Romance Scam, che cos’è e come difendersi

di Luisa Di Giacomo, Avv.
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Secondo l’AGI nel 2021 le truffe sentimentali online sarebbero cresciute del 118% rispetto all’anno precedente, per un totale di 4,5 milioni di euro sottratti alle vittime. 4,5 milioni di euro è una somma enorme per quello che sembra più un gioco di prestigio in danno a sciocchi creduloni, piuttosto che una vera e propria emergenza penalmente rilevante. Ma stando alla polizia postale, invece, di vera emergenza si tratta, e le vittime, per lo più donne, di estrazione sociale eterogenea e di età media intorno ai 50 anni, di certo confermerebbero che la truffa è vera, reale e molto dolorosa.

Vediamo di che cosa si tratta e soprattutto come è possibile difendersi.

Mentre su Netflix impazza il docu-film “Il truffatore di Tinder”, storia vera del sedicente quanto imbroglione Shimon Hayut, che avrebbe adescato e truffato decide di donne per altrettanti milioni di euro, non solo sul social degli appuntamenti per eccellenza, ma anche sulle piattaforme Facebook e Instagram, le denunce si susseguono a ritmo vorticoso.

La vittima tipo è appena uscita da una relazione sentimentale finita male, spesso ha figli, una situazione economica e lavorativa soddisfacente. Mentre gli uomini vengono adescati maggiormente dal punto di vista sessuale, con immagini più o meno hard, che poi vengono utilizzate per estorcere denaro sotto minaccia di diffusione (la cosiddetta sextorsion), le donne sono vittime più sentimentali.

Il copione è spesso il medesimo: i criminali contattano via social le vittime, inviando foto prese dal web ed intrecciano uno scambio di messaggi, che si intensificano col tempo, rivelando dettagli sempre più intimi (quanto inventati) della propria vita. Dopo aver conquistato la fiducia della vittima, instaurando una relazione sempre più intensa, iniziano le richieste di denaro, sorrette dalle scuse più fantasiose, che le vittime, convinte della buona fede dell’ “innamorato” assecondano volentieri, sorrette da sentimenti genuini. Ed è qui che inizia il bello, si fa per dire. A leggerla così, in maniera asettica, si rimane stupiti, ci si chiede chi sia tanto stupido, o stupida, da cascare in una truffa tanto grossolana. Lo sanno anche i bambini che in rete non bisogna mai fidarsi di nessuno, e che non sai mai chi c’è dall’altra parte. Come si può essere tanto sciocchi, o sciocche, da mandare soldi a un perfetto sconosciuto?

Purtroppo è proprio a causa di questo pregiudizio che le denunce per romance o sentimental scam tardano ad arrivare: le vittime si vergognano di essere state tanto ingenue da fidarsi di uno sconosciuto, temono il giudizio e preferiscono non denunciare. E se in alcuni casi si preferisce pagare per evitare che foto compromettenti inizino a circolare per il web, magari inviate a parenti e amici, in molti altri la vergogna è ancora più profonda, perché gioca sui nostri sentimenti, e quindi sulle nostre debolezze.

I truffatori “romantici” sembrano sapere tutto di noi, come è possibile questo? Purtroppo la sovraesposizione che tutti noi abbiamo sui social network, la rinuncia volontaria alla nostra privacy, che effettuiamo ogni volta che condividiamo un post o una foto o mettiamo un like, giocano contro di noi. Con qualche tecnica elementare di social engineering, ovvero i metodi per spingere le persone a rivelare particolari di sé stesse senza dover ricorrere ad hacking o metodi illeciti, il gioco è fatto. Se siamo appassionate di gattini, ecco che il nostro sentimental scammer sarà un “gattaro convinto”, se sono i bambini piccoli a muovere i nostri istinti, ci si presenterà un perfetto Mary Poppins in versione 2.0.

Come difendersi da queste truffe online?

Poiché di vere e proprie truffe si tratta, è necessario imparare qualche difesa elementare, ed alzare la soglia di attenzione un po’ al di sopra della media, come sempre online, considerando che non vediamo il viso del nostro interlocutore e pertanto non sappiamo con chi abbiamo veramente a che fare.

