Separazione dei beni. Quando deve essere fatta la scelta del regime patrimoniale da adottare?

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

Una coppia di fidanzati decide di convolare a nozze.
Nonostante ci voglia del tempo prima del “grande giorno”, le cose da organizzare sono innumerevoli.
Dal ristorante, all’abito nuziale alla luna di miele, e si deve anche stabilire quale regime patrimoniale adottare per regolare i rapporti dal lato economico.
Uno dei due futuri sposi vorrebbe optare per la separazione di beni.
A differenza della comunione, che si instaura in automatico se i nubendi non fanno nessuna dichiarazione al momento della cerimonia, la separazione è una scelta che può essere manifestata al momento delle nozze oppure in un momento successivo.
Nel primo caso, la decisione è gratuita, mentre nel secondo si devono pagare alcune tasse e l’onorario del notaio.
In relazione agli effetti, marito e moglie conservano completa autonomia sui rispettivi patrimoni e, se uno dei due dovesse contrarre dei debiti o dichiarare fallimento, i suoi creditori non si potranno rivalere sui beni dell’altro.
In questa sede cercheremo di scrivere qualcosa più dettagliata sulla questione.

La differenza tra separazione e comunione dei beni

La separazione e la comunione legale dei beni rappresentano dei regimi patrimoniali che regolano i rapporti tra i coniugi.

Con la separazione dei beni, ognuno dei coniugi conserva piena autonomia sul proprio patrimonio e, di conseguenza, ognuno è titolare dei beni acquistati durante la convivenza matrimoniale.

Con la comunione legale dei beni, ogni acquisto compiuto dai coniugi, anche in modo separato, a parte alcune eccezioni che le legge prevede, apparterrà ad entrambi a metà.

Esempio:

Tizio acquista un immobile e lo intesta a se stesso.

Se Tizio è sposato e ha scelto il regime di comunione legale dei beni, sua moglie, in modo automatico, è proprietaria del 50% dell’immobile, nonostante non abbia speso un centesimo.

Se c’è il regime della separazione dei beni l’immobile apparterrà in via esclusiva a Tizio, vale a dire, il coniuge che lo ha acquistato.

Che cosa significa separazione dei beni?

La separazione dei beni è un regime patrimoniale nel quale ognuno dei coniugi conserva la titolarità esclusiva degli acquisti fatti prima e dopo il matrimonio.

Esempio:

Sempronio è proprietario di una casa al mare e di una barca.

Un giorno, decide di sposare la sua fidanzata Mevia e la coppia sceglie di adottare la separazione dei beni perché ritiene che in questo modo possano essere tutelati meglio i loro rapporti.

Nell’esempio la casa al mare e la barca a sono di proprietà esclusiva di Sempronio, e la situazione non cambierà neanche dopo il matrimonio.

La moglie Mevia potrà esclusivamente godere di questi beni, ma non di più.

Si può subito notare che tra separazione e comunione legale dei beni esista una palese differenza.

Entrambi sono regimi patrimoniali che regolano i rapporti patrimoniali tra i coniugi, ma hanno delle finalità molto diverse.

Come accennato in precedenza, con la separazione dei beni, ogni coniuge conserva piena autonomia sul proprio patrimonio prima, durante e dopo il matrimonio.

Con la comunione legale dei beni, ogni acquisto, ad eccezione di alcune ipotesi che la legge espressamente prevede, i beni apparterranno ad entrambi gli sposi a metà.

Altro esempio:

Una coppia compra una casa nella quale trasferirsi con la famiglia.

Se hanno optato per la comunione dei beni, l’immobile apparterrà ad entrambi al 50%.

A parte il regime patrimoniale scelto, ogni coniuge è tenuto al rispetto dei doveri di contribuzione nell’interesse della famiglia e di reciproca assistenza materiale.

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In quali situazioni fare la separazione dei beni

Come accennato all’inizio, il regime della separazione dei beni si può scegliere:

Prima del matrimonio, redigendo la convezione davanti al notaio alla presenza di due testimoni e trasmettendo il documento all’ufficiale di Stato civile per l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio, quando lo stesso verrà celebrato.

Durante la celebrazione del matrimonio, manifestando la scelta al parroco oppure all’ufficiale di Stato civile, a seconda che la coppia si sposi in Chiesa oppure in Comune, per essere poi aggiunta nell’atto della celebrazione e trascritta nell’apposito registro.

Dopo il matrimonio, quando la coppia è libera di passare dalla comunione alla separazione.

Anche in questa ipotesi, ci si può recare da un notaio, il quale scriverà sul registro dei matrimoni una nota a margine dove viene riportata la modifica del regime patrimoniale della famiglia.

Se la coppia ha dei conti correnti cointestati, lo dovrà comunicare alla banca ed effettuare una voltura del conto in capo a un unico coniuge.

Per questioni di semplicità, si consiglia sempre di scegliere il regime della separazione dei beni prima di sposarsi oppure al momento delle nozze.

I costi della separazione dei beni

Se la separazione dei beni viene fatta:

Al momento della celebrazione del matrimonio, la coppia non deve pagare niente.

Prima o dopo le nozze si devono pagare l’onorario del notaio, le tasse, i bolli e le spese per la trascrizione dell’atto.

Gli effetti della separazione dei beni

Con la separazione dei beni i patrimoni personali dei coniugi dovranno essere mantenuti distinti per l’intera durata del matrimonio.

Ne derivano dei vantaggi.

Se uno dei coniugi ha dei debiti o subisce un pignoramento oppure viene dichiarato il fallimento della sua impresa, l’altro non dovrà avere nessuna paura, nel senso che i suoi beni non resteranno intaccati.

Ognuno dei coniugi conserva la proprietà dei suoi beni anche dopo la separazione e il divorzio.

Si deve anche precisare che la scelta della separazione dei beni non produce nessuna conseguenza né sulla pensione di reversibilità né sull’eredità in caso di decesso di un coniuge.

Il regime patrimoniale in questione conviene quando uno dei coniugi è un imprenditore oppure esercita un’attività professionale.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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