Spoil system: cos’è e come funziona

Redazione 13/06/24
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Il termine “spoil system” si riferisce a una pratica politica in cui i partiti o i leader eletti distribuiscono incarichi pubblici ai sostenitori, amici e membri del partito come ricompensa per il loro sostegno. Questo sistema è spesso contrapposto a un modello basato sul merito, dove gli incarichi sono assegnati in base alle competenze e alle qualifiche.

Indice

1. Origini dello spoil system


Lo spoil system ha origine negli Stati Uniti all’inizio del XIX secolo, durante la presidenza di Andrew Jackson. Jackson credeva fermamente che ogni uomo comune avesse diritto a un incarico pubblico e che il rinnovamento periodico degli incarichi potesse prevenire la corruzione e il nepotismo. La frase “to the victor belong the spoils” (al vincitore appartengono le spoglie) è spesso associata a questo sistema, sottolineando come i vincitori delle elezioni possano “dividere il bottino” tra i propri sostenitori.

2. Vantaggi e svantaggi


Il spoil system presenta alcuni vantaggi evidenti per i partiti politici e i loro sostenitori. Tra questi:
fidelizzazione: rafforza la lealtà verso il partito, premiando coloro che hanno contribuito alla vittoria elettorale;
controllo politico: permette al partito al potere di avere un maggiore controllo sugli incarichi pubblici e di garantire che le politiche governative siano implementate da persone di fiducia.
Tuttavia, ci sono anche molti svantaggi come:
– l’incompetenza: gli incarichi possono essere assegnati a individui non qualificati, compromettendo l’efficienza e l’efficacia dell’amministrazione pubblica.
-la corruzione: favorisce la corruzione e il nepotismo, poiché le posizioni sono distribuite in base alla lealtà politica piuttosto che al merito.

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3. Il caso italiano


In Italia, il spoil system è stato introdotto ufficialmente con la legge Bassanini del 1997, che ha riformato la pubblica amministrazione. La legge prevede che i dirigenti di nomina politica, inclusi i dirigenti generali e i capi di gabinetto, lascino il proprio incarico al termine del mandato del governo che li ha nominati.
Prima della legge Bassanini, in Italia vigeva un sistema più basato sul merito, dove i dirigenti pubblici erano selezionati attraverso concorsi pubblici e procedure basate sulle qualifiche. La riforma mirava a rendere la pubblica amministrazione più responsabile nei confronti dell’esecutivo in carica, permettendo al governo di nominare persone di fiducia in posizioni chiave.
Tuttavia, questa pratica ha sollevato diverse critiche tra cui:
– l’instabilità e continuità: la rotazione frequente dei dirigenti può compromettere la continuità amministrativa e la stabilità delle politiche pubbliche. Ogni cambio di governo comporta una riorganizzazione che può ritardare l’implementazione di progetti e politiche.
– la meritocrazia compromessa: affidare incarichi sulla base della lealtà politica piuttosto che delle competenze può ridurre l’efficienza dell’amministrazione pubblica e demotivare i funzionari pubblici qualificati che vedono i loro sforzi e meriti non riconosciuti.

4. Confronto con gli Stati UE


In molti paesi europei, inclusa l’Italia prima della legge Bassanini, prevale un sistema basato sul merito, dove le posizioni sono assegnate tramite concorsi pubblici e procedure trasparenti. Tale approccio garantisce che i più qualificati occupino posizioni di rilievo, evitando il rischio di incorrere in episodi corruttivi

5. Conclusioni


Lo spoil system è un argomento che, ad oggi, solleva interrogativi sulla natura della governance democratica. Mentre può rafforzare la lealtà politica e facilitare l’implementazione delle politiche di governo, rischia di compromettere l’efficacia amministrativa e favorire la corruzione. La sfida è trovare un equilibrio tra la necessità di controllo politico e l’importanza di mantenere una pubblica amministrazione competente e trasparente.

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