recensione a: Giampietro Vecchiato, Enzo Mario Napolitano, Marketing, comunicazione e relazioni pubbliche per gli studi professionali, Franco Angeli, Milano, 2007.

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Le nuove dinamiche professionali indirettamente affermate nel Decreto Bersani (legge 248/2006) hanno decretato l’importanza della comunicazione e del marketing quali strumenti per differenziare capacità, potenzialità e professionalità. Di più, come strumenti utili non solo a migliorare il rapporto tra realtà professionali e competitor europei, quanto a migliorare – per trasparenza, per cultura del servizio e del risultato – i rapporti tra le strutture professionali e i propri utenti, fidelizzati e potenziali.
Un dibattito ancora in fase di transizione, non tanto per il se che appare già confermato dallo strumento normativo, quanto per il come che ancora si dibatte tra sfiducia, derive evocative, potenzialità inespresse e possibili vantaggi. In questo senso, il testo in esame ha un ruolo fondamentale.
Non si vuole parlare dei due autori, e questo non per superficialità, quanto per il ruolo già consolidato – in ambito operativo e istituzionale – ricoperto da Vecchiato e Napolitano.
Si parlerà, al contrario, del testo, interessante, completo e di facile fruizione. Anche in questo ultimo caso, occorre una doverosa premessa. Molti confondono, infatti, la facile fruizione con la superficialità delle idee espresse. Niente di più sbagliato. Il testo, infatti, esprime – oltre ad un apparato contenutistico rilevante ed importante – una struttura (di lettura e grafica) che facilita una consultazione estremamente semplice ed efficace.
La scelta di un linguaggio semplice ed accurato – se mi passate il paragone letterario, quasi azoriniano – diviene così un’arma vincente, utilissima soprattutto in un periodo in cui molti confondono il marketing e la comunicazione con dotte dissertazioni teoriche che non tengano conto del dato quotidiano ed operativo.
Un dato quotidiano ed operativo che, al contrario, è presente nel testo con una duplice (quanto pienamente raggiunta) funzione. La prima, “ancorare” la parola all’esperienza quotidiana, favorendo un processo di immediata comprensione delle tematiche trattate oltre ad un processo qualitativo dei possibili benefici. La seconda, favorire una lettura il più possibile trasversale. Che riguardi, dunque, non solo gli operatori della comunicazione e del marketing, ma anche tutti i professionisti che – in questa nuova dimensione professionale – si troveranno ad interagire con le due scienze.
Una scelta – stilistica e contenutistica – che, sia pure indirettamente, rappresenta uno dei pregi più importanti del testo in esame. La volontà, dunque, di non interpretare la comunicazione ed il marketing come due spazi d’azione isolati, la cui attuazione è riservata solo agli addetti ai lavori, in un ideale circolo vizioso di competenze e professionalità.
È d’altronde questo – unitamente al rischio di un “deriva evocativa” in capo ad alcune professioni intellettuali – il rischio maggiore che molti professionisti avvertono.
Ma bisogna comprendere – prima di tutto – che la comunicazione così come il marketing non devono rappresentare una scelta isolata (per promuovere attività o per uscire da uno stato di crisi) bensì un modus operandi quotidiano e improntato sul medio lungo termine. Capace, dunque, di trasformarsi in uno strumento quotidiano di prevenzione e capace di essere esercitato non solo da chi opera nel settore.
In tal senso ha ragione Antonio Preziosi (autore della prefazione al testo) che, già nel 2004 si chiese il perché “la comunicazione debba essere quasi una esclusiva di chi comunica la professione”.
Dunque, comunicazione e marketing come risorse preziose per un miglior confronto con un Mercato sempre più frastagliato e portatore di mutamenti repentini. Un animus che permea tutte le pagine del testo e che viene proseguito e migliorato nel progetto – promosso dalla Ferpi, con il coordinamento dello stesso Vecchiato – in merito all’istituzione di un vero e proprio gruppo di lavoro, impegnato nella risoluzione alle criticità riscontrate.
In conclusione, un testo sicuramente utile, agile nella lettura e completo nella trattazione/esposizione dei contenuti.
 

Martello Stefano

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