Tra impresa e cultura: il caso “mortgage group”

Tra impresa e cultura: il caso “mortgage group”

Martello Stefano

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La cultura (?) ? organizzazione, disciplina del proprio io interiore; ? presa di possesso della propria personalit?, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri.

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Antonio Gramsci, Socialismo e cultura, in ?Il grido del popolo?, 29 gennaio 1916

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Nella splendida cornice di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo si ? svolto il 4 dicembre scorso il Concerto su Strumenti d?Epoca Il Ritratto dell?Amore (Musique Dangereuse); organizzato dalla Mortgage Group s.r.l. con la collaborazione dell?Associazione Culturale Flatus e con il Patrocinio del Comune di Zagarolo, l?evento rappresenta non solo una occasione unica di valorizzazione delle risorse del territorio in una ottica culturalmente elevata e originale.

In una ottica di medio lungo termine, infatti, l?evento ? da associare ad una nuova visuale del ruolo dell?impresa, non pi? concentrata esclusivamente sulla propria attivit? produttiva e istituzionale, ma ben radicata sul territorio anche attraverso eventi che, solo apparentemente, non hanno collegamenti con l?attivit? economica[1].

Gli stessi, infatti, offrono l?occasione alla struttura economica di riferimento ? nel caso specifico la Mortgage Group s.r.l. ? di porsi come nuovo interlocutore nei confronti di un soggetto il cui status non pu? essere solo quello di Cliente.

I tempi in cui le banche nazionali avevano un atteggiamento di ?superiorit? e distacco? nei riguardi della potenziale clientela sono inevitabilmente tramontati, di fronte ad una situazione di accesso al credito che oggi presenta molte pi? possibilit? di scelta.

Il potere di scelta si ? infatti trasformato, se vogliamo ? migliorato. All?interno dello stesso segmento la scelta si ? fatta pressoch? inesauribile a fronte di un miglioramento qualitativo omogeneo e standardizzato. Cambia anche la natura del Consumatore, non pi? preda di messaggi pubblicitari, ma attento osservatore con molteplici strumenti di informazione a disposizione[2].

Ecco che il mondo dell?impresa ? in qualunque campo la stessa operi ? si ? trovato di fronte ad un bivio importante. La prima strada ? quella del marketing pi? agguerrito, delle tecniche pi? raffinate di induzione/persuasione al consumo[3], mentre la seconda strada vede nel potenziamento delle tecniche di assistenza post vendita un ruolo fondamentale per accrescere la credibilit? della struttura economica nei confronti di un Cliente sempre pi? da fidelizzare[4].

Tale stato di cose pu? essere abilmente trasferito all?episodio oggetto del presente scritto.

La Mortgage Group ? societ? operante nel settore dei mutui immobiliari ? decide di affidare la propria fase di start up ad un processo di comunicazione non esclusivamente concentrato sul proprio settore di competenza, ma al contrario improntato ad un processo di comunicazione ? sicuramente pi? difficile per attuazione e improntato al lungo periodo ? complesso e strutturato.

Un processo all?interno del quale sia evidente la stretta interconnessione tra principi e concetti un tempo ritenuti inavvicinabili ma oggi, pi? che mai, vicini per pregi e risultati: l?Impresa e la Cultura.??

Attraverso un radicamento sul territorio che abbia come obiettivo la risposta alle domande dei futuri interlocutori, senza per questo perdere di vista i bisogni degli stessi[5].

Tale obiettivo pu? essere raggiunto solo attraverso una forte presenza sul territorio unita ad una attivit? commerciale che concentri i propri sforzi non solo in una direzione classica di ?guadagno puro?, ma anche e soprattutto nella ricerca di un vantaggio comune che coinvolga tutte le parti in causa e che, in definitiva, consista per l?Impresa in un guadagno giusto rispetto alla prestazione erogata[6].

Proviamo ora ad esaminare gli aspetti pi? importanti ? in termini di strategia comunicativa ? dell?evento.

Innanzitutto la scelta della location: Zagarolo, un piccolo centro vicino Roma e ? pi? nello specifico ? Palazzo Rospigliosi. La scelta di tali luoghi risulta originale e finalizzata ad una indubbia valorizzazione del territorio.

Il tipo di evento ? concerto su strumenti d?epoca ? denota originalit? nella scelta e giusta considerazione per la musica, da sempre considerata una delle arti pi? comunicative ed evocative.

Ma soprattutto la campagna stampa che si ? focalizzata sulla stampa locale, dando il via ad un processo non certo massiccio, bens? selezionato, sia nella scelta degli strumenti di comunicazione, sia nel tipo di visibilit? perseguito.

Una coerenza d?intenti ben resa dal carattere gratuito dell?evento, aperto quindi a tutti.

E se da una parte tali elementi suggeriscono un nuovo modo di fare impresa, altri elementi sembrano apparentemente rischiosi all?interno di un codice di comunicazione ben delineato: tra questi soprattutto l?assenza di un target predefinito in fase di costruzione dell?evento e l?assenza di una campagna di comunicazione massiccia.

