Uno più uno fa tre: se il partner dice di essere infertile e poi nasce un figlio

Uno più uno fa tre: se il partner dice di essere infertile e poi nasce un figlio

Alesso Ileana

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gravidanza truffa

Se il partner dice di essere infertile e poi nasce un figlio indesiderato non si può parlare di truffa.

Cassazione Civile Sezione, sentenza n.10906/2017 , 05.05.2017

Un uomo si rivolge al Tribunale di Napoli affermando che prima del rapporto sessuale in cui venne concepito il figlio la donna da lui citata in giudizio gli aveva riferito di essere in quel momento infertile.

Questa informazione sarebbe stata una menzogna consapevole che lo avrebbe indotto a compiere un atto sessuale senza assumere alcuna precauzione.

Il Tribunale respinge la sua richiesta e così anche il giudice di appello e l’uomo si rivolge quindi alla Corte di Cassazione.

 

La Suprema Corte, esaminata la questione, espone i seguenti principi:

1) la pretesa non può rientrare nel campo civilistico poiché non si può assimilare un rapporto sessuale fra due persone consenzienti ad un rapporto contrattuale e conseguentemente non si può inserire un obbligo di informazione circa il proprio stato di fertilità o meno;

2) in questo caso non si può pretendere alcun risarcimento dato che esistono mezzi contraccettivi, facilmente reperibili con “ordinaria diligenza” per chi non vuole diventare genitore;

3) il caso in esame non può essere neppure collocato in un ambito penale perché questo prevede l’obbligo del partner di rispettare la volontà della persona con cui intende compiere un atto sessuale come tutela della libertà sessuale e non della fertilità o infertilità dell’atto sessuale,

4) pur rimanendo nell’ambito penale si potrebbe configurare il reato di violenza privata nel caso in cui il partner costringesse l’altro ad adottare, o a non adottare, mezzi che limitano la procreazione, ma solo nell’ipotesi che tale comportamento avvenga con violenza, minaccia o costrizione, non con una eventuale menzogna come qui ipotizzato;

5) non si può nemmeno invocare il reato di truffa in quanto tale ipotesi tutela il patrimonio mentre una paternità indesiderata non prevede come conseguenza dell’inganno un ingiusto profitto in favore di chi l’ha compiuto.

 

Per tutti i motivi esposti, la Corte di Cassazione respinge il ricorso.

 

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