Silenzio assenso: non si applica per la donazione del corpo post mortem a fini di studio e di ricerca

di Redazione

Biancamaria Consales

Approvato all’unanimità dal Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB), e pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 20 maggio 2013, il parere sulla donazione del corpo post mortem a fini di studio e di ricerca.

Il documento richiama l’attenzione su una particolare modalità di donazione e più precisamente sulla possibilità di destinare il proprio corpo, dopo la morte, sia ad attività di studio e di ricerca sia ad attività didattiche. Fondamentale in questo tipo di donazione è che debba essere rispettato rigorosamente il principio del consenso consapevole e informato del donatore. Quindi, il meccanismo del silenzio-assenso non trova in questo caso alcuna applicazione.

La donazione del corpo post mortem, di fondamentale importanza sia per incrementare la ricerca sia per migliorare la formazione medico-chirurgica, obiettivi che consentono entrambi di garantire una più efficace tutela della salute del paziente, è espressione dei valori di solidarietà e di promozione della cultura e della ricerca, finalizzati a loro volta alla tutela della salute (Cost., artt. 9, 32).

“Il corpo post mortem – si legge nel parere – per il suo legame con la persona e per il suo valore simbolico e affettivo, merita sempre e comunque rispetto; le diverse procedure organizzative e le eventuali soluzioni normative dovranno sempre ispirarsi a tale principio, favorendo la donazione ai fini dello studio e della ricerca.

Il principio del consenso consapevole e informato del donatore va considerato come fondamentale, ed esso non può essere sostituito dal principio del silenzio-assenso.

Va considerato come eticamente inaccettabile quanto previsto all’art. 32 del R.D. 31 agosto 1933, n. 1592 ovvero la destinazione, alle attività didattiche e di studio, di corpi morti di persone che siano risultate essere totalmente sconosciute o prive di relazioni parentali e amicali, a meno che tali persone non abbiano espresso il loro consenso alla donazione.

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