Quando la gestualità prende forma. Possono i gesti essere tutelati?

Quando la gestualità prende forma. Possono i gesti essere tutelati?

di Lione Federico, Dott.

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a cura della Dott.ssa Serena Biondi

Made in italy

Il “made in Italy” rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo.

Il “made in Italy” vive soprattutto grazie alla moda, al design, al cibo e non solo, anche grazie ai gesti.

Ed è proprio sulla gestualità che questo scritto intende soffermarsi.

La lingua italiana non è fatta infatti solo di parole ma anche di gesti; con un solo gesto noi italiani siamo in grado di esclamare: “attenzione” o anche “scusi!” (e molto altro) ed addirittura di esprimere intere frasi come ad esempio: “non ti preoccupare”, “che buono!”, “quanto costa?”.

Il gesto italiano per eccellenza tuttavia è la mano – con le dita chiuse e riunite all’insù – dondolante dal basso verso l’alto con il quale si esprime la propria perplessità su quanto detto o fatto dall’ interlocutore. In parole semplici, trattasi di un gesto con cui  si intende chiedere: “Cosa dici?”, “Cosa vuoi?”.

Un gesto talmente eloquente da essere stato addirittura riprodotto, grazie alla stampa in 3D, in un oggetto di design dal nome “Made in Italy”.

Invero, sono state la TheFabLab e la Superstuff  (dopo il lancio dell’ormai famosissimo “Umarell” – la statuetta raffigurante il vecchietto che guarda i cantieri con le braccia incrociate dietro le spalle -) a creare questo nuovo oggetto di design: il “Made in Italy” appunto. Trattasi di un progetto che sfrutta il principio fisico dell’equilibrio, è composto da una superficie curva che permette l’oscillazione avanti e indietro della mano (su posizionata) con le dita racchiuse, facendo toccare tutti i polpastrelli.

E’ stato dunque creato il design del gesto italiano per eccellenza.

Focus: la registrazione del design e dei modelli in italia

Per disegno e modello si intende l’aspetto esteriore di un prodotto il quale deve essere nuovo, lecito e deve avere carattere individualizzante.

Un design e/o un modello, se in possesso dei suddetti requisiti necessari, può ottenere tutela con la registrazione la quale viene concessa, in Italia, presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Ottenere la registrazione del modello o del design assicura un diritto esclusivo di utilizzo e dunque il diritto di vietare a terzi di usare un prodotto identico o che comunque non produca nell’utilizzatore informato una impressione generale diversa da quello registrato; assicura inoltre una garanzia di tutela negli accordi di distribuzione, in quelli di licenza e via dicendo, nonché un diritto alla protezione doganale.

Detta tutela, oltre ad essere territoriale, è limitata nel tempo: infatti dura al massimo venticinque anni se vengono corrisposte le tasse di mantenimento (le quali vanno versate ogni cinque anni).

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Ebbene, per quanto l’Italia sia, per antonomasia, la patria dei gesti, non è sicuramente l’unica Nazione in cui gli stessi vengono utilizzati.

La gestualità in America: gesti e marchi

Il linguaggio dei gesti è diffuso anche in America, ed è proprio lì che più volte si è tentato di ottenere la registrazione di marchi riproducenti dei gesti appunto.

Le domanda dunque sorgono spontanee. Ebbene, in primis:

Può essere registrato il marchio riproducente un gesto di uso comune?

No. Perché? La motivazione è semplice: la funzione del marchio è proprio quella di creare un’esclusiva su un segno impedendo a chiunque altro di usarne di uguali o di simili, ciò non può avvenire per i gesti che sono comunemente usati da chiunque e da sempre.

Qualcuno però, anche con una forte motivazione, ci ha provato:

E’ accaduto nel 2017 quando Gene Simmons, membro della Band “KISS”, ha presentato una domanda di registrazione di un marchio avente ad oggetto il gesto delle corna ( in America vuol dire “I love you”) con la seguente motivazione: “intrattenimento, nello specifico, performance dal vivo di un artista musicale, apparizioni personali di un artista musicale”. Detta domanda è stata rigettata dall’Ufficio in quanto si trattata di un gesto di uso comune, utilizzato da tutti da vari decenni, quindi non monopolizzabile.

L’altra domanda è:

Può essere registrato il marchio riproducente un gesto coniato dal titolare?

Sembrerebbe di sì o, perlomeno, questo è accaduto in America nel 1996.

Nello specifico, l’attore Diamond Dallas ha creato un gesto che consiste nell’unione di pollici ed indici di ogni mano al fine di creare la figura di un diamante. Detto gesto ha ottenuto la registrazione in quanto nuovo e facilmente associabile al richiedente.

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Lione Federico

Laureato presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore presso la quale, successivamente, ha partecipato ad un Master di II° livello in Diritto Tributario. Ha conseguito l'abilitazione alla professione forense.


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