Innanzi tutto facciamo attenzione alle impostazioni privacy dei nostri social preferiti. A meno che non utilizziamo i social per motivi di lavoro, nel qual caso avremo una pagina pubblica, impostiamo il nostro profilo sempre come privato e settiamo la privacy dei post in modo che solo gli amici o gli appartenenti alla nostra cerchia li possano vedere. In questo modo sarà più difficile per gli scammers indagare sulla nostra vita e sui nostri gusti, e raccogliere su di noi informazioni che potrebbero poi usare per abbindolarci.

Il secondo consiglio utile è di non accettare richieste di amicizia o di contatto da persone che non conosciamo, e se lo facciamo, fare noi per primi un po’ di social engineering: andiamo a vedere se abbiamo amicizie o collegamenti in comune, se ci possono essere referenze su quella persona. Un utilizzo moderato della tecnologia, anche a livello elementare, può aiutarci a evitare almeno le truffe più grossolane.

Terzo, googliamo il nome e la fotografia del nostro spasimante. La ricerca per nome su Google potrebbe già fornirci informazioni utili, ma poiché il soggetto potrebbe utilizzare un account fake (anzi, è sicuro) è opportuno fare una ricerca per immagini. Cliccando sulla foto col tasto destro del mouse comparirà l’opzione “copia indirizzo immagine”. Dal browser Chrome si potrà selezionare Google immagini e ricercare se quella stessa foto è stata utilizzata in altri contesti e farsi un’idea un po’ più precisa del soggetto che abbiamo dall’altro capo del pc.

Quarto, relativamente all’invio di nostre foto o video compromettenti, riflettiamo molto bene prima di procedere con quel semplice click che potrebbe crearci non pochi problemi. L’invio di materiale intimo online, anche se fatto con persone che si conoscono può risultare una pericolosa arma a doppio taglio, a causa di quella odiosa pratica del revenge porn che purtroppo si sta diffondendo a macchia d’olio in rete (ovvero il reato consistente nel diffondere materiale pornografico senza il consenso della persona filmata o ritratta), figuriamoci con persone sconosciute. Se proprio vogliamo procedere, accertiamoci che il nostro viso non sia riconoscibile e che non ci siano altri segnali specifici che possano ricondurre a noi (tatuaggi, piercing, nei, cicatrici particolari) in modo che le immagini non possano successivamente essere a noi riconducibili con conseguenti richieste di denaro estorsive.

Infine, diffidiamo di chi ci chiede denaro. Questo più che un consiglio sembra la fiera dell’ovvio, ma se sono così tante le truffe sentimentali andate a buon fine, è evidente che non lo è. Ciò che rende il sentimental scam tanto più odioso, è che colpisce un nostro bisogno atavico, quello di essere amati, una fragilità che ci rende esposti e vulnerabili. Purtroppo la nostra soglia di attenzione deve stare tanto più alta, quanto maggiore è la distanza fisica che ci separa dall’oggetto del nostro amore, e ancora di più se si tratta di un amore conosciuto online.

Ci sono poche cose gratis nella vita. L’amore è, o dovrebbe essere, tra queste. Ricordiamocelo sempre.

 

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Luisa Di Giacomo

Laureata in giurisprudenza a pieni voti nel 2001, avvocato dal 2005, ho studiato e lavorato nel Principato di Monaco e a New York. Dal 2012 mi occupo di compliance e protezione dati, nel 2016 ho conseguito il Master come Consulente Privacy e nel 2020 ho conseguito il titolo Maestro per la Protezione dei Dati e Data Protection Designer dell’Istituto Italiano per la Privacy. Mi occupo di protezione dei dati e Cybersecurity, sono docente e formatore per Maggioli s.p.a. e coordino la sezione Cybersecurity della pagina diritto.it. Sono Data Protection Officer e consulente per la protezione e sicurezza dei Dati in numerose società nel nord Italia. Ho una pagina Instagram e un Canale YouTube in cui parlo dell’importanza dei Dati e della Cybersecurity, con l'obiettivo di contribuire a diffondere una maggiore cultura e consapevolezza digitale. Mi piace definirmi Cyberavvocato. I miei social: LinkedIn Instagram YouTube


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