Separazione con addebito e profilo Facebook

Profilo facebook ed atteggiamento lesivo della dignità del partner giustificano la separazione con addebito

di Redazione

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Le dichiarazioni contenute sul profilo Facebook possono ledere la dignità e con essa la reputazione del proprio partner e giustificare la pronuncia di una separazione con addebito. Lo ha stabilito il Tribunale di Palmi con una sentenza destinata a fare discutere, con la quale si è stabilito che anche il comportamento diretto a pregiudicare la dignità del proprio partner, senza che si concretizzi in una relazione sessuale extraconiugale, può dare luogo ad una pronuncia con addebito in sede di separazione personale tra coniugi.

 

La sentenza del giudice di primo grado

Il Tribunale di Palmi, con sentenza n. 6/2021, ha addebitato la separazione al marito per avere inserito nel proprio profilo Facebook l’indicazione “single” e “mi piacciono le donne”. Così facendo, la giurisprudenza di merito si è allineata ad una precedente pronuncia della Corte di Cassazione, la quale con sentenza n. 21657/2017 ha evidenziato l’importanza, nei giudizi di separazione con addebito, non solo delle relazioni extraconiugali, ma anche di quei comportamenti univocamente a ciò indirizzati, con i quali si pregiudica la dignità e l’onore dell’altro coniuge.

L’interpretazione giurisprudenziale dell’obbligo di fedeltà coniugale 

La giurisprudenza, nel corso del tempo, ha più volte stabilito che l’obbligo di fedeltà non consiste solo nell’astensione dall’intrattenere relazioni sessuali extraconiugali, ma anche nel non tradire la fiducia reciproca e cioè nel non pregiudicare quel particolare tipo di relazione fisica e spirituale  che esiste durante il matrimonio. Il tradimento di questo rapporto di fiducia reciproca coniugale può, quindi, concretizzarsi anche in comportamenti diretti a ledere la reputazione del proprio partner e ciò senza che si materializzino in atti sessuali extraconiugali.

Il profilo di facebook quale fattore determinante per la pronuncia di addebito.

Il Giudice di primo grado ha affermato che l’indicazione da parte del coniuge nel proprio profilo Facebook dello stato di “single” unito alla dicitura “mi piacciono le donne”, seppure non costituisce prova dell’esistenza di un rapporto extraconiugale é sicuramente indice di un comportamento lesivo della dignità e del decoro del proprio partner. Facendo ciò si palesa a terzi un modo di essere od uno stato d’animo incompatibile con un leale rapporto di coniugio.

 

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