Sicurezza, quali sono le nuove misure antiterrorismo
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Sicurezza, quali sono le nuove misure antiterrorismo

Redazione

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misure di prevnzione, la questione alle Sezioni Unite

Dopo gli attentati di Barcellona e Cambrils del 17 e 18 agosto, si torna a parlare con forza di terrorismo e nuove misure di sicurezza anche in Italia. Il Ministro dell’Interno Marco Minniti alza i livelli di allerta della Polizia penitenziaria, richiedendo agli agenti di essere armati anche fuori servizio. Maggiore attenzione anche all’interno delle carceri, uno dei luoghi dove più facilmente si presentano rischi di radicalizzazione terroristica. Vediamo nel dettaglio quali sono i piani del Governo e quali i dati sulla sicurezza in Italia.

 

Polizia, agenti armati anche fuori servizio

La principale novità operativa che emerge dal vertice straordinario del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) convocato da Minniti dopo i fatti di Barcellona riguarda la Polizia penitenziaria: gli agenti dovranno essere sempre armati, anche quando sono fuori servizio. Un intervento tempestivo, viene chiarito, anche da parte di un poliziotto non in servizio, “potrebbe contribuire alla limitazione del danno”. E dunque, come già successo a Cambrils, a salvare vite umane.

Potrebbe esserci un problema, tuttavia. Da alcuni anni gli agenti di Polizia fuori servizio non possono avere un porto d’armi ordinario, ma solo la licenza a usare l’arma di ordinanza. La pistola di ordinanza è però lunga e pesante, sicuramente potente e efficace ma scomoda e difficilmente mimetizzabile. In caso di emergenza, potrebbe non essere il tipo di arma adatto.

 

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Terrorismo, maggiore attenzione nelle carceri

Dal vertice del comitato Casa emerge poi la disposizione a prestare particolare attenzione nelle carceri. Gli agenti di Polizia penitenziaria italiana dovranno osservare quotidianamente i comportamenti dei detenuti sospetti, e comunicare con tempestività ogni rischio agli organi competenti. In particolare, dovranno essere sorvegliati i detenuti che provengono da zone dove è presente l’Isis, per evitare a tutti i costi “episodi di proselitismo o radicalizzazione”. Sono proprio le carceri, infatti, uno dei luoghi dove più alto è il rischio di avvicinamento al terrorismo; basti pensare che ad oggi sono già 420 in tutta Italia  i detenuti considerati “a forte rischio”.

Pericolo di terrorismo non imminente

Eppure, con le dovute precauzioni, sembra che gli italiani per ora possano stare relativamente tranquilli. Almeno questo è quanto riporta Minniti, che parla di quadro della minaccia ancora alto ma “assenza di alcuna traccia di minaccia imminente”. Le Forze dell’ordine e i servizi dell’intelligence italiani stanno lavorando bene, con Minniti che concentra in particolare l’attenzione sui rimpatri per ragione di sicurezza (67 dall’inizio dell’anno, e ben 199 dal 2015).

In ogni caso, per evitare pericoli, la Polizia locale sarà tenuta nei prossimi mesi a coprire sempre di più anche le ore notturne, mentre i corpi statali dovranno essere maggiormente coordinati fra di loro.

Crimine in calo nel 2017

Allargando lo sguardo alla sicurezza generale dei cittadini, si può comunque notare come –statistiche alla mano– i crimini violenti stiano diminuendo nettamente rispetto all’anno scorso. Come riportato ancora dal ministro Minniti nel tradizionale incontro di ferragosto, nel corso del 2017 sono diminuiti gli omicidi, le rapine, i furti e persino gli incidenti stradali. In netto calo, fortunatamente, anche le vittime di violenza domestica e femminicidio.

Numeri positivi, che non trovano però del tutto riscontro tra la popolazione. Il senso di paura in tempi così turbolenti rimane comunque alto, anche se il ministro assicura che l’obiettivo resta quello di “essere presenti dappertutto” per rispondere con i fatti a tutte le domande di insicurezza.

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