti, anche se maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011”. Ridotta la spesa sulle auto blu del 50% rispetto allo scorso anno. Sul fronte dei tagli, si riducono di 700 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro dal 2013 i trasferimenti dello Stato alle Regioni a statuto ordinario, escludendo dalla riduzione le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale. Per i comuni la riduzione è pari a 500 milioni di euro per il 2012 e 2 miliardi di euro dal 2013. Per le province la riduzione è di 500 milioni di euro per quest’anno e 1 miliardo di euro dal 2013. Le pubbliche amministrazioni potranno “rescindere contratti di lungo periodo non più convenienti che dovessero risultare troppo onerosi” per quanto riguarda l’acquisto di beni e servizi. Sul fronte della sanità, nel caso in cui “si dovesse chiudere il Patto per la Salute entro la fine di luglio si potrà decidere come rimodulare le modalità di spesa” sulla sanità, ha affermato il ministro della Salute Renato Balduzzi nella conferenza stampa alla fine del Consiglio dei Ministri. Nel decreto sulla spending review è prevista la possibilità di indicare, d’intesa con le Regioni, diversi interventi per i tagli “fermo restando però – ha sottolineato il ministro – che la cifra per il 2013 e 2014 resti di 2 miliardi l’anno”. Sono salvi al momento i mini ospedali ma sarà prevista un’analisi legata alle necessità del territorio. Il decreto legge non contiene tagli alle università nè stanzia 200 milioni per le scuole paritarie, come pareva in un primo momento. Rimangono, invece, i 10 milioni per le università non statali. Previsti infine stanziamenti per le zone colpite dal terremoto. Monti, ricordando che sono già stati stanziati 500 milioni con un precedente decreto legge, ha precisato che con la spending review saranno stanziati 1 miliardo per il 2013 e un miliardo per il 2014.

Ecco i grandi capitoli dell’intervento:

– PACCHETTO BONDI: Il supercommissario mette sotto la lente 61 miliardi di spese. Attraverso un sistema di acquisti più ‘virtuosi’ si arriverà a tagliare gli eccessi. Target: 5 miliardi. Si tratta di un meccanismo per eliminare i picchi in alto della spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi. Come nel caso della sanità. Si fissa il prezzo migliore per un bene (quello che si spunta sul mercato ‘unico’ telematico, ad esempio quello che fa la Consip) e si taglia tutto quello che eccede il livello fissato.

– MENO TRAVET E MENO UFFICI: E’ uno dei tagli più contestati: dopo una verifica della Funzione Pubblica si procederà al taglio del 10% del personale e del 20% della dirigenza. Unica rassicurazione è che si derogherà alle regole introdotte dalla riforma del mercato del lavoro. Quindi niente esodati nel pubblico impiego. Non è tutto qui però. I travet avranno meno spazio per lavorare: meno uffici e meno metri pro-capite. I buoni pasto si ridurranno a 7 euro, le ferie non potranno essere monetizzate. Arriva la “valutazione individuale”, una sorta di pagella del ministeriale.

– AFFITTI MENO CARI PER LO STATO: Stop all’adeguamento Istat degli affitti pagati dallo Stato e avvio della rinegoziazione delle locazioni per ridurre del 15% i canoni. I proprietari potranno ‘retrocedere’.

– SALVI, PER ORA, I PICCOLI OSPEDALI: Anche la sanità dovrà dare il suo contributo ai tagli. Ma i piccoli ospedali non spariranno per decreto. Ci sarà un’analisi legata alle necessità del territorio. In ogni caso tra le chiusure, il taglio dei posti letto, il taglio alle spese farmaceutiche e per l’acquisto di beni e servizi sono attesi 5 miliardi.

– VIA PROVINCE, TRA 20 GIORNI CRITERI: Le Province saranno dimezzate: dalle attuali 110 si passerebbe a una cinquantina. E subito, non ad agosto con un altro decreto come inizialmente ipotizzato. I criteri attraverso i quali verranno tagliate le province sono: il primo è relativo alla popolazione e il secondo all’estensione. Entro 20 giorni il governo dovrà fissarli con una delibera del Consiglio dei ministri. Calano intanto i trasferimenti per Regioni, Province e Comuni. Tra gli altri interventi anche quello sui Cda della miriade di società pubbliche (potranno avere solo 3 membri).

– UN ‘COLPO’ AI SINDACATI: In caso di revisione degli organici i sindacati saranno solo informati. Saranno tagliati i permessi retribuiti per assentarsi dal lavoro per attività sindacali (taglio del 10%). E un taglio sempre del 10% ai trasferimenti dei Patronati. Infine i compensi ai Caf: scende da 14 a 13 euro per dichiarazione.

– TAGLIO AI TRIBUNALI ARRIVA SUPERPREFETTURA: Finora le ipotesi circolate sui tagli prevedono la chiusura di una trentina di tribunali, di 37 procure e di 220 sedi distaccate. Gli avvocati per protesta si incatenano. Arrivano intanto le superprefetture. Gli uffici territoriali dello Stato del Comune capoluogo di Regione assorbiranno le funzioni di tutte le amministrazioni periferiche che hanno sede nella stessa regione.

– SALTA TAGLIO AD UNIVERSITA’ E FONDI A PARITARIE: L’operazione sarebbe stata a saldo ‘zero’ ma ha scatenato molte polemiche. Salta così il taglio di 200 milioni alle Università e i 200 milioni in più alle paritarie anche se, per errore, le misure restano nel comunicato finale di palazzo Chigi.

– DIFESA SOTTO TORCHIO: Innanzitutto dovrà calare il numero dei militari in servizio. E ‘in misura non inferiore al 10% del totale degli organici delle forze armate. Ma anche gli alloggi della Difesa saranno ceduti con maggior facilita’. Si taglia il fondo per le missioni di pace (-8,9 milioni); il Fondo per gli armamenti (100 milioni); quello per le vittime dell’uranio impoverito (-10 milioni). E ne fa le spese anche il progetto della mini-naja voluto dal precedente governo (-5,6 milioni).

– AUTO-BLU: Sono il pallino di tutti i governi. Da anni. Forse anche perché rappresentano il simbolo più evidente del potere. Il taglio previsto è del 50% rispetto alla spesa sostenuta per acquisto e manutenzione nel 2011.

– SOPPRESSE ISVAP E COVIP: Altro risparmio: saranno soppresse l’Isvap e la Covip. Saltano anche l’Ente nazionale per il Microcredito, soppressione della società Arcus spa.

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