Forse proprio l?assenza di questi due elementi indica una forte consapevolezza nel voler essere non presenti a tutti i costi, ma presenti solo in caso di forte condivisione dell?evento.

Unitamente ad una visione qualitativa e non quantitativa dell?intero processo di comunicazione. Realizzata pienamente attraverso un utilizzo razionale e ragionato degli strumenti a disposizione. Per intenderci, nessun utilizzo di particolari ?effetti speciali? che a poco sarebbero serviti in un contesto territoriale ben delimitato, bens? utilizzo di strumenti apparentemente obsoleti all?interno del circuito della comunicazione ma assolutamente ben calibrati sul tono e sulle modalit? dell?evento.

In tempi di operazioni mediatiche costruite sulla quantit? piuttosto che sulla qualit?, quest?ultimo aspetto mi sembra assolutamente lodevole.

Di pi?, innovativo e in linea con il brand dell?azienda: Tra Impresa e Cultura.?

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Breve Bibliografia di riferimento

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AA.VV., Cluetrain Manifesto ? The End of Business as usual, Fazi, Roma, 2001;

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Bakan Joel, The Corporation ? La patologica ricerca del profitto e del potere, Fandango Libri, Roma, 2004;

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Klein Naomi, Recinti e finestre ? Dispacci dalle prime linee del dibattito sulla globalizzazione, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano, 2003;

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Nasar Sylvia, Il genio dei numeri ? Storia di John Forbes Nash jr, matematico e folle, Bur, Milano, 2002.



[1] Per l?approfondimento di tali dinamiche all?interno del contesto americano, Joel Bakan, The Corporation ? La patologica ricerca del profitto e del potere, Fandango Libri, Roma, 2004

[2] A tal proposito la tesi n. 10 del Cluetrain Manifesto per cui ?il risultato ? che i consumatori stanno diventando pi? intelligenti, pi? informati, pi? organizzati. Diventare partecipanti attivi di un mercato in Rete cambia profondamente le persone?. Per un approfondimento, AA.VV., Cluetrain Manifesto ? The end of business as usual, Fazi Editore, Roma, 2001.?

[3] Una strada che sta mostrando sempre pi? i propri limiti in termini di efficacia e di fidelizzazione del cliente. Il motivo sta chiaramente nella rinnovata ?consapevolezza all?acquisto? che permea oggi i consumatori senza contare i nuovi strumenti di informazione e l?impatto mediatico sempre pi? massiccio (in termini positivi) delle associazioni poste a tutela dei diritti del consumatore.

[4] Una terza strada ? che cerca di conciliare le nuove istanze del Consumatore con la mission economica dell?Impresa ? ? quella del lifestyle branding. Un tentativo ? secondo Naomi Klein ? ?di ripristinare il consumismo come ricerca filosofica o politica, vendendo idee anzich? semplici prodotti. Le campagne pubblicitarie hanno cominciato a identificare le magliette di Benetton con la lotta al razzismo, i mobili di Ikea con la democrazia, i computer con la rivoluzione?. Per un approfondimento di tali tematiche si rinvia a Naomi Klein, Recinti e finestre- Dispacci dalle prime linee del dibattito sulla globalizzazione, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano, 2003.

[5] Per quanto riguarda la differenza tra bisogni e domande, basti dire che i bisogni sono comuni a tutti non risentendo dei parametri dell?et?, della professione, del reddito o del territorio in cui si vive; sono altres? inconsci, complessi e profondi (un bisogno quanto mai attuale ? quello della casa, comune quindi ad un dirigente di quaranta anni, come ad uno studente di venti o ad un operaio di trenta). Le domande sono al contrario conscie, specifiche, superficiali e di breve periodo e risentono fortemente di alcuni parametri quali l?et?, la professione (quindi il potere di acquisto) o anche il luogo in cui si vive (prendendo sempre come esempio il bisogno della casa, risulta lampante come il parametro della professione divenga elemento distintivo nell?accesso agli strumenti finanziari). Gerarchicamente i bisogni vengono prima delle domande perch? ? proprio grazie ai primi che le domande assumono tratti differenziati.?

[6] Dello stesso parere il Premio Nobel per l?economia John Forbes Nash jr che, partendo dalla Teoria dei Giochi, diede un contributo notevole nei campi pi? svariati, dalla strategia militare all?economia. L?aspetto pi? importante di questa teoria sta nella presenza di vantaggi per tutte le parti in causa, stante per? un comportamento delle stesse non finalizzato alla vittoria sulle altre. Se vogliamo, una idea pi? complessa ? e forse pi? efficace ? del compromesso. Per un approfondimento della figura di Nash, si pu? consultare il bellissimo testo di Sylvia Nasar, Il genio dei numeri, Storia di John Forbes Nash jr, matematico e folle, Bur, Milano, 2002.

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